diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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giovedì 19 luglio 2012

Per Gigi Marzullo non c'è scampo




Walter Veltroni e un amico durante una delle tante avventure africane


Spiace per l'ottimo Marzullo, ma a  Rai completamente rinnovata, sarà Walter Veltroni a prendere il suo posto di uomo più banale d'Italia. Leggete qui.


Walter Veltroni sempre in Africa, durante una festicciola in onore del suo amico Massimo D'Alema, tenuto carinamente in mano un po' da uno un po' dall'altro ospite



Scoop: foto testimonianza dell'ultima pericolosa avventura di Walter Veltroni in Africa


Post di Larry Svizzero

giovedì 24 maggio 2012

La nuova era di Pizzarotti e Grillo.

Il Sindaco eletto ( quello con in mano il ramoscello) riceve in visita  di cortesia l'ispiratore del movimento


Fino ad oggi, se volevi partecipare alle selezioni di personale degli enti pubblici, dovevi avere i requisiti giusti e attenerti a precise regole di presentazione della candidatura. Da oggi in poi si rivoluziona tutto:  la domanda  va presentata al proprietario del marchio di cui si è servito l'eletto al governo della pubblica amministrazione: son notevoli passi avanti rispetto alla passata invadenza dei partiti... Leggete qui (clic).

Secondo punto. In termini giuridici, può l'ispiratore di un movimento politico decidere che un preciso candidato, tale Valentino Tavolazzi (ex direttore genereale del comune di Modena, da pochi mesi allontanato dal movimento 5 stelle, sostanzialmente  per insoburdinazione al capo), non ha i requisiti politici per ambire a ricoprire un ruolo pubblico per il quale invece possiede i requisiti di legge? Chiaramente Tavolazzi querelerà il comico in declino e otterrà un sacco di soldi. Ma gli italiani,  si sono bevuti il cervello a tal punto?

Ps: e poi comico è una parola troppo grossa per Giuseppe Grillo, che massimo massimo è un satirico. Tra le due qualità artistiche ci passa come tra un ottimo  scrittore e un pessimo  critico.

Ps2: si dice che il nuovo sindaco di Parma intenda batter moneta. Potrebbe chiamarla Eliogabalo.


lunedì 14 maggio 2012

Giuliano Ferrara a sostegno di Roberto Saviano


Manifestazione goliardica svoltasi sulla spalla destra di Giuliano Ferrara

 
Ci mancava solo lui... Nel suo articolo su Roberto Saviano (clic) Giuliano Ferrara ha abbastanza ragione: non se ne può più, di Saviano.  Solo che se lo dice lui, Ferrara, i fanatici dell'impaurista Casertano diverranno ancora più radicali,   compreranno a randa i prodotti del loro brand preferito (in uscita a maggio calze a rete colorate, smalto per unghie, bastoncini per igiene delle orecchie e carta carbone, quella di sua invenzione, usando la quale, anche se copi, nessuno ti può dire nulla),  e non cambieranno canale neanche durante la pubblicità, staranno fissi sul programma Quello che non ho lo compro  (tuttavia geniale la trovata degli autori di lucidare le parole). Non solo, tanti   già stufati di Saviano e company, con questa mossa ringamberanno e andranno  ad accrescere l'audience del programma. Lo stesso tanti indifferenti  saranno ora motivati a seguire il programma di falsa indignazione sociale. Questo  il direttore de Il Foglio lo sa benissimo. Ed è questo che inquieta.

venerdì 2 marzo 2012

Gramsci seminatore d'odio? La mamma dei revisionisti è sempre incinta

Rara foto di Palmiro Togliatti che discute con Filippo Turati

In un articolo su Repubblica (clic) Roberto Saviano - aderendo alle idee dello studioso  Alessandro Orsini, che ha appena scritto un saggio intitolato Gramsci e Turati, le due sinistre (Rubbettino) -  indica Antonio Gramsci  come capo totale dei seminatori d'odio, forse, chissà, anche  come capo del pollaio oclocratico che infesta in internet i blog di riflessione culturale, impedendo il sorgere di una vera autorevolezza critica... (per i distratti clic qui per capire meglio).  

Saviano è forte... Non gli viene alcun dubbio circa l'esatta ricostruzione del  contesto in cui certe frasi sono state dette o scritte; né, citando passi di Gramsci, specifica quando sono stati scritti e in quale opera originale si trovino  (come suo solito...). Per non dire del ritratto caricaturale che fa di Togliatti, reo di aver espresso un giudizio sprezzante su un suo acerrimo nemico politico, Turati,  in occasione della sua morte, nel 1932...

Lasciamo perdere Togliatti... Prevedo che Saviano piglierà mazzate in quantità, sia dagli storici seri, sia dagli studiosi  gramsciani e sia dai semplici simpatizzanti comunisti ed ex comunisti, magari da alcuni dirigenti del PD, quelli di derivazione comunista almeno, come Bersani (che ieri ha rimesso in riga Marco Travaglio, che non ha l'esclusiva della moralità né della verità: potrebbe allargare al casertano...). Sempre che qualcuno  decida di dar voce a chi critica il  profeta di Caserta: Repubblica Espresso è chiaro che no...  lo faranno magari il Manifesto, o l'Unità o il Riformista? Lo faranno i maggiori blog culturali ora che sono ripuliti dai seminatori d'odio e possono di nuovo andare alla ricerca della loro autorevolezza critica? Lo faranno i partiti che si definiscono di sinistra o addirittura comunisti? Lo farà Vendola?

Avete letto l'articolo linkato? Che vi sembra? Per me,  lo voglio dire senza fare scherzi con le parole, arrivare ad esaltare il liberlsocialismo dalle pagine di Repubblica è il massimo della sfacciataggine. Il liberlsocialismo turatiano fu la bandiera ideologica di Bettino Craxi, il belletto riformista che affossò l'ambizioso progetto europeista e filoatlantico del PCI   guidato da Enrico Berlinguer - progetto del resto avversato dalla base massimalista -  di traghettare  il partito  verso un nuovo  socialismo europeo (più o meno quello che sta facendo da anni Massimo D'Alema, non a caso avversato e INFANGATO da tutti...).

Ma, più colpevolmente, il rifiorire del liberalsocialismo, nei nefasti anni '80, fu all'origine di un salto di corruzione mai visto, di un aumento pazzesco della spesa pubblica (e del debito pubblico): furono gli anni in cui i padri indebitarono i loro figli e nipoti, senza senso di colpa alcuno... furono gli anni del peggior clientelismo, delle tangenti per tutto, degli arricchimenti facili... furono gli anni  della promozione al centro della scena dell'Italia peggiore, più arraffona ed egoista, quella del piccolo imprenditore è bello,  quello che si è fatto da solo (ma con che materia, si domandava Giorgio Gaber?). Tutto ciò avvenne sotto il vessillo della modernità, in nome dello svecchiamento della cultura, della  moda e del gusto italiano, in nome del rifiorire del nazionalismo. Insomma, furono gli anni della  Milano da bere, al centro della quale c'era  un certo Silvio Berlusconi, responsabile a sua volta dello sdoganamento di almeno   una parte di neofascisti, nonché  dello spostamento a destra dell'intero paese. 

