diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

Visualizzazione post con etichetta no-giustizia-no-party. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta no-giustizia-no-party. Mostra tutti i post

martedì 21 maggio 2013

La grandissima Rita Bernardini dà una lezione a Roberto Saviano (tempo perso)



Faccio peccato se mi domando come sarebbe stato trattato il caso Tortora dal  " garantista " Robero Saviano?


QUI  lettera di Rita Bernardini a Roberto Saviano,  e risposta

mercoledì 16 maggio 2012

Matteo Garrone e la camorra

Ernesto Mahieux in una scena del film L'imbalsamatore

Dato che la serata non prometteva granché, scesi giusto per infilarmi nel cinema sottocasa. Davano il film L'imbalsamatore, alla presenza del regista, un ancora abbastanza sconosciuto e giovanissimo Matteo Garrone. Il film risultò  uno di quelli da non perdere, per me uno dei migliori film dei primi anni del nuovo millennio (suggerisco anche Respiro di Crialese e  L'uomo in più di Sorrentino, nonché qualunque film vi capiti di Tonino de Bernardi, magari proiettato in sua splendida presenza). All'altezza pure  la chiacchierata con il pubblico, anche se di solito il dibattito no: Garrone si dimostrò persona simpatica e preparata. Vabbè, direte, cosa ce ne frega a noi se hai passato una bella serata chissà quanti anni fa, ché tanto si sa che ora fai vita da sorcio e stai sempre su internet... D'accordo.

Il motivo per cui mi è tornata in mente quella brillante serata -durante la quale ebbi pure modo di fare quattro chiacchiere con Garrone in un piccolo capannello, durante la quale  confermò divertito che a un certo punto della lavorazione aveva davvero  temuto di essere stato in mano a persone  non frequentabili  - è la questione del pizzo che avrebbe pagato alla camorra per girare Gomorra in terra campana (clic). Lui ovviamente nega, e non può essere diversamente, perché il fatto non sussiste. Chiunque conosca i meccanismi della  produzione cinematografica sa che spesso, per non dire sempre, durante la lavorazione di un film in esterna si pagano piccole o grandi somme a personaggi del posto, per non rischiare di rallentare o  bloccare la produzione, o di vedersi rubare materiali, a volte addirittura la macchina da presa... (succede). Ovviamente lo sa anche Matteo Garrone, che durante la serata suddetta si divertì molto a raccontare  dei piccoli boss presenti nella pellicola, dei favori che la piccola produzione (fatta con soldi messi insieme dal regista) aveva da essi ricevuto, in termini di locations o altro che non ricordo. Mi sembra di ricordare che parlò di 50 milioni di lire. Secondo me si era costruito una piccola epopea per dare più risalto al suo film indipendente, fatto  senza patente, per costringere l'ottusa stampa a occuparsene. 

Naturalmente non è da escludere che tra le persone coinvolte nella lavorazione ci fosse qualche persona non completamente a posto con la giustizia (in qualunque film girato in terre di mafia). E qui sta il problema. Infatti, al di là di una normale cautela, dove sta scritto che chi assume una comparsa, o affitta un mezzo, o acquista un servizio durante la lavorazione di un film, deve verificare tutte le fedine penali (del resto, se uno ha espiato una pena, è pulito, o no?); o addirittura prevedere che un giorno, persone incensurate, commettano dei reati? Anche fosse che nel film compaiono delinquenti, possibile che nemmeno un artista possa indagare nel retroterra culturale o sottoculturale delle nostre città, a fini espressivi, senza venir accusato di contiguità con la criminalità organizzata? Dove sta il reato di Matteo Garrone? Siamo sicuri che lo stesso Pasolini sarebbe uscito indenne da un'analisi giudiziaria dei partecipanti alla lavorazione delle sue pellicole?

In questo paese la giustizia è purtroppo diventata qualcosa di peggio che kafkiano: non basta non commettere reati, ma bisogna stare alla larga da chi ne ha commessi, da chi potenzialmente potrebbe averne commessi in passato o potrà commetterne in futuro. In definitiva si tratta della solita merda classista: ci si rinchiude nella propria cerchia di persone perbene e benpensanti, si legittima la propria gente  come l'unica con la coscienza a posto,  si erige la  propria cerchia piccolo borghese a paradigma sociale, e, infine, si elegge la propria classe di appartenenza  come l'unica con le carte in regola per fare impresa e cultura, nonché   governare (vale a dire comandare e arricchirsi, a danno di tutti gli altri).

Insomma, inutile farla tanto lunga: questo paese si rappresenta sempre di più come diviso tra buoni e cattivi. Secondo questa disonesta concezione  non solo bisogna essere buoni, ma bisogna pure dimostrare ai nuovi  inquisitori di non aver mai avuto a che fare coi cattivi. A questo ci hanno  portato i savonarola tanto osannati dal basso: al giustizialismo forcaiolo che da tangentopoli in poi ha prodotto  il desiderio di vendetta da parte di gran  parte della popolazione che si ritiene a posto, quasi sempre in maniera ipocrita,  e che ha fatto dell'indignazione e della rabbia una bandiera politica. Invece i buoni, da che mondo è immondo,  a posto non lo sono affatto, tantomeno in questo frangente storico, nel quale, però,  se non verranno fermati, ci porteranno a dividersi a tal punto che sarà difficile evitare una guerra civile. In ogni caso, se questi sono i buoni, meglio stare coi cattivi.

martedì 14 febbraio 2012

Sgupp multiculturale: uomo milanese morde cane cileno

 Possibile che dopo tutti questi anni, a Milano non abbiano ancora insegnato ai ghisa come  spiegarsi bene coi forestieri?

Naturalmente auguro al vigile urbano milanese che ha ucciso un essere umano,  di essere capace di discolparsi del tutto, che i fatti si siano svolti come da lui raccontato. Però la dinamica dell'assassinio - vedremo se volontario o involontario - quella ricostruita dai giornali,  fa pensare male. La versione del vigile omicida sarebbe questa: " uno dei due uomini, quello che è riuscito a fuggire, mi aveva puntato un'arma contro ". Mah... Cerchiamo di capire meglio: siamo a Milano, zona affollata, attorno al parco Lambro; due vigili contro due fuggiaschi, prima in auto poi a piedi; l'auto dei vigili riesce a speronare l'auto dei fuggiaschi; questi ultimi scendono e si danno alla fuga a piedi, appunto nel parco; dopo non si sa quanto tempo di fuga a piedi, il fuggiasco riuscito poi  a dileguarsi avrebbe estratto un'arma brandendola contro un  vigile; il quale, a questo punto, a pochi metri di distanza, nonostante avesse un'arma puntata contro, ha estratto la pistola, l'ha caricata e ha sparato contro il fuggiasco; ma no quello armato, contro quello  disarmato... (del resto non è ancora chiaro se di fronte o alle spalle). Non solo, il fuggiasco armato, vedendo il compagno sparato, non spara a sua volta, ma, sempre brandendo la pistola,  fugge, senza che i due vigili, ormai armati e avendo già sparato, facciano nulla, tipo continuare a seguirlo,  sparare in aria, o,  successivamente, una volta accertato che il parco fosse deserto, sparare alle gambe del fuggitivo. 

