diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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sabato 16 giugno 2012

I barbari sono La Repubblica e Baricco



Antichi lettori di romanzi decisivi



Paolo Nori ha un caratteraccio, ma  quasi sempre ci azzecca. Oggi in modo particolare, riducendo in brandelli Baricco, e, sia direttamente che indirettamente, il giornale su cui scrive (nonché i suoi lettori), ché non ci voleva tanto a dire che sono una manica di approfittatori che tendono a descrivere la realtà in modo a loro sfacciatamente favorevole, ma tanto favorevole che l'hanno fatta diventare riprovevole e disgustosa alle persone del popolo che più la subiscono, come il nonno muratore dello stesso Nori.

Fate clic per leggere l'articolo sul blog di Nori (articolo purtroppo commissionatogli dal Foglio del parimenti indifendibile   Giuliano Ferrara, che però, a sua parziale discolpa, fa scrivere gente non tanto sopportata dall'editoria e dalla sedicente  cultura di sinistra, come Maurizo Milani, Alfonso Berardinelli e lo stesso Nori).
 
Ps: mi dichairo spontaneamente Sciasciano Berlingueriano. Altresì dichiaro che stimo Massimo D'Alema - del resto delfino di Enrico Berlinguer -, anche perché da sempre odia La Repubblica.

martedì 14 febbraio 2012

Sgupp multiculturale: uomo milanese morde cane cileno

 Possibile che dopo tutti questi anni, a Milano non abbiano ancora insegnato ai ghisa come  spiegarsi bene coi forestieri?

Naturalmente auguro al vigile urbano milanese che ha ucciso un essere umano,  di essere capace di discolparsi del tutto, che i fatti si siano svolti come da lui raccontato. Però la dinamica dell'assassinio - vedremo se volontario o involontario - quella ricostruita dai giornali,  fa pensare male. La versione del vigile omicida sarebbe questa: " uno dei due uomini, quello che è riuscito a fuggire, mi aveva puntato un'arma contro ". Mah... Cerchiamo di capire meglio: siamo a Milano, zona affollata, attorno al parco Lambro; due vigili contro due fuggiaschi, prima in auto poi a piedi; l'auto dei vigili riesce a speronare l'auto dei fuggiaschi; questi ultimi scendono e si danno alla fuga a piedi, appunto nel parco; dopo non si sa quanto tempo di fuga a piedi, il fuggiasco riuscito poi  a dileguarsi avrebbe estratto un'arma brandendola contro un  vigile; il quale, a questo punto, a pochi metri di distanza, nonostante avesse un'arma puntata contro, ha estratto la pistola, l'ha caricata e ha sparato contro il fuggiasco; ma no quello armato, contro quello  disarmato... (del resto non è ancora chiaro se di fronte o alle spalle). Non solo, il fuggiasco armato, vedendo il compagno sparato, non spara a sua volta, ma, sempre brandendo la pistola,  fugge, senza che i due vigili, ormai armati e avendo già sparato, facciano nulla, tipo continuare a seguirlo,  sparare in aria, o,  successivamente, una volta accertato che il parco fosse deserto, sparare alle gambe del fuggitivo. 