Quelli nei quali si cerco di rimettere al centro del dibattito politico il tema del liberalsocialismo turatiano, caro Saviano, furono gli anni in cui si cominciò a rimettere in discussione i diritti conquistati dai lavoratori, sopra di tutto in termini di salvaguardia del reddito, con il referendum sulla scala mobile  (abbiamo visto com'è andata: in Italia gli operai e i lavoratori in genere guadagnano oggi una miseria... e non è finita...). Fummo in molti a  rifiutare il modello di società nuova che ci stava propinando Bettino Craxi;  a partire proprio da Repubblica, che ogni domenica che cristo metteva in terra ci somministrava endovena un interminabile editoriale anticraxiano, antiliberalsocialista  e antiberlusconiano di Eugenio Scalfari. E ora, invece... si deve scoprire dalle pagine di Repubblica che bisogna trattare coi padroni delle ferriere (messe su con capitali di quali provenienza?), abbassarsi le mutande per agevolare il compito agli ombrellai di collocare gli ombrelli...

Lo dico sempre che Roberto Saviano è di destra, che fa gli interessi della destra proprietaria; e, ancor peggio, che ha studiato poco. Va  a finire che ci ho ragione io su tutti i fronti. Però ora si tratta di capire se l'ignoranza storica che mostra di avere anche in questo articolo è tutta farina del suo sacco o attinge a ignoranza altrui. Così a occhio la seconda che ho detto, magari ignoranza di ex banchieri oggi al governo, a lui pare assai vicini, dei quali egli stesso si fa portavoce; ignoranza non del tutto disinteressata, praticata non solo per (dis)amore della verità.  

Ai miei coetanei poco preparati, idealisti e nazionalisti, socialisti liberali craxiani, invasati per segreta convenienza (si aspettavano protezione per collocarsi nella società, come poi è stato per gran parte di loro, magari travasati in AN e Forza Italia), dicevo sempre che dal socialiberalismo al socialnazionalismo non c'è che un passo. Speriamo non sia quello che sta per farci fare la tecnocrazia  alla quale Roberto Saviano sta portando acqua con le orecchie.

Ps: uno che indica chi è colpevole e chi no, a prescindere dai processi, che addirittura scrive che per lui si è colpevoli anche se assolti dal tribunale, può pigliarsela con chicche  e sia in termini di violenza verbale?

post e autore del post in via d'accomodamento




giovedì 16 febbraio 2012

Persuasori Palesi: il debito pubblico, il default, la Grecia...

 Scienziati al lavoro in segrete basi scientifico-militari

Non sono specialista in nulla, figuriamoci in economia. Ma nella pregiata Accademia di cui faccio parte, anche se raramente con diritto di parola (per questo mi sfogo qui...), c'è gente che se n'intende parecchio. Per dire, che la soluzione del debito europeo è quella di attribuire alla BCE il debito pubblico concordato e ritenuto congruo nel rapporto con il PIL, in Accademia si dice da anni. In ogni caso da parecchio prima che lo suggerissero al governo tedesco i pregiatissimi saggi nominati dalla Merkel (la quale,  ribadisco, non è bella quanto Rosy Bindi, ma più bella di Marina Berlusconi è anche lei). In numeri, si dovrebbe fare così: secondo il trattato di Maastricht, i paesi dell'eurozona debbono contenere il rapporto debito PIL entro il 60%, anche se ora è già più alto anche per la virtuosa Germania. Ebbene, quel 60% di debito che è considerato una soglia tollerabile, dovrebbe essere garantito dalla Banca Centrale, con un tasso di interesse uguale per tutti, tra 1% e 2%, diciamo 1,5%. Il resto, gli Stati malandrini, se lo giocherebbero sul cosiddetto mercato. Per l'Italia, che paga interessi sul debito del 4% circa - sull'intera massa del debito di circa 1900 miliardi di euro - si tratterebbe di un risparmio di almeno 30 miliardi annui, che non sono pochi pochi (sufficienti per introdurre un salario di cittadinanza e un welfare al femminile, che consenta alle donne di avere figli senza il cappio alla gola dei d(on)atori di lavoro (clic, anche  Rosalia Porcaro è brava brava... peccato si veda poco). Se a questa misura, si aggiungesse una misura normale per i governi di centrodestra (ché, si sa,  l’Europa grazie addio la governeranno loro all'infinito... magari travestiti da centrosinistri, come Blair,  Prodi o  D’Alema), quella della riduzione della spesa pubblica tipo di un miserabile 5%, si libererebbero risorse per altri 40 miliardi di euro. Tra parentesi, il danno maggiore che hanno fatto i governi di centrodestra negli ultimi dieci anni, mi si dice di dire,  è quello di aver aumentato di brutto la spesa pubblica, a favore di politiche clientelari al limite della legge, invece di diminuirla, compito che in questa nazione a rovescio spetta ai governi di centrosinistra... che fossi in loro, a questo punto, mi rifiuterei di vincere le elezioni... come del resto pare abbia capito bene l'ottimo Bersani, perché le conquiste, un popolo sconclusionato come il nostro, può farle solo con la sinistra forte! All'opposizione... il problema, l'ha capito Bersani, è solo quello di fare opposizione a gente seria a sua volta, e  a sua volta sconclusionata: sconclusionata, ma seria. Perché se la sinistra, pur questa sinistra putativa, va al governo, tutti si mettono a pugolare voglio questo voglio questo. Ma dall'opposizione, cosa puoi fare per i tuoi elettori? Se fai qualche conquista, è grasso che cola... No per avercela sempre con Giuliano Ferrara, che comunque, stanotte dalla Berlinguer, ha pronunciato parole ferocemente giuste, facendo risultare Marco Travaglio per quello che è, un giustizialista interessato solo alla propria verità giornalistica (ribadisco, quasi un ossimoro) e alla propria carriera speriamo limitata il prima possibile da un aumento del tasso di saggezza dei lettori che pensano di essere di sinistra, o, in subordine,  riportata nei binari più propri di bravo editorialista di destra.

Come fare ad abbassare tutto in una volta il debito pubblico, secondo l'opinione degli esimii accademici miei colleghi,  l'avevo spiegato alla bellèmeglio qui (clic), non sto a ripetermi: si tratta di una superpatrimoniale, tra l'altro richiesta fino a pochi mesi fa dalla stessa grande  borghesia italiana, quella che edita i grandi giornali, rimasta per ora stranamente inascoltata dagli stessi rappresentanti della borghesia, che se ne fregano della disponibilità dei ricchi di sacrificarsi, e chiedono, alla grande, solo  sacrifici ai poveri... Boh, 'un c'è modo capi' nulla, pe' forza scrivo così arzigogolato.