Vabbè, sono cose che capitano... Gli era un delinquente, penserà la gente, così come titola il giornale Libero, almeno nella versine On Line alle ore 13.16 di oggi: " Vigile uccide un delinquente " (clic).  Intanto il vigile sparante, interrogato e in un primo momento indagato  per eccesso di difesa,  è ora  indagato per omicidio volontario. Vuol dire che per i magistrati la sua ricostruzione, effettivamente rocambolesca, non è risultata congrua. Anche a Libero ringambano un po' (irriferibile, secondo la mia sensibilità,  il titolo a metà mattinata; ma a inizio pomeriggio scrivono in un occhiello che sono spuntati testimoni a dire che i cileni non erano armati),  rendendo conto dell'incriminazione per omicidio volontario (ma non hanno dubbi sulla dinamica, tanto è vero che l'articolista con usa mai il condizionale, ma è sicuro che il fuggiasco armato abbia mirato ai vigili: " Uno dei due cileni ha estratto una pistola per puntarla contro gli agenti ". Il Giornale (clic) non vuole essere  da meno e, spara gnino,  non si mette nemmeno lui a sprecare condizionali:  " Il ghisa ha usato la pistola di servizio, una calibro 9 dopo che, davanti a lui, uno dei due fuggitivi, sceso dalla sua auto, ha estratto la sua arma, puntandogliela contro ". " Alessandro A. ha reagito e ha sparato per primo, colpendo però il complice del pistolero che si è inserito all’improvviso nella traiettoria del proiettile. L’altro balordo, quello armato, a quel punto ne ha approfittato per scappare, portandosi dietro la pistola. E ora Alessandro A. è indagato per eccesso colposo di legittima difesa ".  MMMHHHHHH. Questa legittima difesa puzza tanto di Charles Bronson... Vedremo. Il Giornale, ovvero lo  stesso articolista del Giornale On Line, mette in mostra doti divinatorie: " Che stramazza al suolo (il proiettile gli ha perforato il torace ed è uscito dalla schiena) mentre l’altro fugge attraverso il parco ". Noi comuni mortali (speriamo per cause naturali), per conoscere la dinamica dell'omicidio dovremo invece aspettare l'autopsia)

Ma il punto, seppur tragico,  non è quanto detto finora: non stiamo a fare i formali,  in fondo il condizionale è un verbo che sbagliamo tutti, che notoriamente fa disaffezionare i lettori e abbassare le vendite. Il punto è che alcuni politici di destra stanno approfittando di questo fatto per mettere sotto accusa la giunta di centrosinistra. Il leghista Matteo Salvini pare abbia dichiarato che questi sono gli effetti del buonismo: “ Chi semina buonismo, raccoglie violenza ” (dal fatto Quotidiano clic). Un altro politico milanese  dell'opposizione dice anche peggio. Sul  giornale Libero On Line - testata  in altri frangenti assolutamente garantista... -,  alle ore 13.28 appaiono commenti di questo tipo all'articolo in questione (clic):

" 12| Postato da Satanasso | 14/02/2012 alle 09.25

Magistrati / giudici maiali...

Se il vigile urbano fosse stato di origine sudamericana,araba o est europeo, il giudice-maiale lo avrebbe scagionato subito.

5 | Postato da bellissimo | 14/02/2012 alle 11.12  
" SPARATORIA A MILANO
Mi dispiace tanto per la vittima,ma io comincio a contare lo stesso.Allora,si dice che gli immigrati siano 5 milioni,quindi adesso saranno 4.999.999. Sarà lunga, ma con un tantino di buona volontà ce la faremo! "

Vale la pena segnalare anche alcuni commentatori sul fatto Quotidiano,  ore 13.37,  la cui linea editoriale è decisamente giustizialista. A fronte di commenti secondo me  equilibrati:

Sparare ad una persona disarmata in fuga  da una decina di metri non nobilita, non esiste ovviamente altra arma, non mi stupirei che che sia stato giustiziato alle spalle. 
ci sono commenti di questo tono:

Imparziale 19 ore fa

Già fioccano i commenti di sospetto . Quel vigile ha fatto bene , punto . Nessuno ha detto a quei tizi di andare a fare risse e sparatorie in giro per le strade di Milano , ne tantomeno dopo l'episodio del vigile brutalmente assassinato . Cosa doveva fare questo vigile , rischiare la vita come quel povero signore cinese ridotto in fin di vita per uno sguardo . La prossima volta ci penseranno due volte prima di delinquere e prima di estrarre un'arma . Che siano bianchi verdi gialli rossi buddisti musulmani campani lombardi o veneti non importa , stiamo arrivando ad un punto di non sopportazione , si criminalizza chi evade ( giustamente direi ) e quasi si giustifica chi rapina e scippa . Un peso e una misura ci vuole . L'altro complice con l'arma alla sbarra per direttissima .
Per finire, segnalo che l'unico articolo critico e decente, sulla stampa nazionale, l'ho trovato sul Manifesto (clic), che solo per questo merita di sopravvivere (insomma,  almeno finché lo Stato finanzierà l'editoria, cosa per me non scontata, e nemmeno giusta, penalizzare testate come Il Manifesto è puro esercizio liberticida). Ciò non vuol dire che non ci siano altre testate non giustizialista, vuol dire solo che tra le testate che ho visitato io, studiandoci per un paio d'ore, tendono tutte a dare credito alla versione ufficiale, cioè quella del corpo dei vigili urbani (Corriere e Unità compresi)

Insomma, sono abbastanza certo che ci sarà un processo, che alla fine vedrà assolto il vigile, con il tripudio del pubblico in aula, come fu pochi mesi fa il caso del tabaccaio, sempre milanese, che aveva ucciso un rapinatore in fuga, sparandogli alle spalle per strada, a notevole distanza. Ciò vuol dire che per superare la  barbarie giustizialista, della quale ognuno di noi potrà in qualunque momento diventare vittima,  ci vorranno decenni, sempre che si cominci a lavorare subito (ovviamente dopo che ci si sarà ben bene indignati per i manifesti pubblicitari con le donne gnude... se rimane energia...). 