Vabbè, sono cose che capitano... Gli era un delinquente, penserà la gente, così come titola il giornale Libero, almeno nella versine On Line alle ore 13.16 di oggi: " Vigile uccide un delinquente " (clic).  Intanto il vigile sparante, interrogato e in un primo momento indagato  per eccesso di difesa,  è ora  indagato per omicidio volontario. Vuol dire che per i magistrati la sua ricostruzione, effettivamente rocambolesca, non è risultata congrua. Anche a Libero ringambano un po' (irriferibile, secondo la mia sensibilità,  il titolo a metà mattinata; ma a inizio pomeriggio scrivono in un occhiello che sono spuntati testimoni a dire che i cileni non erano armati),  rendendo conto dell'incriminazione per omicidio volontario (ma non hanno dubbi sulla dinamica, tanto è vero che l'articolista con usa mai il condizionale, ma è sicuro che il fuggiasco armato abbia mirato ai vigili: " Uno dei due cileni ha estratto una pistola per puntarla contro gli agenti ". Il Giornale (clic) non vuole essere  da meno e, spara gnino,  non si mette nemmeno lui a sprecare condizionali:  " Il ghisa ha usato la pistola di servizio, una calibro 9 dopo che, davanti a lui, uno dei due fuggitivi, sceso dalla sua auto, ha estratto la sua arma, puntandogliela contro ". " Alessandro A. ha reagito e ha sparato per primo, colpendo però il complice del pistolero che si è inserito all’improvviso nella traiettoria del proiettile. L’altro balordo, quello armato, a quel punto ne ha approfittato per scappare, portandosi dietro la pistola. E ora Alessandro A. è indagato per eccesso colposo di legittima difesa ".  MMMHHHHHH. Questa legittima difesa puzza tanto di Charles Bronson... Vedremo. Il Giornale, ovvero lo  stesso articolista del Giornale On Line, mette in mostra doti divinatorie: " Che stramazza al suolo (il proiettile gli ha perforato il torace ed è uscito dalla schiena) mentre l’altro fugge attraverso il parco ". Noi comuni mortali (speriamo per cause naturali), per conoscere la dinamica dell'omicidio dovremo invece aspettare l'autopsia)

Ma il punto, seppur tragico,  non è quanto detto finora: non stiamo a fare i formali,  in fondo il condizionale è un verbo che sbagliamo tutti, che notoriamente fa disaffezionare i lettori e abbassare le vendite. Il punto è che alcuni politici di destra stanno approfittando di questo fatto per mettere sotto accusa la giunta di centrosinistra. Il leghista Matteo Salvini pare abbia dichiarato che questi sono gli effetti del buonismo: “ Chi semina buonismo, raccoglie violenza ” (dal fatto Quotidiano clic). Un altro politico milanese  dell'opposizione dice anche peggio. Sul  giornale Libero On Line - testata  in altri frangenti assolutamente garantista... -,  alle ore 13.28 appaiono commenti di questo tipo all'articolo in questione (clic):

" 12| Postato da Satanasso | 14/02/2012 alle 09.25

Magistrati / giudici maiali...

Se il vigile urbano fosse stato di origine sudamericana,araba o est europeo, il giudice-maiale lo avrebbe scagionato subito.

5 | Postato da bellissimo | 14/02/2012 alle 11.12  
" SPARATORIA A MILANO
Mi dispiace tanto per la vittima,ma io comincio a contare lo stesso.Allora,si dice che gli immigrati siano 5 milioni,quindi adesso saranno 4.999.999. Sarà lunga, ma con un tantino di buona volontà ce la faremo! "

Vale la pena segnalare anche alcuni commentatori sul fatto Quotidiano,  ore 13.37,  la cui linea editoriale è decisamente giustizialista. A fronte di commenti secondo me  equilibrati:

Sparare ad una persona disarmata in fuga  da una decina di metri non nobilita, non esiste ovviamente altra arma, non mi stupirei che che sia stato giustiziato alle spalle. 
ci sono commenti di questo tono:

