diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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venerdì 23 settembre 2011

Epistola prima per Aldo Busi

giurista che si perplime 

Caro Aldo Busi, in altri casi le ho fatto sperticati elogi, e ne vado fiero, ma questa volta, schierandosi a favore di un'iniziativa così idiota come quella dell'outing, mi sembra che ha toppato di brutto. Lei cosa avrebbe fatto se il suo nome a suo tempo fosse stato inserito da anonimi in una lista di sicuri pedofili? Si sarebbe incazzato non poco, avrebbe sfidato gli anonimi a uscire allo scoperto e li avrebbe querelati (o bastonati?). Ebbene, è ciò che faranno i dieci nomi inclusi nella lista secondo lei benvenuta, che per assurdo diventeranno i buoni e i miti perché dalla parte del diritto. Bel risultato... Senza contare che la DELAZIONE sarà d'ora in poi considerata legittima, come strumento di lotta politica,  da chi è a priori nemico del diritto,  perché sdoganata dalla parte progressista e più smagata della popolazione intellettuale. D'ora in poi si potranno fare liste di PROSCRIZIONE  anonime su tutto. Non sarà un bello spettacolo. 

Le battaglie per i diritti, caro Busi, si fanno con gli strumenti del diritto. Con gli strumenti dei barbari si ottiene solo di imbarbarire ancora di più la popolazione. In Italia ce n'era bisogno?

martedì 17 maggio 2011

Aldo Busi su Eugenio Scalfari e il servilismo




Aldo Busi a questo link dimostra sempre di più di essere una delle menti più libere dello sciagurato stivale. Seddiovòle gliela dice chiara chiara a Eugenio Scalfari, nonché a tutto l'arco degli scrittori co(pro)stituzionali che da sempre tacciono di fronte a qualunque schifezza provenga dalla cricca di Repubblica, la quale, del resto, mostrandosi così misera criticamente, rende nullo l'impegno critico che invece mostra nei confronti del concorrente in affari del proprio padrone, Carlo  De Benedetti,  che non è solo un ricco editore, ma è uno dei padri nobili della seconda Repubblica, marchio economicamente abbastanza redditizio che   non a caso l'imprenditore avrebbe voluto  annettere al suo gruppo industriale, prima che lo facesse il suo più diretto concorrente.


Da Busi  sono un po' deluso solo perché si è recentemente guastato (forse) con la splendida Bianca Berlinguer, per via che ospite della sua trasmissione ha fatto qualche marachella in diretta, esprimendosi, seppur perfettamente,  alla scaricatore di porto link. Speriamo che si chiariscano, perché in coppia possono fare numeri strabilianti, divertire il pubblico e svegliare tante belle addormentate nel bosco della miserabile cultura nostrana.  

Qui duetto Busi Berlinguer su giustizia

martedì 25 gennaio 2011

Epistola quarta agli editori



Cari editori, primaditutto vorrei avvertirvi di non fare i furbi. Infatti  ho testé depositato all’ufficio brevetti, dove mi hanno fatto i complimenti tutti gli astanti,  perché la ritengono l’invenzione dell’anno,  la fascetta seguente da applicare ai pocovenduti: “ Libro presente nella lista di proscrizione dell’ Assessore naziberlusconiano Speranzon “. Quindi mi spettano i regolari diritti di copyright.

Veniamo a noi. Il paese tutto sta trattenendo il respiro: passa o non passa? Passa tutto o solo in parte? Passa con lo spirito ma  lascia il corpo? Passa ‘a nuttata, ma aropp' rresta?

E poi l’altra quistione, editori, ancora più fregnante: scende in campo o non scende in campo, come lo zozzo genitore? Ché quelli come il babbo di Roberto Benigni scendevano in campo per povertà! Datosi  che non potevano permettersi il lusso  della casa con il bagno erano giustificati nell’arretratezza, che scatenava a sua volta una certa comprensibile reazionarietà popolare. Ma loro della realcasa di bagni ce n’hanno una caterva, e, sfidando sempre di più la morale comune, che reazionari non sembrano, lo fanno solo per schiribizzo. A proposito, il cavaliere, quando scende in campo, è notorio che si pulisce coi giornali filogovernativi, ma  Marina, che è  imprenditorialmente  più moderna e aggressiva, si pulirà strappando rabbiosamente le pagine dai libri degli autori Mondadori antigovernativi?

Insomma, editori cari, in questo momento di rimescolamento delle carte, giornalistiche o librarie, c’è necessità di fare uno scatto, bisogna finalmente diventare industriosi fino in fondo, come indica la guida suprema Wu Ming, convergere con il mondo capitalistico reale e smettere di farsi le seghe scrittor-rivoluzionarie. Convergere per esempio con il mondo del  calcio, fondere i bisness, amalgamarli.

Eh sì, si rivitalizzerebbe tutto e si smetterebbe di essere più scrittori che lettori. Il calcio è più serio, mica si fa con  22 spettatori seduti sugli spalti e 50.000 giocatori che scendono in campo (che poi, vorrei vedere con cosa si pulirebbero!): non s’è mai visto, bisogna ricominciare a rispettare le proporzioni!