Adesso, ore 19.07, su Corriere e Unità appaiono ricostruzioni sostanzialmente corrette. Libero continua  a titolare " Vigile uccide delinquente e viene indagato per omicidio "



domenica 22 gennaio 2012

Borsino icone: Marco Travaglio benino. Saviano in ribasso.


Questo fu uno dei primi critici negativi dell'opera di Roberto Saviano


L'emozione è forte, ho appena letto un articolo difendibile di Marco Travaglio (clic qui), giornalista del quale mantengo tuttavia una pessima opinione, perché messa sulla bilancia la sua produzione continuo a pensare che sia un giornalista di destra populista giudiziaria manettara, o, se vi piace di più, di sinistra populista giudiziaria manettara: sempre lì si finisce, ai prodromi di un nuovo fascismo, al quale forse avvento contribuiscono in tanti, dal proprietario della ditta  Italia dei Valori mobiliari e immobiliari, Antonio  Di Pietro, al comico in declino Beppe Grillo, proprietario del Movimento 5 stelle, allo scrittore impaurista  e giudice supremo Roberto Saviano, che invita i suoi seguaci a ritenere COLPEVOLE un accusato anche se prosciolto dal tribunale (tra parentesi, non glielo hanno detto che negli Stati Uniti il numero di reati è altissimo, così come il numero dei detenuti, corrispondente a circa cinque volte di più dell'Italia? E che  il tasso di omicidi, pur radicalmente abbassato negli ultimi dieci anni, è ancora almeno cinque volte più alto di quello dell'Italia e almeno quattro volte quello della sua travagliata Campania?). 

Torniamo a Travaglio, che corregge il tiro: vuole sì tutti in galera, ma solo quelli che ci devono stare (dice per esempio che per gli extracomunitari è già previsto lo sconto di pena di due anni con rimpatrio forzato, ma la norma non viene applicata);  chiede siano abrogate le leggi vergogna - quelle che riempiono le carceri di poveretti, anche piccoli consumatori di stupefacenti - da quella appunto sul possesso di stupefacenti, alla Cirielli sui recidivi, che contemporaneamente fa sconti per i reati dei quali in genere si macchiano i politici. Ripeto, l'articolo è da leggere, ancora di più, immagino, i commenti dei lettori.

Ps: finalmente non ha parlato  di letteratura, della quale si intende poco. Di questo voglio ringraziare Roberto Saviano, anche se,  nella lunga intervista concessa  a Daria Bignardi,  ha incredibilmente sparlato di chi lo crititica (come faceva Berlusconi, uguale uguale), ma senza fare neanche un nome, direi in maniera omertosa. Boh, magari è la volta buona che gli verrà in mente di confrontrsi in uno studio TV con uno dei suoi critici, per esempio il rispettabile sociologo Alessandro Dal Lago. Debbo anche notare che lo scrittore casertano ha pubblicamente dichiarato di essere a contatto con numerosi ministri (perché?), e di essere a servizio politico di Corrado Passera (vuol dire che presto lo sarà il gruppo Repubblica Espressso...), spiegando bene che l'ex banchiere adesso ministro primario del governo del Professssor Monti  entrerà in politica con un suo partito sul modello della CDU tedesca, un partito che sarà conservatore e  cattolico (liberista ed economicista, aggiungo io). Curiosamente nessuno ne parla. Nemmeno nessuno parla dello sperticato elogio di Monti fatto da Saviano e Jovanotti nell'anteprima del programma le Invasioni Barbariche, i quali hanno dimenticato di dire che  questo è un governo di emergenza nazionale, in quanto tale provvisorio, perché privo del necessario passaggio elettorale. Boh, abbastanza inquietante: se la democrazia non gli garba più lo dicessero, facendo legittima propaganda ai governi non eletti.

Ps: il borsino delle icone è una straordinaria idea di Sergio Maria Cerruti proprietario della scuderia Immondizie Riunite.

giovedì 19 gennaio 2012

No giustizia no party (il giudice supremo Saviano vuole Cosentino in galera)

 Militante scocciato che chiede a Roberto Saviano di dire una cosa di sinistra

Secondo un articolo del Post, circola molto in rete il video di una conversazione tra Luciana Littizzetto ed Emma Bonino (clic qui per vedere).  La Bonino, non solo a mio avviso  uno dei migliori elementi della classe politica europea, comincia dicendo, letteralmente: " 17.000 persone in carcerazione preventiva sono uno schiaffo alla giustizia del paese, al senso di giustizia del paese ". Sulla negazione dei radicali all'arresto del deputato  Cosentino, la Bonino dice che la  attenta lettura delle carte non giustificava la privazione della sua libertà. Ma dice una cosa ancora più interessante: l'unica volta che i radicali hanno votato contro l'arresto, durante questa legislatura, è stato appunto nel caso Cosentino; negli altri tre casi hanno votato a favore (anche se in due casi sono stati i deputati anche PD a salvare i parlamentari Angelucci e Mantovano). Nel caso Alfonso Papa, arrestato e rimasto a lungo in cella, ci informa la Bonino che  dopo la scarcerazione sono  arrivate in parlamento carte a dire che altre carte, quelle arrivate dalla magistratura napoletana per convincere i deputati a concedere l'arresto di un loro collega, non potranno essere utilizzate nel processo (una bella stortura giuridica). 

Roberto Saviano, invece, non si sa se in base alla lettura delle carte o in base a cosa altro, ritiene che Cosentino andava arrestato, tanto da aver stigmatizzato i leghisti (non presenti ieri al consiglio comunale di Milano, dove si è consegnata la cittadinanza onoraria allo scrittore anticamorra, che fu decisa dall'amministrazione  di Letizia Moratti, nella quale era presente la Lega Nord) con le seguenti parole: «Non è che tutti hanno condiviso - ha detto Saviano durante il suo intervento - la scelta di farmi diventare milanese. Quando ho letto il comunicato di un dirigente della Lega che diceva che non avrebbe partecipato alla cerimonia non mi sono stupito, mi è parso un gesto coerente. Lo ringrazio, perché quando si difende Cosentino è molto difficile stare qui»

Premesso che metterei sotto processo  la Lega Nord - per ogni reato commesso dai loro componenti più scalmanati, e anche, spesso, dai loro dirigenti -  le cose non stanno come dice Saviano, nemmeno questa volta. Votare contro l'arresto non significa impedire di processare Cosentino; in termini giuridici  e costituzionali significa non ravvisare gli estremi per fargli aspettare la sentenza in carcere. Ma Saviano lo vuole in galera... Potrebbe farne un prodotto editoriale ESCLUSIVO, chiamarlo IN GALERA!, come gridava Bracardi,  e lanciarlo così:  QUELLI CHE SAVIANO VUOLE IN GALERA NEL 2012! Penso che venderebbe. Magari i suoi editori mi rubano l'idea senza darmi un franco. Potrebbe diventare un classico, come il calendario di frate indovino.