Imparziale 19 ore fa

Già fioccano i commenti di sospetto . Quel vigile ha fatto bene , punto . Nessuno ha detto a quei tizi di andare a fare risse e sparatorie in giro per le strade di Milano , ne tantomeno dopo l'episodio del vigile brutalmente assassinato . Cosa doveva fare questo vigile , rischiare la vita come quel povero signore cinese ridotto in fin di vita per uno sguardo . La prossima volta ci penseranno due volte prima di delinquere e prima di estrarre un'arma . Che siano bianchi verdi gialli rossi buddisti musulmani campani lombardi o veneti non importa , stiamo arrivando ad un punto di non sopportazione , si criminalizza chi evade ( giustamente direi ) e quasi si giustifica chi rapina e scippa . Un peso e una misura ci vuole . L'altro complice con l'arma alla sbarra per direttissima .
Per finire, segnalo che l'unico articolo critico e decente, sulla stampa nazionale, l'ho trovato sul Manifesto (clic), che solo per questo merita di sopravvivere (insomma,  almeno finché lo Stato finanzierà l'editoria, cosa per me non scontata, e nemmeno giusta, penalizzare testate come Il Manifesto è puro esercizio liberticida). Ciò non vuol dire che non ci siano altre testate non giustizialista, vuol dire solo che tra le testate che ho visitato io, studiandoci per un paio d'ore, tendono tutte a dare credito alla versione ufficiale, cioè quella del corpo dei vigili urbani (Corriere e Unità compresi)

Insomma, sono abbastanza certo che ci sarà un processo, che alla fine vedrà assolto il vigile, con il tripudio del pubblico in aula, come fu pochi mesi fa il caso del tabaccaio, sempre milanese, che aveva ucciso un rapinatore in fuga, sparandogli alle spalle per strada, a notevole distanza. Ciò vuol dire che per superare la  barbarie giustizialista, della quale ognuno di noi potrà in qualunque momento diventare vittima,  ci vorranno decenni, sempre che si cominci a lavorare subito (ovviamente dopo che ci si sarà ben bene indignati per i manifesti pubblicitari con le donne gnude... se rimane energia...). 

Adesso, ore 19.07, su Corriere e Unità appaiono ricostruzioni sostanzialmente corrette. Libero continua  a titolare " Vigile uccide delinquente e viene indagato per omicidio "



sabato 11 febbraio 2012

Nome in codice di Roberto Saviano: ctrl + c ctrl + v

Leggete qua, poi mi dite (clic).


Gli è distratto, mannaggia a lui, si scorda sempre di citare le fonti. Anche 'O sistema editoriale che lo pubblica senza accorgersene, che Roberto Saviano ha copiato, è distratto... Comunque, come giornalista è 'na chiavica senzameno da cacciare fuori dall'ordine, ma come lettore di poesie è eccellente, perché legge anche in polacco... 


Antenato di Roberto Saviano

venerdì 10 febbraio 2012

Il Papa, Il Fatto Quotidiano, il complotto: scupp!

Vaticanista del Fatto Quotidiano

Lo scupp del Fatto Quotidiano, ancora una  volta dimostra che i ragazzini che per noia lo comprano, o che si sono abbonati a questa nuova salvifica iniziativa editoriale assegnandogli credibilità, garantiranno un radioso futuro al paese, ribellandosi come i valorosi tunisini, e imitandoli, prendendo un barcone e attraccando all'estero...   Che poi, a pensare a questi esemplari di italiano, vien da pensare davvero che il sottosegretario Martone, la figlia della ministra  Fornero, o chi altri, davvero fanno carriera per i loro meriti... Mah, questa Italia qui da qualunque parte la pigli... Vien voglia di pensare che prima schianta e meglio è!