Aldo Busi diventa il  nuovo fantasista dell’Inter, che a Moratti  gli è piaciuto subito quando l’ha visto ballare dalla raffinata Barbara D’Urso canticchiando la filastricca per bambini Cazzo in culo non fa figli ma brodo per conigli. Uno come Busi potrebbe tornare utile anche per  tenere unito lo spogliatoio. In cambio alla Mondadori passa il portiere dell’Inter, quello che domenica scorsa li ha fatti perdere a Udine. Sarà addetto principalmente al respingimento dei pressanti scrittori inediti: fa qualche paperella, ma para quanto necessario.

Si sa già che per fare spregio a i’ Sinda’o novativo Renzi,  che non gli fa costruire la cittadella, i Della Valle compreranno per la Fiorentina solo  scrittori bolliti, ormai passati d’epoca, di ieri:  ieratici, ierofanti, ierogami e ieropositivi.

Veronesi, coproprietario di Fandango, moderno anche lui,  approfitterà sicuramente  del parapiglia  per rinnovare la scuderia di gostiraiter di Veltroni  (per i non toscani, i gosti son quegli uomini rozzi di origine burina ma di cervello fino, che se in possesso del necessario suffisso raiter scrivon discorsi furbi per i politici). E con la geniale intuizione che lo caratterizza, lo scrittore di caos coi nervi a posto  comprerà due o tre calciatori di mezza tacca, che scrivono coi piedi, ma proprio per questo  peggio di quelli che scrivono attualmente i discorsi di Veltroni non possono essere. Per esempio l’ultimo, quello de paura  traggica dove dice che bisogna dimezzare il debito pubblico entro dieci anni, che vuol dire in pratica aumentare le tasse a tutti almeno del 10%, passare cioè da un prelievo medio del 43% al 53%, che fa immaginare file di cadaveri sui marciapiedi di tutte le città per decenni, glielo deve aver  scritto  lo scrittore pulp Niccolò Ammaniti.


Elido Fazi, non è che ci piglia Saviano e dopo  ci viene a significare che lo scrittore di paura internazionale non sa scrivere equielà come ha fatto con Melissa P con la quale si è arricchito?  (Melissa P che diventerà quasi certamente  la nuova capa di Mondadori, per me una bellissima novità, senza ironia davvero)

Elisabetta Sgarbi, anche lei, nu pazziamm! Non è che poi il parte nopeo e parte scrittore  ce lo consegna già incaprettato con la mela in bocca al suo famelico fratello?

Infine, non fate scherzi, editori democratici. Non è che una volta che vi pigliate i meglio scrittori Mondadori-Einaudi diventate economicamente appetibili e  con una scusa o quell’altra inquattroequattrotto rivendete tutto al satrapo  Berlusconi? Sennò risiamo daccapo!

PS: intanto io non mi son lasciato prendere dallo sgomento e mi son messo avanti. Ho infatti spedito il progetto del mio nuovo inedito per la collezione primavera estate di Mondadori, che dopo il fuggi fuggi dei rivoltosi sarà costretta a considerare qualunque proposta. Il titolo è azzeccato: “ Lo strano caso dello scrittore che trovava Rosy Bindi più bella di Marina Berlusconi “. Si tratta di una serie di foto grottesche con didascalie idealistico-crociane. Sono sicuro che a Segrate lo troveranno di loro gradimento. Sarà un sicuro best seller.


Testo e autore in fase di correzione.

martedì 9 novembre 2010

Bisogna diffidare degli infelici (Roberto Benigni)



Madonnina Santa,  Benigni (un genio!)  è uno che fa carezze a tutti, ieri sera anche a Sandokan Schiavone di Casaldiprincipe - invitandolo  secondo me giustamente a scrivere un libro, che tanto  peggio di quelli che si scrivono in Italia non potrà  essere. D’altra parte, se il più grande editore è quello che è, sarebbe normalissimo se Sandokan fosse in vetta alle classifiche di vendita libraria (magari venderebbe tanto anche taroccato, a favore dei bisognosi venditori ambulanti più o meno extracomunitari).

Però, diamine, Benigni  proprio con gli infelici se la doveva prendere? Ci saranno rimasti male Veltroni e il   PD... Più di tutto ci è rimasto male, direi impietrito, l’infelice certificato Roberto Saviano, che stava fisso come un baccalà vicino al comico  nell’inquadratura,  senza ridere se non qualche volta nervosamente, fuori tempo, danneggiando non di poco lo sketch...

E comunque Benigni doveva essere coerente con la sua capovolta visione  degli strati sociali, cantare finalmente la tarantella degli infelici, invitando i disgraziati di spirito  a unirsi ai disgraziati di fatto, magari i poveri, i malati, i disoccupati, i senzatetto (e le infelicissime senzatette?),  a ballare per strada. Ballata  che si poteva far scrivere da un infelice  autorevole e ortodosso del caravanserraglio poetico, che so, il superbo Aldo Busi; ma anche da Saviano stesso, che a questo punto, vanità per vanità,  può pure prendersi licenze poetiche: non lo ferma più nessuno. 

roberto benigni (sulla canna carlo monni)

PS: a ogni modo, Benigni non ha ravanato: vuol dire che nonostante le tante facezie ruffianesche, non gli stanno tanto simpatici né Fazio né Saviano. Se lo show fosse stato di Aldo Busi, avrebbe ravanato regolare, anzi, in nome del vecchio precetto al quale si attiene, ama e fa quel che vuoi, ci si sarebbe anche appartato dietro un cespuglio (ma non avrebbero combinato niente, perché ci avrebbero trovato nascosto Umberto  Bossi).