Riuscirà mai Roberto Saviano a dire una parola garantista, magari a favore di un carcerato ingiustamente?

Dice: ce l'hai con Saviano... No, non è così. Ce l'ho con quello che scrive, è diverso. Ce l'ho con quello che scrive perché è quasi sempre traballante: o dal punto di vista letterario, o da quello giudiziario, o da quello politico, o da quello delle verità (le sue fonti sono spesso assai dubbie, non sto a fare elenchi). Da quello che scrive io l'associo ad Antonio di Pietro, un politico che deve la sua fortuna alle manette e ai metodi inquisitori, che rappresenta oggi il populismo giudiziario, quanto di più lontano possa esserci dalla sinistra (infatti è un uomo di destra), che dev'essere prima di tutto difesa dei deboli contro i forti. E non c'è niente di più debole di un imputato, che colpevole lo deve risultare dal dibattimento, no dalle impressioni giornalistiche. 

Quello che mi secca di più, da artista, è che questo giovane - secondo me sfortunato più per la immeritata fama (si paga cara, in genere) che per le minacce camorristiche -  si permetta di fare la morale agli scrittori, dicendo loro dagli schermi della TV che la debbono smettere di occuparsi di fatti di immaginazione e debbono occuparsi della realtà. Giusto per dire, l'ultima volta che vennero fatti appelli di questo genere dagli scrittori fu nella Russia staliniana; ne seguirono  isolamento,  purghe, imprigionamenti e  fucilazioni.

Post e autore del post (che non vede forza pubblica  sul vialetto di casa) in fase correzione




venerdì 13 gennaio 2012

Che paese di poveracci!

Giornalisti e scrittori che analizzano i fatti rispettando la propria deontologia, e, sopra di tutto, il buon senso.

Non sto a dire che anche oggi si conferma l'assenza di razzismo in questo paese, nel quale i giornali on line stamattina riferivano che colpevoli per l'omicidio del povero vigile urbano di Milano, Niccolò Savarino, sarebbero due cittadini di etnia rom, uno italiano e uno tedesco. 

Sottolineare l'etnia a che pro? Quello di vendere qualche copia in più? Lo fanno, prevedibilmente, Il Giornale e Libero, sui quali - nonostante la notizia sia stata smentita dalla Magistratura, come peraltro riporta lo stesso Libero -  si è subito  scatenato l'odio dei lettori commentatori, che invocano come minimo la pulizia etnica... Ma  anche il Corriere della Sera rimarca sull'etnia... E anche l'Unità (che, dispiace per chi ci lavora, ma  prima chiude meglio è anche per il PD...)

Mi soffermo invece su un'affermazione contenuta nella pontificata odierna su Repubblica (qui) del grande inquisitore Roberto Saviano, che sembra aver  stabilito un nuovo fantastico reato, contiguità culturale con chi delinque. Evito di commentare il delirante articolo liberticida, se no mia  moglie dice che mi piace vincere facile. Dico solo che meno male questo paese è governato da gente che ha studiato legge, e non lettere. Perché se governassero quelli che hanno studiato lettere, come Roberto Saviano, si diventerebbe alla svelta una dittatura giudiziar-popolare, coi processi in piazza. E temo con le esecuzioni in piazza. Non so, uno così una volta veniva ben presto definito fascista e isolato. Ora ha milioni di seguaci e fa il guru nei giornali di sinistra. Per me gli ènno tutti ringrulliti.



Ps: per completezza dell'informazione, apprendo da qui (clic) che a Saviano  hanno recentemente dato la laurea honoris in giurisprudenza. Ma che abbiamo un'Università di merda, su misura per il paese di poveracci di cui sopra, per me  non è una scoperta di ora...

mercoledì 14 dicembre 2011

Cinque minuti a negro

 fiorentino affranto ripreso durante i dieci minuti di sospensione

Oggi a Firenze, a seguito della vile uccisione di due giovani senegalesi da parte di uno squilibrato aderente all'associazione di benefattori   Casa Pound, l'Amministrazione comunale ha  dichiarato il lutto cittadino. Tutte le attività - tutte! -  si fermeranno da mezzogiorno a mezzogiorno e dieci. Così, una volta per sempre, si smetterà di dire che anche nelle grandi città c'è rischio razzismo, a  partire dalla civilissima Firenze. 

Con questo gran gesto il Sinda'o novativo Matteo Renzi mette a tacere tutti quelli che lo considerano  un populista di destra, ma, sopra di tutto, quelli che lo considerano un cretino.

Nella foto,  Ignavia, di Achille Alberti.

Link Luigi Manconi


Link Gad Lerner 

Link Adriano Sofri

martedì 15 novembre 2011

Cristian De Cupis: n'hanno fatto morto un altro


Dice che l'avevano arrestato alla stazione, Cristian De Cupis, per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. E il reato vero per cui l'avevano fermato? Non è dato sapere... Ti fermano, ti accusano, com'è come non è, ti portano in caserma, poi davanti al giudice, infine in  un ospedale carcerario. Tu denunci (pare) di aver subito un pestaggio: il giudice non ti crede, anzi, ti sgrida, minacciandoti di aggravare la tua posizione con il reato di calunnia a pubblico ufficiale (grave, credo fino a nove anni di carcere);  tre giorni dopo sei morto. 