Ad ogni modo, ho le prove che c’ è un complotto per sgonfiare le gomme a Maurizio Milani. I fatti sono questi. A proposito di schiantare (dalle risate) ero in aereo sulla linea diretta Firenze – Scandicci Castelpulci (dove fu a lungo albergato Dino Campana, che oggi accetterebbe di uscire, come gli proponevano i proprietari nonostante fosse un buon cliente, invece di restare a felicemente morire lì; accetterebbe a  condizione che lo facessero scrivere su un quotidiano tipo quello sopra, dove si può scrivere di tutto). Com’è come non è, sul lato finestrino c’era Romina Power, sempre bellissima;  sul lato corridoio una vecchia zia di Davide Bowie che già dalle prime operazioni di imbarco  stava in trattativa per la tessera del partito radicale transanazionale con Marco Pannella, che la pressava dal sedile della fila successiva, tirando calcetti allo schienale e nocchini goliardici direttamente sulla sua testa: si capiva che avevano fatto amicizia fin dalle prime operazioni d’imbarco: you know Porta Pia? I have legalized Aborto, you know? Divorzio! I  have invented the pittoresk expression of strage di legality. I supported amnistia. Le ripeteva il gagliardo Giacinto  ridendo. I don’t know, ripeteva la vecchina, la quale, va detto, petava abbastanza rumorosa, alzando di tanto in tanto appena appena la mela lato corridoio, e voltandosi verso di me dicendo I'm sorry. Mi sono trattenuto, ma mi è venuto   voglia di dirle don't trouble, non c’è di che, I thought it was the horse, come pare abbia detto anni addietro un importante politico italiano  durante una visita alla regina d’Inghilterra che si scusava, appunto, I'm sorry, per il rumoroso peto di un cavallo del corteo di cui facevano parte. I don’t know, I don’t know. Thou did strike fame? I don't understand. What  Torta Pia? Ahhh!!!  E poi, mi pare d’aver capito, ma può darsi abbia capito male perché questa l’ha detta  voltando la testa verso Pannella dal lato opposto al mio: anywhere, priests and oxen from your! You understand?  Insomma, preti e buoi dei paesi tuoi, voleva dire. Le risate…  Marcone rideva di continuo.  Io stavo in mezzo, abbastanza imbarazzato perché Romina, sempre gentile e sorridente, mi sembrava che mi facesse piedino, facendomi vieppiù arrossire. Ma sarà stato tutto frutto della mia immaginazione malata, che stavo  andando appunto recandomi a curare.  A un certo punto a Marco Giacinto sono cadute le matite. La hostess, una ragazza di Chiesanova, sempre di Scandicci,  con il contratto in scadenza, le ha pazientemente raccolte; poi, con sufficiente grazia beffarda,  ha domandato  serissima  ai due vecchietti se avevano bisogno di cambiare  il pannolone: pannolone wath is this?  I don’t know, ha risposto la prima; il secondo ha riso e ha cominciato a discorrere di Porta Pia con la ragazza, cercando di venderle la tessera del partito trans spaziale. Io nel frattempo dicevo a Romina che doveva fare qualcosa per noi italiani che l’aveva visto anche lei in che condizioni ci si era ridotti.  In modo piuttosto formale ho cominciato a dirle, addirle, una parola: gentilissima signora Romina Power, mi scusi se sono qui a ricordarle che l'Italia per lei ha fatto tanto. Come extracomunitaria, voglio dire, è stata accolta bene, per esempio nessuno le ha chiesto di sottomettersi a vessatorie code in questura per il rinnovo settimanale del permesso di soggiorno e nessuna ronda estetico-patriottica-celtico-romana l'ha mai neanche un po' bastonata, nonostante lei abbia fatto soffrire davvero troppi uomini della meravigliosa e virile stirpe, per via dell'arbitrario innamoramento per il signor Al Bano. Il paese, cara Romina,  le ha dato tranquillità, fama e felicità, gratis, senza mai chiederle nulla. Ma ora è venuto finalmente il momento di ricambiare.  Non titubi, Romina Afroditea. Del resto verrà ricompensata in vari modi per il notevole gesto patriottico. Avrà letto che faccio parte di una prestigiosa Accademia?! La farei nominare socia a honorem. Lei sorrideva, a sua volta  formale: mi deve aver preso per uno dei soliti umoristi che c’è in giro, questi umoristi extracomunitari che rubano il lavoro ai nostri, magari dicendo le battute che i nostri, viziati dal calduccio che dà la società dei consumi,  non vogliono più dire; umoristi in miseria completa,  che importunano la gente ai semafori e ai ristoranti  barzelletta barzelletta. Ma io, duro, le ho detto senza infingimenti che dopo tutto quello che s’era fatto per lei di accoglierla con tanta benevolenza, lei non poteva ora sottrarsi a dare un aiutino a noi. Non la sto a raccontare completa, la perorazione,  per non annoiare. A un certo punto ci si dev’essere addormentati tutti. Ci siamo svegliati di schianto per via che dal principio dell’aereo uno steward malefico berciava: TERAPIA, TERAPIA, TERAPIA!!!