Ma volevo dire la mia sulla Grecia, sul perché la cinica Europa (parola greca...) non è intervenuta subito, risparmiandosi tante grane e risparmiando tanti pubblici danari;   e tarda a tutt'ora a intervenire, vieppiù  aggravando i costi di un inevitabile salvataggio. La mia opinione è che la narrazione di una Grecia con le pezze al culo (ma non è completamente vero, se sono veri i numeri diffusi  circa la ricchezza del paese, che risulta avere un reddito procapite a tutt'oggi più alto di quello italiano (avevo fatto confusione tra dollari ed euro: in realtà il PIL pro capite dei greci è ora leggermente inferiore a quello degli italiani)) è un formidabile spot pubblicitario che serve a ricattare i poveri e la piccola borghesia dei paesi trainanti (Germania, Francia e Italia). Mi scuso per la digressione,  ma non posso fare a meno di scrivere che, visto come stanno le cose, la ghigna delle signore Merkel e Lagarde, i greci hanno piuttosto le pazze al culo...

Lo scopo del ritardo nell'intervento è persuadere, in modo  del tutto palese, i cittadini dei paesi considerati ricchi ad accettare qualunque misura restrittiva sarà decisa da chi fa gli interessi della grande borghesia, quella che allafineallafine guadagna anche dalla crisi, se non altro acquistando debito pubblico a interessi alti, come è il caso dell'Italia (ma pare ci sia modo fare assai di peggio, a breve, investendo nei mercati finanziari, semplicemente sfruttando il terrore con cui fuggono gli investitori meno accorti, o meno potenti,  terrori a volte indotti dalla somma di commenti impauristici indelicatamente  spalmati da autorevoli  opinionisti sul deretano di chi si fida ciecamente di loro, pur sapendo che a esser ciechi, secondo i precetti che ci davano i preti da bambini, si fa peccato  e si diventa segaioli... o legaioli, ora non mi ricordo...). Adesso, lo sapete tutti,  c'è anche un caso di pura patafisica finanziaria,  quello delle banche che prendono danari in  prestito dalla Banca Centrale Europea diretta da Mario Draghi, a un tasso dell'1%;  con gli stessissimi danari comprano titoli di Stato di paesi che pagano anche 20 volte tanto (Grecia e Portogallo), oppure almeno 4 volte tanto, l'Italia: questo è il motivo principale, del resto, per cui gli Stati, finché saranno in grado di pagare interessi alti sul proprio debito, non falliranno affatto, essendo utilissimi a ridistribuire la ricchezza, ma non in senso sociale, come sarebbe ovvio e auspicabile; anzi, al contrario, andando ad aumentare la quota  di ricchezza nelle mani delle fasce medio-alte della popolazione. Insomma, è tutta una campagna (im)mediatica: neanche questa volta fallisce nessuno: finirà che la fascia medio bassa della popolazione si impoverirà ulteriormente, a vantaggio della fascia medio-alta. Se non ci credete sudiatevi i numeri, lo dicono chiaramente: negli ultimi 20 anni la quota di profitto spettante al capitale, ovvero ai padroni che ora si chiamano investitori,  è aumentata vertiginosamente, a danno della quota spettante ai salari, che ora si chiamano lavoratori non rompessero troppo il cazzo coi diritti che porto tutto in Cina...

Capito, amici? La crisi gli è un gioco di ombrelli e culi (Altan sempre sia lodato).  Per un po' gli ombrelli, prodotti sempre più a punta da preparatissimi e meritevoli  ombrellai,  gireranno all'impazzata nell'aere, e i culi cercheranno il più possibile di ripararsi. Poi, piano piano che gli ombrellai piglieranno ancora meglio la mira, dotati come sono di sempre più aggiornate tecnologie militari, sulle quali non a caso investono e obbligano a investire anche in tempi di crisi, un maggior numero di ombrelli finirà in un maggior numero di culi. Quindi la crisi finirà quando gli ombrellai collocheranno a modino  tutti i nuovi  ombrelli prodotti. E lo sappiamo bene, dove li collocheranno...

Ps: da questa strampalata analisi si capisce meglio anche perché i banchieri e gli editori (di realtà) si dotano di scrittori capaci di inventare sempre più raffinate narrazioni impauristiche. Per intendersi bene, si capisce meglio perché un banchiere come Corrado Passera sia in consuetudine con lo scrittore di paura internazionale Roberto Saviano, tanto da usarlo come portavoce, per esempio  durante la recente intervista che il casertano, rivestito  a festa,  ha recentemente concesso a Daria Bignardi (ma nessuno ne parla, di questo strano rapporto tra Saviano e Passera, a parte quel raffinato monnezzaro che è Roberto D'Agostino; sempre per dire, in rete non si trova neanche il video dell'intervista di cui sopra...). E si  capisce meglio  anche perché il rassicurante Giuliano Ferrara è più a sinistra, nonostante tutto, dell'impaurista semplice Marco Travaglio. Chi non lo capisce è de coccio!

martedì 7 febbraio 2012

Epistola prima sulla libertà di espressione (Marco Rovelli difende il diritto di espressione. Di Romeo Castellucci)


 Il comunista semplice Larry cerca di convincere i coriacei intellettuali di sinistra italiani che se si comportano a questa maniera gli è troppo facile dimostrare che se l'accomadano a proprio favore, come di solito fanno gli egoisti liberisti che credono nel darwinismo sociale  (quelli più a destra, intendiamoci, quelli più a destra...)

Marco Rovelli, il 28 gennaio scorso,  nella rubrica che tiene sull'Unità,  ha scritto un accorato articolo a difesa di Romeo Castellucci (clic per leggere intero articolo). Giusto, l'ho difeso anche io, qui e altrove, il diritto di esprimersi di Castellucci (e di chiunque, purché senza infrangere la legge). Il giornalista cantante anarchico scrittore Rovelli, dice che non è giusto attaccare uno spettacolo  per cristianofobia, anche se ci si ritiene offesi nella propria sensibilità religiosa. Men che meno si deve  invocare la censura. Giusto di nuovo, ci mancherebbe. Anche se i religiosi che potrebbero ritenersi offesi nella propria sensibilità, in Italia e altrove, son tanti, davvero tanti. A volte, penso,  bisognerebbe rassegnarsi al fatto che il torto dei tanti ha diritto di prevalere sulla la ragione dei pochi. Non sempre, ma a volte...

Però lui, Marco Rovelli, la coscienza a posto a posto, in questo senso della difesa della libertà d'espressione, non ce l'ha mica. Lo sanno in molti, in questa non tanto piccola comunità letteraria virtuale, che proprio lui mi ha escluso (censurato) dal circolo dei commentatori dell'iniziativa editoriale di cui è socio redattore, Nazione Indiana, usando a pretesto che mi sarei permesso di usare il termine BECERO (qui la discussione, ai piedi di un articolo del sociologo quasi omonimo del nostro, Marco Revelli). Che è vero, usai, ma solo  per definire il suo modo di liquidare gli interlocutori, e di usare termini sconvenienti per denigrarli ulteriormente, come persone e come intellettuali, definendo le loro argomentazioni AD MINCHIAM, due volte (peraltro riferito al pensiero del vecchio comunista riformista Emanuele Macaluso, che fu anche ottimo direttore del giornale che gli dà la libertà di esprimersi, a Rovelli...) e FUFFA. 