Ma in che paese si vive?! Che cazzo di reati sono oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale? Come si fa a provarli? E i pubblici ufficiali, che cosa sono, giuridicamente parlando, se non coloro i quali possono accusare chiunque di oltraggio e resistenza, senza che il giudice possa mettere in dubbio la loro parola, che in ogni caso vale di più di quella dell'imputato, che almeno all'udienza preliminare è sempre solo e senza testimoni, spesso difeso da avvocati d'ufficio assolutamente indifferenti?  Vi rendete conto che può succedere a ognuno di noi? Ma l'Italia non era la culla del diritto? Perché gli italiani non si indignano per queste evidenti restrizioni della libertà personale? Possibile che finché non li riguarda personalmente non si muovono? E i politici novativi? E i movimenti? Dicono dicono... Ma se l'andassero tutti a pija 'n der culo!

articolo dell'osservatorio repressione

martedì 26 luglio 2011

Epistola seconda dal Contadino della sua terra


Se mi permettete, vi voglio raccontare ‘na storia; una, che voi dicete che sono strane, ma che a me mi sembra che so' normali, che se poi mi devo mettere a pensare che la storie strane mi succedono soltant’a me, e io so sicuro che so' normali, mi facete venire il pensiero che no so' normale io o che no state tanto a posto voi. Mò, se stava mia figlia, mi bloccava subbito, chè diceva “…papà, sei fatto proprio vecchio: sempre a dire le cose antiche…..”. Ce l’ho cercato di spiegare che le storie so' sempre antiche,  ma nu capisce e si diverte a dire così….. Mi posso mai ‘ncazzà co’ mia figlia…..

Chi già mi ha presentato, lo sa che tengo la terra, ma che so' pure nu poco istruito, chè ho fatto le scuole alte e mi ho preso il diploma, chè, dicevano li busciardi, poi, mi poteva servire, ma io lo sapevo che stavo buttando il tempo e i soldi, che no erano manco i miei. Fatto sta che, vi debbo dire la verità si no so busciardo pure io, mo' faccio ‘na bella figura, chè i cafoni che stanno a confine co’ me, e pure più allontanati, mi vengono a fare le domande, chè loro no capiscono niente. Nemmeno che chi tiene le scuole no capisce com’a loro; e io no mi conviene che ce lo dico, chè mi fanno sentire ‘mportante, pure che mi ho dimenticato tutte cose….. Mò è meglio che mi fermo, ca si no la storia no ve la dico più, chè tengo sonno. Fra tutte le cose che c’imparava il maestro, chè io no capivo niente, quando si metteva a spiegare come si facevano i conti, e a me mi sembrava che capivo tutte cose, no lo sentivo mai quando diceva che, a casa, dovevamo fare l’esercizi e i problemi. Ma io il tempo no lo tenevo; e mi credevo che le cose l’avevo capite.

Il maestro era bravo assai; solo che se lo diceva da solo, che era bravo, a me no mi sembrava ch’era tanto bravo a fare così. Un giorno maledetto, che no me lo posso scordare nemmeno se campo mill’anni, mi ha chiamato, vieni a la lavagna, e m’ha fatto l’interrogazione. Oh, voi no ci potete credere. Non sapevo rispondere a niente. Eppure le cose le capivo più meglio e più prima dell’altri….. “ Tu no fai l’esercizi e i problemi ”. Io no lo so chi ce l’aveva detto, ma teneva ragione. Si vedeva che mi avevo imparato la teoria, ma la pratica no tenevo tempo, chè in campagna stava sempre da fare….. “ Visto che no sai rispondere a niente, ti faccio la più facile delle domande, tanto per no metterti zero spaccato sopr’il registro: quanto fanno 1+1 e 1x2? ”. Lo so che mò vi state mettend’a ridere tutti quanti; e pure a me, mi sembra che no è possibile che no ho saputo rispondere….. Ma stavo confuso assai; no capivo niente più….. ” Dipende….. ”, l’ho risposto io, chè mi ero ricordato che, come dicevano i grandi, era meglio che no lo dicevi niente, se no lo sapevi bene ed eri sicurissimo, e, proprio per questa motivazione, quasi sempre: “ Domani, vieni con tuo padre…..”.
 
No vi voglio scuccià co' quello ch’è successo dopo….. So passati l’anni; la vita mia se ne sta andando che no lo so come se ne sta andando. La fatica è stata assai; quelle cose che mi trovo me l’ho sudate chè lo so solo io. E ho fatto l’esercizi e i problemi. Quanta cazz di problemi che ho dovuto fare. Sarà ch’è morto, mò, il maestro; se no, andavo e ce lo dicevo…… E, secondo te, che no sapevo le cose, se ti ficco due cazzotti nella faccia è uguale a due cazzotti soli? O ti fai l’ospedale, co’ due? E due carezze so’ come una carezza nu giorno e una la settimana dopo? E se tengo due figli, tengo i stessi pensieri e ci vogliono i stessi soldi che tengono due che tengono a uno? E se mi appaddo da due metri, mi faccio lo stesso danno che mi capita se mi appaddo due volte da un metro? E se il dottore ha detto che mi devo prendere due pinoli, chè no mi sento bene, tengo la stessa salute di due che il dottore l’ha dato solo ‘na pinola? E se tengo da campare solo un giorno, caccio la metà delle lacrime di chi ne tiene due? E se, come quando me la fidavo ancora, uno fa l’amore due, tre volte a fila….. è com’a uno che tre volte lo fa ‘na volta?

Povero maestro….. chissà se l’ha capito, fin’alla fine; secondo me sì, solo che no ci siamo visti più e no me l’ha potuto dire….. che 1+1 fa veramente….. dipende…..



Se volete leggere la prima epistola fate clic

venerdì 22 luglio 2011

Ennio Mango, un'altra ingiusta morte

 manifestante della società civile



Metto il link a questo articolo di Luigi Manconi per pura testimonianza del fatto che in Italia una società civile (cioè più evoluta di quella mediana e feroce dei  burini GIUSTIZIALISTI) non esiste. Se esistesse lotterebbe  a favore dei diritti dei più deboli, altro che per la dignità...  se esistesse   andrebbe ad abbattere i cancelli degli incostituzionali  CIE e pretenderebbe una vita dignitosa anche per i normali detenuti.


Volevo anche dire che per me il torbido Indro Montanelli - nostalgico di destra  oggi celebrato da molti intellettuali celebrati dalla società civile, per esempio Marco Travaglio qui,  per la ricorrenza dei dieci anni dalla sua morte - non è un maestro, ma guardacaso lo è di  tanti burini giustizialisti della odierna società che si dice civile. Insomma, lo si sarà capito, volevo fondamentalmente dire che non c'è niente di più burino che  autodicersi   civili.

lunedì 27 giugno 2011

Rivoluzione Egiziana

Liberté, Verginité, Fraternité


Squallore massimo: in Egitto adesso si fanno i test di verginità alle ragazze fermate durante manifestazioni,  giustificati dai generali MOMENTANEAMENTE al potere grazie alla " rivoluzione ".

domenica 26 giugno 2011

Giovanni Lorusso, uno dei tanti strani suicidi in carcere

Sui suicidi in carcere interviene sull’Unità Luigi Manconi (clic), un  uomo come si deve, non a caso sardo: gli auguro di diventare   un     giorno   first gentleman, in quanto marito di Bianca Berlinguer.