Ps: i tre ometti del sedile davanti a noi non si sono mai voltati. Ma mentre avveniva tutto quanto descritto, si mettevano d‘accordo per agire nel parcheggio dell’aeroporto, appena atterrati. Insomma, tramavano per forare le gomme dell’auto a Maurizio Milani, notoriamente pigro e probabilmente finanche accidioso, peraltro  seduto nell’ultima fila e destinato a scendere per ultimo dall’aereo. 

Post di Larry Satasecca (ambasciatore e portarisata dell'Accademia)

lunedì 23 gennaio 2012

I FURBETTI DELL'INCHIOSTRINO: Gian Paolo Serino esagera o cosa?

L'archispettore del popolo, Gianni Biondillo (a destra) e il Procuratore Generale  Marco Rovelli, nella nuova versione di un successo degli anni '70


Che il clima è da guerra civile (in), non c'è bisogno che ve lo dica io. Lasciando da parte la vergognosa campagna di stampa contro i seminatori d'odio, dove faccio la parte di protagonista assoluto, voglio oggi segnalare che sul nuovo bel Sito di informazione  e critica letteraria diretto da  Gian Paolo Serino, Satisfiction,  c'è una nuova rubrica intitolata I FURBETTI DELL'INCHIOSTRINO. L'intenzione è buona, intendiamoci, ma asseconda fortemente il clima guerra civile, anche nel mondo letterario.

La rubrica (clic) iniziò segnalando ai lettori che una certa giornalista del Corriere della Sera aveva recensito il libro del suo direttore. Non si dovrebbe fare... Mi permisi di interloquire con Serino stesso, incontrato per caso in Facebook – che, per inciso, non frequento né so usare - durante una ricerca. Gli dissi così:

Serino, mi dispiace dirlo, ma l'articolo è sbagliato. O meglio, dice cose vere, ma in una forma sbagliata. Dice il vero ma non il giusto, se mi è consentito ricorrere a Shakespeare. Non ce ne frega nulla, infatti, che una recensisca il proprio direttore, perché non sarebbe cambiato nulla se avesse recensito il direttore di un altro giornale, magari incrociandosi con una sua amica che avrebbe poi recensito il suo. L'Italia è questa roba qui, inutile farsi il sangue amaro più di tanto; e in più, farne un caso singolo, una somma di casi singoli, è puro giustizialismo. Se proprio uno non può fare a meno di invocare una pericolosissima rivoluzione etica (in ogni caso, servono secoli), bisogna che si sforzi di andare a cercare l'origine del problema, che sta nel familismo, assolutamente imbattibile, ad ogni livello della scala sociale: noi tutti troviamo normale proteggere prima di tutto i nostri cari, e non ce ne frega nulla se ciò danneggia altri. Di questo si tratta, non di mafia. Diventa mafia quando di mezzo c'è la costrizione. Ma finché uno si prostituisce spontaneamente...

Di mafia aveva parlato lo stesso Serino citando un passo di Giovanni Falcone, il cui giudizio ugualmente reputo eccessivo, specialmente in Italia:

La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio che inizia dai nostri atteggiamenti più piccoli e quotidiani.