Buffo, molto buffo. O Boffo, ora non ricordo la parola giusta: il mio metodo mnemonico è Fallaci. Riflettendoci, Boffo, penso sia la parola giusta, non a caso, esempio del nostro recente storico di vittima dei seminatori d'odio, e non seminatore di odio a sua volta... Infatti, tornando a me e Marco Rovelli, è successo che avendo io provato a difendere le mie ragioni intellettuali nei suoi confronti da questo piccolo blog, che in proporzione a nazione Indiana - considerato a torto o a ragione il più importante e autorevole d'Italia in fatto di letteratura - è una mosca (no una cacca di mosca, però, come alcuni vogliono far credere ulteriormente offendendo: semplicemente una mosca), mi sono trovato INFANGATO addirittura dalle colonne di un giornale nazionale come l'Unità (al cui confronto, il mio blog, è una lucciola; ma no un blog  che piglia la lucciola per la lanterna; semplicemente una lucciola). 

Tanta, credetemi, fu la sorpresa di trovarmi infangato dalle sacre colonne dell'Unità (articolo ripreso e amplificato da Nazione Indiana, che aggiunse una bella foto di vomitata alle parole di Rovelli qui,  già di per sé violente e insultanti nei miei confronti, nella home page del blog letterario più cliccato d'Italia,  blog  dove fui identificato e processato, senza alcun diritto di difesa...), giornale che fin dalla mia infanzia consideravo il deposito più prezioso delle verità ultime, come mi aveva insegnato mio padre, comunista semplice come me (enfatizzo un po' per dare colore al pezzo). Anche il padre avrebbe sofferto tanto a leggere che il proprio figlio, educato bene, almeno alla causa politica, veniva definito seminatore d'odio,  di fatto unico seminatore d'odio nella folta comunità letteraria virtuale della nazione (che non è così lontana da quella reale, se si analizza un po', essendo che gli scrittori più importanti, negli ultimi anni, escono da attività di palestra su internet; un esempio per tutti è Roberto Saviano, per altro l'inventore del concetto di macchina del fango, scrittore che si è fatto le ossa proprio nella importante palestra Nazione Indiana, della quale risultava redattore fino a pochi mesi fa). 

Son buffi, questi intellettuali di ora. O Boffi... nel senso che, magari  a loro insaputa, si rifanno al famoso metodo che porta il nome del celebre giornalista cattolico. Infangate infangate, qualcosa resterà.  Augghe a tutti gli indiani.

Ps: dato che sémo a parla' de catolichi, vojo pure da di' che più rabia de tuto me fano li ignavi.
Post e autore del post in fase correzionale.

lunedì 6 febbraio 2012

Epistola prima a Christian Raimo (e ai giovani scrittori)

Credo sia la tenuta regolamentare da giovane scrittore italiano 

Oggi credo di aver almeno in parte capito perché Goffredo Fofi lo scorso maggio, nella rubrica che teneva sull'Unità,  scrisse quell'articolo molto duro con i giovani scrittori, domandandosi retoricamente se sono di destra (clic per leggere l'intero articolo).


Goffredo Fofi (dato che ci sono gli dico anche che è stato eccessivo a togliere il saluto ad Alfonso Berardinelli perché scrive sul Foglio)

Fofi, in quell'articolo severissimo, faceva delle analisi sui giovani (credo di rientrarci anche io, per poco, ma ci rientro) che  mi sento di condividere, anche se  scrivendo questo, prevedo,  mi attirerò ulteriori offese di seminatore d'odio e qui e là. Dice sostanzialmente il decano della critica militante, dei giovani in generale: 

- Senz’altro progetto che quello del privilegio per pochi e per i loro complici e servi e oggi, quel che è peggio, senz’alcuna preoccupazione per il futuro comune.

- Non è difficile distinguere all’interno di una generazione la destra, la sinistra e gli ignavi – questi ultimi “zona grigia” per eccellenza. massa più o meno supina o invadente, maggioranza silenziosa ieri, maggioranza chiassosa oggi nell’illusione che le dà il mercato di essere “protagonista” per il tramite del consumo.


Degli intellettuali e degli scrittori giovani, in particolare i secondi,  dice questo:


- vedono che uno dei pochi modi per farsi strada è quello di inserirsi nei meccanismo della produzione di merci culturali o artistiche, dove persone non più intelligenti e dotate di loro hanno conquistato rapidamente fama e denaro.

-  I giovani con ambizioni di scrittori sono oggi (chissà per quanto ancora) molto corteggiati e corrotti dal mercato, dalla “produzione”. Gli editori se li contendono e il risultato è l’invasione di merci ripetitive, scadenti, conformiste. Il flusso della merce impone superficialità e astuzia nella scelta degli stili e degli argomenti, gli editor spingono i migliori ad accettare la logica dei peggiori... 

- Anche in letteratura domina “la destra”, e possiamo tranquillamente considerare i giovani scrittori come un altro dei tanti fenomeni “di destra” di questa Italia, visto che accettano questo stato delle cose e vi cercano il loro bene, il loro posto al sole. Non sempre è “giovane” chi afferma di esserlo e c’è oggi una gioventù scrivente e servile che è, benché perlopiù fatta da ignavi, perfettamente “di destra”.


Ora, Christian Raimo, che mi sembra si dichiari cattolico, la parola ignavia dovrebbe conoscerla molto bene. Ma fa finta di no. Almeno oggi, in una lunga articolessa uscita sul blog della casa editrice  Minimun Fax (clic), Minima & Moralia, blog dal quale, curiosamente, appena dopo la vergognosa campagna che mi ha eletto... unico seminatore d'odio nelle patrie lettere, risulto interdetto. Per cui commento l'articolo di Raimo da qui, anche se mi sarebbe più comodo da lì, e sarebbe anche più serio... Ma, lo dico alle poche persone che mi seguono,  non sono stato interdetto dai redattori di quel bel blog letterario. No, no, figuriamoci! Me lo dicono anche per mail che non ci pensano proprio a censurarmi, sopra di tutto se i miei commenti non sono offensivi. Infatti sono interdetto dal sistema, che mi ha oramai riconosciuto come spazzatura, e neanche i volenterosi e valorosi intellettuali di quella casa editrice possono farci nulla. In ogni caso, di essere spazzatura per il sistema lo so da sempre, quindi ci ho fatto l'abitudine a essere isolato, e non mi fa né caldo  né freddo (almeno finché non mi vienghino a acchiappa' fino  all'uscio di casa recando seco la forza pubbri'a... a que' punto potrei valuta' di fa' l'abiurativo)

Raimo dice e qui e là che l'hanno convocato a una riunione di grande editoria dove boss della  Mondadori servivano il  tè in livrea (la livrea ce l'avevano penso i boss) e camerieri potentissimi discorrevano del futuro del libro alla luce delle tecnologie e delle nuove forme di diffusione. Più o meno dev'essere andata così.