Enrico Berlinguer con la figlia Bianca

mercoledì 20 aprile 2011

Impaurismo civile (già pubblicato il 22 - 11 - 2010)

1

 


Una volta, sarà stato 3 o 4.000 giorni fa,  fui ingiustamente incarcerato per sedici (16) ore. Mi furono  sufficienti a poter capire che il carcere è anche una sorta  di speciale fabbrica dove si produce paura, che i detenuti, nei quali la si immette in quantità copiosa, hanno l’incarico, secondo me studiato a tavolino da chissà quale Grande  o piccola Fratelleria, di diffondere nella società una volta usciti. Perché la società che hanno inventato loro, i Grandi e piccoli fratelli, quella che gli scrittori impegnati chiamano anche  realtà, è fondata evidentemente sul sentimento di paura: paura di essere aggrediti, paura dei diversi, paura di non farcela economicamente, paura di avere un’ignoranza di pessima qualità a confronto di quella ultima uscita appena acquistata dai vicini, paura di non essere vincenti, paura finanche di dichiarare un amore. En passant osservo che se fossimo un paese davvero  civile impediremmo certa industriosità, certi commerci,  e ci occuperemmo di carceri assai di più di quanto facciamo (e di campi di detenzione lager denominati CIE). Non foss’altro per furbizia, dato che con l’aria che tira il carcere e il lager  potrebbero rivelarsi meno distanti dalle nostre prospettive di quanto si immagini comunemente. Vi metto paura?!

La paura è un prodotto che tira, perché  L’IMPAURISMO con il quale i grandi e piccoli fratelli ai vertici della piramide ci governano non finisce mai  Ma noi, che siamo almeno un po’ smagati, bisogna opporsi e sottrarsi alle loro furberie oppressive con la forza della Classe [nel senso dell’eleganza].  Il verbo governare, del resto,  lo usano più appropriatamente  gli “ stupidi “ contadini, ma riferito alle loro bestie, inispecie ai maiali. E noi bestie non siamo mica... e loro la Classe dei contadini se la sognano

Blablaistico dire che contro la criminalità, in tutte le sue forme, bisogna impegnarsi più che si può, nel senso della magistratura e delle forze di polizia; in questo momento sopra di tutto contro i reati di corruzione familistica economico-finanziaria, che rendono impossibile una reale competizione sociale, l’emergere di soggettività e di qualità in qualsiasi campo. Ma la famiglia, in Italia, vienghi purtroppo prima di tutto: la propria famiglia! E chissenefrega se si ottengono benefici a danno delle altre, di famiglie, che  a loro volta... vedrai... ottengono benefici a danno della nostra... In Italia sarebbe meglio dire la famghiglia?

Come mai, stando così le cose, in fatto di criminalità l’intelligenza nazionale non si concentra sui problemi primari, e si concentra al contrario su problemi in qualche modo secondari? Non è che si può sospettare, come fanno i più deboli tra noi, per di più in maniera sconclusionata,  che l’intelligenza nostrana agisce in modo da spostare l’attenzione dai problemi veri perché è al soldo dei potentati? Non è che certi problemi si amplificano non per coscienziosità ma per sostanziale collusione, volontaria o, viene da sperare,  più spesso involontaria? E' d’uopo la citazione da " a ciascuno il suo " di Leonardo Sciascia: " quando si cominciano a combattere le mafie vernacole vuol dire che già se ne è stabilita una in lingua... " E' uguale a ora: si combattono (?), peraltro a parole, e coi migliori ministri dell'interno di sempre... le mafie vernacole per coprire quelle in lingua.  Le mafie vernacole  dei malamente nascosti negli scantinati, i quali, curiosamente, vengono sorpresi nei loro luridi rifugi nello stesso tempo in cui li si descrive nascosti in luridi rifugi.

Vi maraviglierà sapere che in Italia non c’è nessuna emergenza criminalità, in senso stretto di violenza sulla persona, fatta salva la regione Calabria, dove il tasso di omicidi è doppio rispetto alla media europea, ma più basso assai di certe regioni ungheresi e finlandesi.  Il tasso di omicidi in Campania, per dire, nella gomorresca Campania,  è in linea con la norma europea. Però  il tasso complessivo italiano, in termini di omicidi, è quasi dimezzato, sempre rispetto alla media europea. Se poi si pigliano a confronto lameriche, salta agli occhi che il dato yankee dei delitti violenti è pari almeno a 5 volte i delitti europei, in alcuni Stati 10, 20, 30 volte. Infatti le loro carceri, a proporzioni fatte,  contengono 5 volte più detenuti che in Italia, costituendo peraltro un ottimo comparto dell'occupazione e dell'economia, essendo anche private.  Circa l’artre 'meriche,  'nortre, vienghi a sapere - perché le cose, si viadi o si arriesti,  si vienghino a sapere sempre - che il proiettato nel sol dell’avvenir Venezuela ha tasso di omicidi anche 100 volte superiori alla Campania, e in generale circa 50 volte superiori che da noi:  in  Italia   avvengono  700 omicidi all’anno, per una popolazione di 60 milioni di persone,  contro i 16.000 del Venezuela nel 2009, che ha una popolazione di 28 milioni di persone. Si legge  che in Venezuela scherzano dicendosi che sarebbe meno pericoloso vivere in Iraq o in Afghanistan...

Vienghi da dimandarsi: a chi giova di preciso diffondere il panico? Ad alcuni  partiti di sicuro... specie del nord est, dove la vita sarebbe forse impossibile senza  queste forme di consolazione...  Ma più  in generale, l’atteggiamento amplificativo falsario, vienghi utile a ‘o sistema editoriale, che deve vendere tutti i giorni... Vienghi da dimandarsi perché alcuni  scrittori, appiccicati alla realtà come le cozze agli scogli, vienghino celebrati in quanto praticanti dell’IMPAURISMO DEL TERZO TIPO, in quanto diffondenti a piene mani  dati impauristici conformemente ai bisogni di ‘o sistema di dominio,  che infatti, guarda caso,  li premia facendoli articolare in  prime pagine,  facendo loro sontuose promozioni,  invitandoli ovunquessia, producendo loro costosissimi programmi tv,  li premia financo con le candidature ai premi internazionali fondati da inventori di micidiali armi. C’è addirittura chi chiede per loro la nomina di senatore a vita. E del loro cavallo no?