Vabbè, Serino continua per la sua strada, segnalando giustamente che questo recensisce quello e quello recensisce quell'altro, in un coacervo inestricabile di microconflitti di interesse (che sopra di tutto se osservati da  sinistra, procurano dolore, tanto dolore). Dove continuo a non essere d'accordo è nello sparare ad altezza d'uomo, in questo caso di donna, a fini, potrebbe sembrare, di regolamento di conti (a meno che non si tratti di fascistoide  Fallocritica, nella quale è esperto anche il suo collega Massimiliano Parente, che sempre sullo stesso soggetto si espresse...). Nell'articolo di ieri, infatti, Serino se la piglia con la pur antipaticissima penna di Gilda Policastro (per altro mia nemica intima, se così posso esprimermi, in varie recenti discussioni). Parlando dell'inserto letterario del Corriere della Sera, descrivendone gli interessanti contenuti e invitando a comprarlo, Serino scrive così (clic):

Unico neo l’articolo di Gilda Policastro che cerca di riscattarsi dall’articolo marchetta che ha scritto sul numero 8 de “La Lettura”: un elogio sperticato al nuovo saggio del Professor Guido Mazzoni. Mazzoli è nel comitato direttivo di “Allegoria”, rivista di teoria e critica letteraria a cui collabora proprio la Policastro! Sempre meglio del caso “Baresani- Di Piazza”. Almeno Gilda Policastro il suo vero e unico “Manifesto” se lo porta nell’etimo greco-latino del cognome: donna “dai molti accampamenti” (poli castro).

Al di là del comportamento della raccontessina, anche secondo me stigmatizzabile, si può arrivare a tanto? Non era già troppo l'articolo dello scrittore Gianni Biondillo su Nazione Indiana, considerato il più autorevole blog letterario italiano, che per rinforzare la polemica nei confronti dell'aristocratica e disprezzante  critica scrittrice - secondo la quale, va detto,  chi non ha il dottorato vale meno di zero e i critici sono superiori agli scrittori -  titolò l'articolo La Gilda del Romano (Luperini), a torto o a ragione considerato uno dei più autorevoli critici letterari italiani, mettendoci pure due foto affiancate, una della bella ragazza e una dell'attempato ma affascinante professore, affiancamento che secondo alcuni aveva un preciso significato allusivo (però, va detto, la Policastro è ritratta in piedi). Mai che il sagace Biondillo abbia scritto circa i suoi amici la Helena del Roberto, come feci invece io, in un'infuocata discussione sempre su Nazione Indiana (clic per leggere), dicendo che era indecente che lo scrittore recensisse la sua editing in Mondadori (non di più, appena indecente). Ma tant'è... Siamo alla guerra per bande. Ci credo che la preparatissima Policastro è avvelenata e minacci querele a destra e sinistra! (una tempo fa al Serino medesimo, sul vecchio Satisfiction, io presente) Fra poco, prevedo, a me...


Ps:  che dire su l'Unità, sulla quale ritornerò a incazzatura passata, che in uno scambio di mail con un caporedattore mi liquida dicendo sostanzialmente che non sembra  ci siano i termini per una diffamazione a mezzo stampa, visto che il nostro collaboratore non la cita mai apertamente (mi dice poi di scrivere una lettera al direttore, cosa che naturalmente farò fare dal mio legale). Peccato che l'articolo del loro collaboratore che ha dato il via a una infangatoria caccia all'uomo (IO!) fosse completamente falso, come falso era l'articolo di Alesassandro Bertante dal quale prendeva spunto, uscito sul Fatto Quotidiano, dal quale giornale, però, io non mi aspetto nulla, quindi quello che viene di buono è benvenuto, il resto pazienza. Falsi, tutti falsi i contenuti dell'articolo da loro pubblicato, come ho certinosamente dimostrato al simpatico caporedattore del giornale fondato da Gramsci che mi ha concesso attenzione. Già, il problema della verità è un problema secondario nel giornalismo italiano, che come sapete reputo il mestiere più antico del mondo, a questo punto Unità compresa: dispiace per i giornalisti che ci lavorano, ma confermo la mia opinione che  stando così le cose prima chiude meglio è, anche per il PD.