Raimo dice che mentre lemme lemme  si recavano al grande albergo 5 stelle con il collega Nicola Lagioia, si domandavano come mai proprio loro avevano invitato a una riunione di gente così importante che doveva riflettere sui problemi universali  dell'editoria. Non se ne faceva una ragione. Ma invece, leggendo l'articolo si capisce il perché. Si capisce nel senso che lo capisco io, perché Raimo - per via che oggi è colpito dall'ignavia stagionale, che di solito va via in due o tre giorni anche senza pigliare medicine, basta stare protetti al caldo sotto le coperte - da solo non ci arriva. Infatti, a un certo punto dice: " qual è il motivo, dicevo, per cui ho deciso di pubblicare con Einaudi? Dirlo è semplice: è che ci sono persone come Paola Gallo o Marco Peano, che mi stanno aiutando a diventare uno scrittore migliore ".





Christia Raimo e Nicola Lagioia sorpresi dal flash appena prima di andare alla riunione con i boss dell'editoria italiana 

Oh, ci siamo arrivati. Avete visto che aveva ragione Fofi? Questo giovani scrittori -  nemmeno quelli che hanno doti intellettuali importanti, almeno così si dice - non si rendono conto che vengono usati da 'O Sistema per portare a fondo le loro strategie commerciali. Alla massa sempre crescente di  scrittori che preme alle loro porte, adesso gli editori vogliono far credere   che i servizi editoriali sono necessari, assolutamente fondamentali per diventare scrittori autorevoli e affermarsi.  Certo, lo sanno anche loro che sarebbe più comodo e redditizio vendere i propri libri su Amazon o in qualunque altra vetrina virtuale. Ma affermano, diciamo meglio contrabbandano, gli editori maggiori (e minori...) che solo attraverso i loro servizi, in particolare nel caso dei grandi editori, si diventa scrittori:  solo i grandi editori sanno valorizzare uno scrittore, questo è il teorema che deve passare. Io penso invece che è il contrario (vi prego di credere che non ne faccio una questione personale: io, pressato da parenti e conoscenti, ho mandato un testo breve a 4 editori piccoli - no  a Minimun Fax! - che nemmeno mi hanno risposto; l'ho mandato anche a un editore grande, che molto cortesemente mi ha risposto, ed è la Giunti di Firenze). Del resto gli editori, prevedo di nuovo, ben presto venderanno servizi agli aspiranti scrittori, senza nessuna vergogna (e faranno bene!). A maggior ragione e costo lo faranno se i giovani scrittori più qualificati intellettualmente e più impegnati intellettualmente continueranno  a legittimarli e a far loro gratuita propaganda. Gratuita per modo di dire, diciamocelo senza ipocrisia, perché verranno o furono ricompensati attraverso i normali contratti editoriali.  Almeno così pare fare Einaudi. Certo, anche in base al merito, perché Raimo scrive bene, lo sappiamo tutti; non quanto il suo collega di scuderia Nicola Lagioia, ma scrive bene. L'importante, sembra pensare la casa editrice Einaudi, è che gli scrittori ammessi al catalogo istruiscano a dovere gli scrittori meno dotati intellettualmente. E, sopra di tutto, gli aspiranti scrittori che attualmente, gioco forza, sono loro ammiratori e pendono dalle loro labbra:  " qual è il motivo, dicevo, per cui ho deciso di pubblicare con Einaudi? Dirlo è semplice: è che ci sono persone come Paola Gallo o Marco Peano, che mi stanno aiutando a diventare uno scrittore migliore ".

Per concludere, non bastava che pubblicassero con Berlusconi per fare resistenza e critica dall'interno... ora fanno anche pubblicità all'ottimo funzionamento delle industrie di... Berlusconi. Vabbè, loro dicono che è normale. Che in ogni caso loro sono impegnati nelle migliori iniziative sociali, dalla generazione di scrittori TQ al teatro Valle (secondo me, lo sa chi segue questo blog, esempi di involuzione culturale). Ma se poi arriva uno autorevole come  Goffredo Fofi a dire provocatoriamente che  gli scrittori giovani sono di destra, almeno nel senso che pensano solo ai fatti propri e  a farsi una posizione, mica si devono troppo arrabbiare.

Non lavorerò mai! Gridava l'adolescente Arthur Rimbaud. Anche l'attore poeta Victor Cavallo gridava così. Anzi, no, il gioioso e disperato Cavallo gridava esattamente così: Non lavorerò mai! Con voi... Non lavorerò mai con voi...

Victor Cavallo

Post e autore del post in fase di correzione. Parola d'ordine:  Ah, Basaglia!  Seconda parola d'ordine: Bau!


 Vialetto di casa della prossima residenza di Larry


Su Alfabeta 2 c'è una bella riflessione di Giorgio Mascitelli sulla questione editoria  se(r)viziosa (clic)

dato che ci sono, oramai è il 12 febbraio, metto il commento che avevo lasciato su Alfabeta 2 intorno al giorno 8 febbraio. Anche loro devono avere un problema di SISTEMA, un problema di sistema grosso, ché i miei commenti non passano da tempo...

Bell'articolo, su cui riflettere a lungo (per sottrarsi alle grinfie degli industriali della carta stampata). Il dubbio che gli editori tendano a farsi grossi abbassando il livello degli scrittori editati, era venuto anche a me. E andrà sempre peggio, almeno a leggere questo articolo: a qualcuno si dirà che è giusto che paghi i servizi; ad altri che ringrazino iddio di essere pubblicati. Insomma, gli editori non cacceranno un euro... nemmeno quelli grandi, e guadagneranno a prescindere.
Mi permetto di lasciare il link a un mio modesto pezzo, che guarda la questione da un'altra angolatura, quella del collaborazionismo (parola forte, mi rendo conto, ma quando ci vuole ci vuole)

lunedì 23 gennaio 2012

I FURBETTI DELL'INCHIOSTRINO: Gian Paolo Serino esagera o cosa?

L'archispettore del popolo, Gianni Biondillo (a destra) e il Procuratore Generale  Marco Rovelli, nella nuova versione di un successo degli anni '70


Che il clima è da guerra civile (in), non c'è bisogno che ve lo dica io. Lasciando da parte la vergognosa campagna di stampa contro i seminatori d'odio, dove faccio la parte di protagonista assoluto, voglio oggi segnalare che sul nuovo bel Sito di informazione  e critica letteraria diretto da  Gian Paolo Serino, Satisfiction,  c'è una nuova rubrica intitolata I FURBETTI DELL'INCHIOSTRINO. L'intenzione è buona, intendiamoci, ma asseconda fortemente il clima guerra civile, anche nel mondo letterario.