Ps: la mia è naturalmente invidia: vorrei io essere contemporaneamente a foglio paga di Berlusconi e De Benedetti, e adesso pure Murdoch,  e di chissà chi altro! Vorrei io essere inneggiato come il salvatore della patria da moderne destre  fatte da vecchi fascisti e vecchie sinistre fatte da moderni comunisti! Eccome se vorrei! Mafforseancheno!

lunedì 14 febbraio 2011

No giustizia no party (Riccardo Iacona)

Riccardo Iacona mi sembra proprio bellino. Non se la tira per niente, ma fa il   giornalismo come si deve, né più né meno, come si deve. La sua inchiesta sulla vergogna delle carceri italiane appena andata in onda mi è sembrata perfetta. A conferma che la società italiana fa schifo, le sue denunce cadranno purtroppo nel vuoto, come sempre.

martedì 8 febbraio 2011

No giustizia no party (II)

Un pensiero dell’immenso Leonardo Sciascia:
" Quali garanzie offre questo Stato per quanto attiene all'applicazione del diritto della legge, della giustizia? Quali garanzie offre contro l'abuso di potere o contro l'ingiustizia? Nessuna. L'impunità che copre i delitti commessi contro la collettività e contro i beni pubblici è degna di un regime di tipo sudamericano. Neppure uno dei grandi scandali scoppiati in tanti anni ha avuto un chiarimento, nessuno dei responsabili è stato punito, in ogni città e in ogni villaggio è possibile compilare un lungo elenco di malversazioni, di casi di concussione e di abusi rimasti impuniti, i cittadini che fanno il proprio dovere, innanzitutto come semplici contribuenti, si vedono regolarmente presi in giro prima e ridicolizzati poi, perché quelli che frodano il fisco vengono poi premiati con le leggi di perdono fiscale che costituiscono un'esortazione e un incoraggiamento al non rispetto della legge, a essere un cattivo cittadino ".
Sciascia pensava così, io pure, penso anche molti di voi. Lo dico perché quello che sto per dire a molti farà storcere il naso, ma credo sarebbe piaciuto a Sciascia.
Scrivo a quanti si sentono al sicuro e dicono " intercettateci tutti! ". Si vede che non hanno mai avuto a che fare con l'inquietante sistema giudiziario italiano e che si sono fatti fregare dall'improposopea di un illetterato Di Pietro, sulla quale ingenutità si potrebbe pure soprassedere, al contrario di quella del letteratissimo Roberto Saviano. Le cose stanno peggio di come scrive qui Sciascia, perché il sistema della giustizia italiano è fatto su misura per ricchi e potenti. Per gli altri generalmente sono guai. A partire dalle vittime e dagli incolpevoli.
Immaginate una domenica qualunque. Il vostro numero è sull'elenco, vi chiamate Alberto Denaro. Suona il telefono:
Pronto
Pronto
Chi è? Pronto, pronto, non sento nulla!
Cuggino, minchia, io sono, sugno Mattia!
(avete tanti cugini che nemmeno conoscete, vi sforzate di elencarli) Mattia chi?
Compare che fai, sfotti?
Ma che sfotto, ma bada questo! (continuate a dargli spago, non c'avete un cazzo da fare, state sul divano con il cordless).
Alberto tu sei?
Alberto " sugno "!
Ma Alberto Alberto?
(alzate un po' la voce) Se le ho detto Alberto... Vedrà, se sono Alberto, sarò Alberto Alberto! Mattia Mattia ha detto che si chiama lei? (fate come calcolo mentale per farvi tornare la memoria) 3 x 2 = 6; 4 x 7 = 28. Macché, Mattia, non mi ricordo di lei.
Alberto non mi fare incazzare, minchia, 3 x 2 otto fece! (ridacchia). Come va la famigghia, Marina sta bene?
(avete un'amante che si chiama Marina, vostra moglie sta dormicchiando sulla poltrona, vi insospettite un po'. Vi viene spontaneo abbassare la voce) Marina?! Ma-rina, be-nino, via, diciamo benino...
La telefonata va avanti per 4 minuti, alla fine Mattia Denaro vi dice il numero che ha composto, voi gli dite che il vostro numero non è quello che ha detto lui.
Vabbene, cuggino, ma non c'è tanta differenza, numeri sugno! 3 x 2 sempre otto fece! Minchia! Buona giornata.
Clic.
Inutile dirvi che Mattia Messina Denaro è intercettato, che per chi vi ha ascoltato il vostro linguaggio era in codice, perché nessuno sta al telefono quasi 4 minuti con uno che ha sbagliato numero. Il magistrato dispone che i vostri telefoni vengano messi sotto controllo, se vuole anche quelli dei vostri vicini per via parentale o amicale.
Il giorno dopo vi telefona il vostro elettricista, che a vostra insaputa era stato in gioventù in galera, da innocente, accusato per traffico di droga. Casualmente e per vostra sfortuna il vostro elettricista è anche l'elettricista di un cugino vero di Mattia Denaro, al quale casualmente aveva telefonato poco prima di telefonare a voi. Siete nei guai! Guai seri. A complicare le cose ci si mette il fatto che il vostro elettricista vi parla di preventivo, di roba da andare a pigliare, di corrieri che ritardano, di ragazzi che hanno da finire un lavoro. Insomma, frasi così, come dicono gli elettricisti, frasi che però non infinocchiano né i magistrati né i letterati inquisitori, che capiranno benissimo il loro valore metaforico. Le intercettazioni vengono pubblicate dai giornali per dovere d’informazione. L’opinione pubblica si indigna.  Non cì è nulla da fare: venite arrestato per traffico di droga in combutta con l'elettricista. I giornali vi sputtanano. I vostri nemici aumentano le dosi. Lo scrittore principale va da Fabio Sazio a dire che ci sono le prove del vostro coinvolgimento, che già dell'elettricista si sapeva... Vostra moglie vi fa strane domande. Dopo poco scoprirà, dalle letture delle intercettazioni, della tresca sessuale che avete con  Marina, la sua migliore amica, e non vi vorrà più vedere, mollandovi in carcere.
Vi siete trovato un buon avvocato, e avete fatto bene. Ma sperate che non si accordi con il PM per un vecchio favore che gli deve: se non avete abbastanza soldi, è abbastanza probabile che questo avvenga. Il vostro avvocato, comunque sia, non riuscirà a tirarvi fuori di galera, neanche ricorrendo al tribunale della libertà. L'accusa è grave, associazione di stampo mafioso e traffico internazionale di droga. L'avvocato vi dirà scettico che lui vi crede, ma che le cose stanno messe male; parlandovi amareggiato del sistema giudiziario vi convincerà che la verità è una cosa, ma la verità giudiziaria non c'entra nulla con la verità. Dopo 6 mesi di carcere preventiva vi convincerà che dato come si sono svolti i fatti vi conviene patteggiare per associazione esterna, cinque anni... il giudice vi concederà la condizionale, non farete neanche un giorno di galera in più. Quando si svolgerà il processo all'organizzazione mafiosa vi avvarrete della facoltà di non rispondere. Però per il futuro state attenti, perché non avrete più sconti, farete la galera anche per un incidente automobilistico. Firmate la procura all'avvocato, gli dite di mandarvi il conto, lo ringraziate e ve ne andate.
Uscite di carcere. Non avete più casa, i vostri figli sono stati affidati alla madre e non vogliono nemmeno parlarvi al telefono. Al lavoro vi hanno licenziato, non si sa se per giusta causa o meno, si vedrà. Andate dal segretario di partito che è vostro amico, con il quale avete diviso le battaglie di una vita. Non vi riceve. Siete comprensivi. Allora cercate Marina, che vi dà appuntamento al parco. Viene trafelata, vi abbraccia, ma sentite che non è più come prima. Infatti dopo poco, piangendo, vi dice che aveva pensato di aiutarvi con vostra moglie, di togliersi di mezzo. Vi dice insomma di aver sposato in quattrequattrotto un suo storico corteggiatore che non ama, ma che rispetta profondamente ecc ecc.
Questo è un raccontino di fantasia. Nella realtà avviene molto di peggio, perché nel percorso verrete molto probabilmente stuprati dai vostri compagni di cella e picchiati da poliziotti e guardie carcerarie, che vi conviene non denunciare perché tanto non riuscirete a dimostrarlo. Dopo l'incontro con la vostra vecchia amante vi verrà voglia di suicidarvi. Se non ci riuscirete non troverete più nessuno disposto ad aiutarvi, a parte qualche organizzazione religiosa che vi tratterà con pietà, come fa con tutti gli ex detenuti. Passerete le giornate a bere nel vostro lurido miniappartamento, aspettando che finiscano i soldi. Quando troverete la forza per uscire puzzerete di alcool, povertà e solitudine, tutta roba che non piace a nessuno, tantomeno alle ragazze. Se trovate una crocerossina che si interessa a voi preoccupatevi, potrebbe essere una sacerdotessa di una setta satanica che durante la notte vi invita a un festino dove vi faranno letteralmente a fette durante una messa nera sotto forma di orgia sessuale. Nessuno si ricorderà di voi. La denuncia della vostra scomparsa la farà dopo qualche mese il vostro padrone di casa, un aguzzino che vuole libero il loculo  che vi aveva affittato a nero con caparra di 6 mesi, ma dichiarerà che eravate suo ospite. Alla questura vi schederanno al massimo fra gli scomparsi depressi, probabile suicida.