Il dottor Marco Rovelli cerca di guarire Larry Massino, colpito da una misteriosa malattia che gli fa seminare odio

Post e autore del post in fase di correzione

domenica 22 gennaio 2012

Borsino icone: Marco Travaglio benino. Saviano in ribasso.


Questo fu uno dei primi critici negativi dell'opera di Roberto Saviano


L'emozione è forte, ho appena letto un articolo difendibile di Marco Travaglio (clic qui), giornalista del quale mantengo tuttavia una pessima opinione, perché messa sulla bilancia la sua produzione continuo a pensare che sia un giornalista di destra populista giudiziaria manettara, o, se vi piace di più, di sinistra populista giudiziaria manettara: sempre lì si finisce, ai prodromi di un nuovo fascismo, al quale forse avvento contribuiscono in tanti, dal proprietario della ditta  Italia dei Valori mobiliari e immobiliari, Antonio  Di Pietro, al comico in declino Beppe Grillo, proprietario del Movimento 5 stelle, allo scrittore impaurista  e giudice supremo Roberto Saviano, che invita i suoi seguaci a ritenere COLPEVOLE un accusato anche se prosciolto dal tribunale (tra parentesi, non glielo hanno detto che negli Stati Uniti il numero di reati è altissimo, così come il numero dei detenuti, corrispondente a circa cinque volte di più dell'Italia? E che  il tasso di omicidi, pur radicalmente abbassato negli ultimi dieci anni, è ancora almeno cinque volte più alto di quello dell'Italia e almeno quattro volte quello della sua travagliata Campania?). 

Torniamo a Travaglio, che corregge il tiro: vuole sì tutti in galera, ma solo quelli che ci devono stare (dice per esempio che per gli extracomunitari è già previsto lo sconto di pena di due anni con rimpatrio forzato, ma la norma non viene applicata);  chiede siano abrogate le leggi vergogna - quelle che riempiono le carceri di poveretti, anche piccoli consumatori di stupefacenti - da quella appunto sul possesso di stupefacenti, alla Cirielli sui recidivi, che contemporaneamente fa sconti per i reati dei quali in genere si macchiano i politici. Ripeto, l'articolo è da leggere, ancora di più, immagino, i commenti dei lettori.

Ps: finalmente non ha parlato  di letteratura, della quale si intende poco. Di questo voglio ringraziare Roberto Saviano, anche se,  nella lunga intervista concessa  a Daria Bignardi,  ha incredibilmente sparlato di chi lo crititica (come faceva Berlusconi, uguale uguale), ma senza fare neanche un nome, direi in maniera omertosa. Boh, magari è la volta buona che gli verrà in mente di confrontrsi in uno studio TV con uno dei suoi critici, per esempio il rispettabile sociologo Alessandro Dal Lago. Debbo anche notare che lo scrittore casertano ha pubblicamente dichiarato di essere a contatto con numerosi ministri (perché?), e di essere a servizio politico di Corrado Passera (vuol dire che presto lo sarà il gruppo Repubblica Espressso...), spiegando bene che l'ex banchiere adesso ministro primario del governo del Professssor Monti  entrerà in politica con un suo partito sul modello della CDU tedesca, un partito che sarà conservatore e  cattolico (liberista ed economicista, aggiungo io). Curiosamente nessuno ne parla. Nemmeno nessuno parla dello sperticato elogio di Monti fatto da Saviano e Jovanotti nell'anteprima del programma le Invasioni Barbariche, i quali hanno dimenticato di dire che  questo è un governo di emergenza nazionale, in quanto tale provvisorio, perché privo del necessario passaggio elettorale. Boh, abbastanza inquietante: se la democrazia non gli garba più lo dicessero, facendo legittima propaganda ai governi non eletti.