La rubrica (clic) iniziò segnalando ai lettori che una certa giornalista del Corriere della Sera aveva recensito il libro del suo direttore. Non si dovrebbe fare... Mi permisi di interloquire con Serino stesso, incontrato per caso in Facebook – che, per inciso, non frequento né so usare - durante una ricerca. Gli dissi così:

Serino, mi dispiace dirlo, ma l'articolo è sbagliato. O meglio, dice cose vere, ma in una forma sbagliata. Dice il vero ma non il giusto, se mi è consentito ricorrere a Shakespeare. Non ce ne frega nulla, infatti, che una recensisca il proprio direttore, perché non sarebbe cambiato nulla se avesse recensito il direttore di un altro giornale, magari incrociandosi con una sua amica che avrebbe poi recensito il suo. L'Italia è questa roba qui, inutile farsi il sangue amaro più di tanto; e in più, farne un caso singolo, una somma di casi singoli, è puro giustizialismo. Se proprio uno non può fare a meno di invocare una pericolosissima rivoluzione etica (in ogni caso, servono secoli), bisogna che si sforzi di andare a cercare l'origine del problema, che sta nel familismo, assolutamente imbattibile, ad ogni livello della scala sociale: noi tutti troviamo normale proteggere prima di tutto i nostri cari, e non ce ne frega nulla se ciò danneggia altri. Di questo si tratta, non di mafia. Diventa mafia quando di mezzo c'è la costrizione. Ma finché uno si prostituisce spontaneamente...

Di mafia aveva parlato lo stesso Serino citando un passo di Giovanni Falcone, il cui giudizio ugualmente reputo eccessivo, specialmente in Italia:

La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio che inizia dai nostri atteggiamenti più piccoli e quotidiani.

Vabbè, Serino continua per la sua strada, segnalando giustamente che questo recensisce quello e quello recensisce quell'altro, in un coacervo inestricabile di microconflitti di interesse (che sopra di tutto se osservati da  sinistra, procurano dolore, tanto dolore). Dove continuo a non essere d'accordo è nello sparare ad altezza d'uomo, in questo caso di donna, a fini, potrebbe sembrare, di regolamento di conti (a meno che non si tratti di fascistoide  Fallocritica, nella quale è esperto anche il suo collega Massimiliano Parente, che sempre sullo stesso soggetto si espresse...). Nell'articolo di ieri, infatti, Serino se la piglia con la pur antipaticissima penna di Gilda Policastro (per altro mia nemica intima, se così posso esprimermi, in varie recenti discussioni). Parlando dell'inserto letterario del Corriere della Sera, descrivendone gli interessanti contenuti e invitando a comprarlo, Serino scrive così (clic):

Unico neo l’articolo di Gilda Policastro che cerca di riscattarsi dall’articolo marchetta che ha scritto sul numero 8 de “La Lettura”: un elogio sperticato al nuovo saggio del Professor Guido Mazzoni. Mazzoli è nel comitato direttivo di “Allegoria”, rivista di teoria e critica letteraria a cui collabora proprio la Policastro! Sempre meglio del caso “Baresani- Di Piazza”. Almeno Gilda Policastro il suo vero e unico “Manifesto” se lo porta nell’etimo greco-latino del cognome: donna “dai molti accampamenti” (poli castro).

Al di là del comportamento della raccontessina, anche secondo me stigmatizzabile, si può arrivare a tanto? Non era già troppo l'articolo dello scrittore Gianni Biondillo su Nazione Indiana, considerato il più autorevole blog letterario italiano, che per rinforzare la polemica nei confronti dell'aristocratica e disprezzante  critica scrittrice - secondo la quale, va detto,  chi non ha il dottorato vale meno di zero e i critici sono superiori agli scrittori -  titolò l'articolo La Gilda del Romano (Luperini), a torto o a ragione considerato uno dei più autorevoli critici letterari italiani, mettendoci pure due foto affiancate, una della bella ragazza e una dell'attempato ma affascinante professore, affiancamento che secondo alcuni aveva un preciso significato allusivo (però, va detto, la Policastro è ritratta in piedi). Mai che il sagace Biondillo abbia scritto circa i suoi amici la Helena del Roberto, come feci invece io, in un'infuocata discussione sempre su Nazione Indiana (clic per leggere), dicendo che era indecente che lo scrittore recensisse la sua editing in Mondadori (non di più, appena indecente). Ma tant'è... Siamo alla guerra per bande. Ci credo che la preparatissima Policastro è avvelenata e minacci querele a destra e sinistra! (una tempo fa al Serino medesimo, sul vecchio Satisfiction, io presente) Fra poco, prevedo, a me...


Ps:  che dire su l'Unità, sulla quale ritornerò a incazzatura passata, che in uno scambio di mail con un caporedattore mi liquida dicendo sostanzialmente che non sembra  ci siano i termini per una diffamazione a mezzo stampa, visto che il nostro collaboratore non la cita mai apertamente (mi dice poi di scrivere una lettera al direttore, cosa che naturalmente farò fare dal mio legale). Peccato che l'articolo del loro collaboratore che ha dato il via a una infangatoria caccia all'uomo (IO!) fosse completamente falso, come falso era l'articolo di Alesassandro Bertante dal quale prendeva spunto, uscito sul Fatto Quotidiano, dal quale giornale, però, io non mi aspetto nulla, quindi quello che viene di buono è benvenuto, il resto pazienza. Falsi, tutti falsi i contenuti dell'articolo da loro pubblicato, come ho certinosamente dimostrato al simpatico caporedattore del giornale fondato da Gramsci che mi ha concesso attenzione. Già, il problema della verità è un problema secondario nel giornalismo italiano, che come sapete reputo il mestiere più antico del mondo, a questo punto Unità compresa: dispiace per i giornalisti che ci lavorano, ma confermo la mia opinione che  stando così le cose prima chiude meglio è, anche per il PD.

Il dottor Marco Rovelli cerca di guarire Larry Massino, colpito da una misteriosa malattia che gli fa seminare odio

Post e autore del post in fase di correzione

mercoledì 14 dicembre 2011

Cinque minuti a negro

 fiorentino affranto ripreso durante i dieci minuti di sospensione

Oggi a Firenze, a seguito della vile uccisione di due giovani senegalesi da parte di uno squilibrato aderente all'associazione di benefattori   Casa Pound, l'Amministrazione comunale ha  dichiarato il lutto cittadino. Tutte le attività - tutte! -  si fermeranno da mezzogiorno a mezzogiorno e dieci. Così, una volta per sempre, si smetterà di dire che anche nelle grandi città c'è rischio razzismo, a  partire dalla civilissima Firenze. 

Con questo gran gesto il Sinda'o novativo Matteo Renzi mette a tacere tutti quelli che lo considerano  un populista di destra, ma, sopra di tutto, quelli che lo considerano un cretino.

Nella foto,  Ignavia, di Achille Alberti.