Testo e autore del testo in fase di correzione.

lunedì 7 febbraio 2011

No giustizia no party

La quistione moralistico-giudiziaria è scoppiata in Italia intorno agli anni '90. TUTTI DENTRO era lo slogan scaturito  dal sacrosanto desiderio popolare di vedere i governanti e i dirigenti delle grandi imprese pubbliche e private giudicati per le loro copiose malefatte. In effetti, in questi vent'anni, i giustizialisti qualche risultato l'hanno ottenuto, per esempio quello di vedere raddoppiata la popolazione delle carceri. Ma chi c'è in carcere? I Potenti si sono aggiunti ai poveracci? Manco per il cazzo! In carcere ci sono i soliti poveracci, a quelli nostrani si sono aggiunti  quelli immigrati, trattati peraltro in maniera disumana, ammassati nelle celle, spesso anche suicidati dal regime impauristico, a fare da spauracchio  ai poveracci provvisoriamente  fuori per poterli meglio sottomettere. Allora mi viene voglia di mandare di cuore affanculo i giustizialisti, quelli della prim'ora e quelli dell'ultima.

mercoledì 10 novembre 2010

Anche Sciascia?

Leonardo Sciascia e Paolo Borsellino

L'infangamento di Sciascia gli si ritorcerà contro, per tanti motivi, il primo dei quali è che era un grande scrittore e pensatore.  Ma poi, era uno simpatico, e quando un uomo con la simpatia incontra un uomo con la superbia, l'uomo con la superbia è un uomo morto.

mercoledì 15 settembre 2010

Populismo

Siamo in un ospedale. C'è aria di rivolta. I malati tramano nei corridoi, applaudono qualunque dottore specializzando che passi, si chiudono nelle stanze, nascosti a rivoluzionare per ore. I più rifiutano le terapie dei primari, vogliono dottori giovani, si accontentano anche di infermieri civili, ma di quelle carogne dei professori non ne vuol sapere più niente nessuno. Dalle sale cospiratorie entrano ed escono infermieri e portantini. A volte si sente gridare. Girano elenchi dettagliati di presunti errori chirurgici degli oligarchi, pubblicati sul giornaletto sindacale dell'associazione malati del popolo,  LO STRAFATTO SETTIMANALE. Bisogna fare qualcosa. Chi deve operare chi? Deve decidere il popolo. Primarie del popolo!!! I chirurghi sono indignati e non si turano il naso: se ne presentano solo due, e non tra i migliori. Si presentano anche tre giovani dottori specializzandi, carini, un centralinista calvo, il presidente della cooperativa portantini, tre malati popolari cronici, e, infine, la candidata più popolare e temuta, la cassiera del bar, Chiara, una bella signora biondo-irriverenza che quando batte lo scontrino a un qualunque chirurgo, urla sempre al barista, in romanesco: " A Fra', 'n cappuccino e 'na brioscia ar macellaio! ". Si è votato. Partecipazione altissima. Le primarie sono andate come dovevano andare: i chirurghi sono arrivati ultimi, appena dietro ai giovani. E' finalmente venuto il tempo del popolo, è venuto il tempo di Chiara, che aveva scaldato l'elettorato con lo slogan " Nuove terapie popolari  per tutti! ". Gli elettori fanno cagnara nelle corsie, bevono, cantano, abbracciano. Chiara, anche in collegamento diretto con il popolo che Hanno Zero, prima di prendere il suo posto in sala operatoria ha fatto un commovente discorso di ringraziamento, sempre in romanesco, finendo con una sibillina frase che amplificata dagli schermi tv farà riflettere il paese intero: “ AMMAZZETE QUANTO  SEMO STRONZI!!!