Link Luigi Manconi


Link Gad Lerner 

Link Adriano Sofri

lunedì 28 novembre 2011

Non succede mai niente (III)

Statista che si perplime
Presentata la bozza di costituzione primavera estate 2012. Articolo uno: l'Italia è della Repubblica (Espresso). A questo proposito, vengo a sapere che dopo tanti anni di logoramento è finita la seconda Repubblica. Va bene, prima o poi finisce tutto. Ma nella terza Repubblica il posto di Ezio Mauro chi lo piglia?
  editore democratico presenta il nuovo direttore al suo pubblico

Umberto Bossi è stato ricevuto dal Presidente Giorgio Napolitano, al quale ha ribadito che la Padania è disposta a riconoscere lo Stato Italiano. All'uscita il  Guevara padano, Che Lavevodur, ha fatto parlare il suo nuovo delfino, Gianluca Buonanno, il quale ha altresì dichiarato che come unilaterale  gesto politico di distensione il grana padano riconosce il pecorino romano e  la mozzarella a treccia.
Il furbo Tonino di Pietro ha tempestivamente cambiato nome al partito di famiglia (forse lo quota anche alla borsa di Mil ano)

Tra le fila degli antagonisti, anche tra quelli mascherati da indignati di sinistra, va di moda il pensiero di Nigel Farage, un europarlamentare inglese che tiene tanto alla democrazia. Ci tiene così tanto che nel suo gruppo parlamentare è iscritto il nostro Borghezio. La tesi di Farage è che in Italia si sta abusando della democrazia, la si sta commissariando, sostituendo all'eletto (e unto dalle signore) Silvio  Berlusconi il non eletto Mario Monti. Ora, qualunque cosa pensi uno come Farage, io sono contrario. Ma in questo caso specifico dice una baggianata facilmente smontabile. Monti è senatore della Repubblica, democraticamente eletto, perché la Costituzione democratica prevede che il Presidente della Repubblica nomini i senatori a vita, in base a meriti speciali, che indiscutibilmente appartengono a Monti. Si dirà che nominarlo senatore a vita il giorno prima dell'incarico è stata una furbata. Certo, non ci sono dubbi. Invece fare una legge elettorale, a pochi giorni dalle elezioni, per cercare di limitare i danni di una sconfitta certa, legge denominata porcata dal suo stesso promotore, è stato un gesto eroico? Emanare decreti in quantità industriale a favore degli affari economici o giudiziari del Presidente del Consiglio, è stato un modo per rafforzare la democrazia? E invitare (ricattare) gli imprenditori a non acquistare spazi pubblicitari dagli editori pessimisti (i suoi concorrenti), come ha fatto anche esplicitamente  Berlusconi? E votare la fiducia al governo  in base a un testo nel quale era sostenuto che  il padredimarina  era in buona fede quando ha detto ai poliziotti di rilasciare Ruby, perché  nipote del presidente egiziano Mubarak, che cosa è stato? Aveva anche detto, pochi giorni prima della caduta, che per il bene della nazione ha rischiato di diventare cieco? È proprio ossessionato dal sesso...Comunque  una cosa gli fa onore:   difendere la reputazione delle ragazze che gli gravitano attorno,  dire chiaramente che  sono ragazze perbene calunniate dai giudici. Le ragazze,  infatti, non sono  colpevoli di nulla: sono solo aspiranti membri del parlamento.
eroe disposto a difendere fino in fondo la civiltà democratica dagli attacchi plutogiudaicimassonici

Comunque anche io sono contro Monti. So che non farà mai le necessarie riforme: anche lui è uno che cercherà di aggraziarsi gli italiani per fare ulteriore carriera ai vertici dello Stato. Per me la soluzione è la Lagarde, direttore del sanguinario Fondo Monetario Internazionale. Mi scusino i massimi indignati e i seguaci del comico in declino: ma davvero vogliono che siano  rappresentanti più vicini al popolo a guidare il paese? Non vi sono  bastati quelli finora?! Magari l’Italia la  governasse la Lagarde in persona! Magari... Politicamente parlando, gli indignati italiani dovrebbero prendere esempio dai coraggiosi  magrebini: salire su un barcone e attraccare in Corsica.


 Dettaglio di indignati quando nei mesi scorsi manifestarono sulla schiena di Giuliano Ferrara,  dalla quale, contemporaneamente, partirono il giro d'Italia e la maratona di New York


Ma siamo davvero così vicini al baratro da impedire pure le svagative uscite delle intercettazioni? Che la Lagarde è una lesbica di merda e io  non voglio  avere nulla a che fare con le donne alle quali non piace il cazzo, non l’aveva detto? A proposito: non aveva nemmeno detto, inevitabile conseguenza enunciativa dei galletti italici, la cancelliera  culona  ce l’ha con me perché non l’ho chiavata? Peccato per lui, si vede proprio che non controlla più nulla,  men che meno i ser vizi segreti, se no ritornava subito in auge, e  il suo spread elettorale si accorciava subito, anche se a lui e ai suoi seguaci le cose che si accorciano mi sa che non gli garbano.

Certo, non è bella come Rosy Bindi, ma meglio di Marina Berlusconi è anche lei

 
Nel paradiso,  al giorno di oggi,  gli ultimi come si piazzano?

Post di Larry Svizzero

sabato 2 luglio 2011

Nuovo direttore Unità: problemi tecnici

Ingegneri specializzati che cercano di risolvere i problemi tecnici dell'Unità

Sul sito internet dell'Unità di oggi c'è un curioso comunicato, in stile perfettamente patafisico, se preferite marxiano, nel senso di Groucho Marx, che vi consiglio di leggere qui (clic)

 giornalisti del cdr dell'Unità che manifestano preoccupazione


Dice il comunicato, offendendo l'intelligenza dei lettori -   in definitiva di tutti gli italiani, seccati di essere trattati come idioti da 'o sistema editoriale - che la nomina del nuovo direttore è rimandata per problemi tecnici. Per problemi tecnici?!!! Boh. Conoscendoli un po', gli eredi di Gramsci, penso che si stiano amorevolmente scannando, che è la cosa che sanno fare meglio di tutte,  e che stiano cercando di accaparrarsi l'osso per succhiare quel poco che è rimasto. Spero che sia l'antipatico e aristocratico D'Alema a prevalere nella zuffa, come sempre intelligentemente, imponendo la sua candidata. Certo, se nominassero direttore dell'Unità Lucia Annunziata... Sarebbe una bella fregatura per la martire Concita de Gregorio e per i suoi devoti, perché non c'è alcun dubbio che la Annunziata porterebbe al giornale un'autorità che ella non aveva quando arrivò per volontà di Walter Veltroni, quello che se è vero che Dio fece il mondo dal nulla,   vuol dire che il mondo  appartiene fin dalle origini a lui e a  quelli come lui;   non a caso il mondo fa abbastanza schifo, perchè è  stato incresciosamente progettato a loro immagine e somiglianza. La Annunziata direttrice dell'Unità, sarebbe anche un duro colpo per l'editoria militare di parte avversa... E sarebbe un durissimo colpo, forse mortale, per la deleteria cultura impauristico indignatoria capitanata dal valoroso co mandante Marco Travaglio (l'altro non lo nomino, perché mi so' rotto 'o cazz, il terzo è Beppe Grillo).

editore dell'Unità mentre fa i conti con i suoi amministratori

post e autore del post in via di correzione


martedì 28 giugno 2011

Programma di governo della sinistra civile


Narratore TQ che spiega al popolo i vantaggi del nuovo programma di governo

Il programma del nuovo  governo della società civile c’è già, imbattibile: raddoppio  dei fondi alla cultura per fare in teatro le letture della figlia di Marina Ripa di Meana dei testi della Dramammaturga spagnola Concita de Gregorio (che dirigerà anche il TG1, lasciando le incombenze spicciole al suo segretario e agente, Walter Veltroni); risolvere con una legge ad hoc la questione del programma tv di Fabio Fazio e Roberto Saviano, i quali potranno andare in onda tutte le volte che gli pare a loro, a reti unificate universali, per mettere in riga l'opposizione berlusconiana e sopraditutto dalemiana; restituire la dignità alle donne, sopraditutto a quelle che l’avevano dovuta dare forzatamente in prestito infruttifero al tiranno attraverso contratti con le sue aziende  editoriali; dare il permesso ai magistrati di intercettare tutti, senza se e senza ma, fin dalla culla; arrestare chiunque, a turno, tanto qualcosa di male l'hanno fatto; fare una legge per abolire le elezioni comunali e nominare  sindaci di grandi città i magistrati che fanno inchieste a cazzodicane; assumere scrittori TQ in tutti gli enti pubblici al fine di produrre nuove narrazioni per maggiormente soddisfare i bisogni del popolo.

Post di Larry Svizzero (TQ me l'ha fatto mettere per forza il cugino titolare del blog, ma non so che vuol dire)

lunedì 27 giugno 2011

Di Pietro non è di sinistra

Chi l'avrebbe  mai detto che uno così non è di sinistra?


Di Pietro, in un'intervista al   Corriere della sera, ha dichiarato che non è di sinistra. Chi si crede d’essere, Veltroni?!

Il problema, adesso, è sapere se non è di sinistra come Marco Travaglio, come Roberto Saviano, oppure  non è di sinistra come Beppe Grillo. Ci sono delle differenze... Oppure ancora, direttamente, sotto sotto, non è di sinistra come i condottieri ai quali rimanda la posa?


Copy Larry Svizzero

Epistola prima a Beppe Grillo

Intervento chirurgico poco riuscito

Raccontuccio. Siamo in un ospedale. C'è aria di rivolta. I malati cospirano per i corridoi, applaudono qualunque dottore specializzando che passi, si chiudono nelle stanze, nascosti a parlare per ore. I più rifiutano le terapie dei primari, vogliono dottori giovani, si accontentano anche di infermieri civili, ma di quelle carogne dei professori della vecchia casta non ne vuol sapere niente nessuno. Dalle sale operatorie (no cospiratorie) entrano ed escono infermieri e portantini. A volte si sente gridare. Girano elenchi dettagliati di presunti errori chirurgici degli oligarchi, pubblicati sul giornaletto sindacale dell'associazione malati LO STRAFATTO SETTIMANALE (Di Pietro o Borghezio? O pari demerito?). Bisogna fare qualcosa. Chi deve operare chi? Come? Chi comanda? Chirurgia diretta! Deve decidere il popolo!! Primarie del popolo!!! I chirurghi, gente sorniona,  sono meravigliati   da questa nuova chirurgia diretta; non capiscono come si possa operare senza essere chirurghi, hanno maturato curiosità, ma anche scetticismo: se ne presentano solo due, e non tra i migliori. Si presentano anche tre giovani dottori specializzandi, carini, un centralinista calvo, il presidente della cooperativa portantini, tre malati cronici, e, infine, la candidata più popolare e temuta, la cassiera del bar, Chiara, una bella signora biondo-irriverenza che quando batte lo scontrino a un qualunque chirurgo, urla sempre al barista, in romanesco: " A Fra', 'n cappuccino e 'na brioscia ar macellaio! ". Si è votato. Partecipazione altissima. Le primarie sono andate come dovevano andare: i chirurghi sono arrivati ultimi, appena dietro ai ggiovani... hanno pigliato la loro roba e se ne sono iti nelle loro cliniche private, appena scuotendo la testa. Nel popolo l’entusiasmo è al massimo. E' finalmente venuto il tempo del popolo, è venuto il tempo di Chiara, che aveva scaldato l'elettorato con lo slogan " Nuove terapie e nuovi interventi chirurgici per tutti! ". Gli elettori fanno cagnara nelle corsie, bevono, cantano, abbracciano, pippano di tutto estraendo liberamente dall'armadietto della caposala. Chiara, anche in collegamento diretto con il popolo che Hanno Zero, prima di prendere il suo posto ha fatto un commovente discorso di ringraziamento, sempre in romanesco, finendo con una sibillina frase che amplificata dagli schermi tv ha fatto riflettere il paese intero: “ AMMAZZETE QUANTO SEMO STRONZI!!! “ E poi tra sé: “ Sì, a’mo vinto, ma mo’ chi opera?


Foto ricordo alla presentazione del nuovo partito SODL sala operatoria delle libertà


Il miglior chirurgo del popolo  degli ultimi 150 anni. Quello che parla credo sia il suo assistente


Post di Larry Svizzero

sabato 25 giugno 2011

Concita de Gregorio nuovo direttore della NIA?

giornalisti dell'Unità contrariati per le decisioni dell'editore

Concita de Gregorio potrebbe essere nominata provvisoriamente direttore della nuova squadra nazionale di indignazione acrobatica (NIA), che parteciperà prima alle olimpiadi e poi alle elezioni, tra due anni, quando la direttrice sarà  eletta quasi certamente Presidente della Repubblica. Vice il suo cavallo o Roberto Saviano. Nel secondo caso, il cavallo di Saviano sarà nominato ministro della cultura.  

Concita al lavoro con il suo cavallo   quando ancora non sapeva di essere una grande giornalista (insomma, prima di incontrare Veltroni). Sullo sfondo, dietro al signore con la giacca bianca, si intravede Roberto Saviano, quando ancora non sapeva che Carlo de Benedetti l'avrebbe un giorno costretto ad amministrare una delle sue tante ditte, la seconda Repubblica

Ps: c’è poco da fare, dato che c’è tanta gente indignata ci vogliono tanti indignatoi, è una legge di mercato. Una volta c’era tanta gente che sputava e ci volevan tante  sputacchiere.

Ps2: proteggiamo Concita de Gregorio dall'assalto delle testate  sfigate di sinistra che con la scusa della solidarietà politica vogliono pagarla poco.

Copy Larry Svizzero