Ps: il borsino delle icone è una straordinaria idea di Sergio Maria Cerruti proprietario della scuderia Immondizie Riunite.

venerdì 13 gennaio 2012

Che paese di poveracci!

Giornalisti e scrittori che analizzano i fatti rispettando la propria deontologia, e, sopra di tutto, il buon senso.

Non sto a dire che anche oggi si conferma l'assenza di razzismo in questo paese, nel quale i giornali on line stamattina riferivano che colpevoli per l'omicidio del povero vigile urbano di Milano, Niccolò Savarino, sarebbero due cittadini di etnia rom, uno italiano e uno tedesco. 

Sottolineare l'etnia a che pro? Quello di vendere qualche copia in più? Lo fanno, prevedibilmente, Il Giornale e Libero, sui quali - nonostante la notizia sia stata smentita dalla Magistratura, come peraltro riporta lo stesso Libero -  si è subito  scatenato l'odio dei lettori commentatori, che invocano come minimo la pulizia etnica... Ma  anche il Corriere della Sera rimarca sull'etnia... E anche l'Unità (che, dispiace per chi ci lavora, ma  prima chiude meglio è anche per il PD...)

Mi soffermo invece su un'affermazione contenuta nella pontificata odierna su Repubblica (qui) del grande inquisitore Roberto Saviano, che sembra aver  stabilito un nuovo fantastico reato, contiguità culturale con chi delinque. Evito di commentare il delirante articolo liberticida, se no mia  moglie dice che mi piace vincere facile. Dico solo che meno male questo paese è governato da gente che ha studiato legge, e non lettere. Perché se governassero quelli che hanno studiato lettere, come Roberto Saviano, si diventerebbe alla svelta una dittatura giudiziar-popolare, coi processi in piazza. E temo con le esecuzioni in piazza. Non so, uno così una volta veniva ben presto definito fascista e isolato. Ora ha milioni di seguaci e fa il guru nei giornali di sinistra. Per me gli ènno tutti ringrulliti.



Ps: per completezza dell'informazione, apprendo da qui (clic) che a Saviano  hanno recentemente dato la laurea honoris in giurisprudenza. Ma che abbiamo un'Università di merda, su misura per il paese di poveracci di cui sopra, per me  non è una scoperta di ora...

lunedì 28 novembre 2011

Non succede mai niente (III)

Statista che si perplime
Presentata la bozza di costituzione primavera estate 2012. Articolo uno: l'Italia è della Repubblica (Espresso). A questo proposito, vengo a sapere che dopo tanti anni di logoramento è finita la seconda Repubblica. Va bene, prima o poi finisce tutto. Ma nella terza Repubblica il posto di Ezio Mauro chi lo piglia?
  editore democratico presenta il nuovo direttore al suo pubblico

Umberto Bossi è stato ricevuto dal Presidente Giorgio Napolitano, al quale ha ribadito che la Padania è disposta a riconoscere lo Stato Italiano. All'uscita il  Guevara padano, Che Lavevodur, ha fatto parlare il suo nuovo delfino, Gianluca Buonanno, il quale ha altresì dichiarato che come unilaterale  gesto politico di distensione il grana padano riconosce il pecorino romano e  la mozzarella a treccia.
Il furbo Tonino di Pietro ha tempestivamente cambiato nome al partito di famiglia (forse lo quota anche alla borsa di Mil ano)

Tra le fila degli antagonisti, anche tra quelli mascherati da indignati di sinistra, va di moda il pensiero di Nigel Farage, un europarlamentare inglese che tiene tanto alla democrazia. Ci tiene così tanto che nel suo gruppo parlamentare è iscritto il nostro Borghezio. La tesi di Farage è che in Italia si sta abusando della democrazia, la si sta commissariando, sostituendo all'eletto (e unto dalle signore) Silvio  Berlusconi il non eletto Mario Monti. Ora, qualunque cosa pensi uno come Farage, io sono contrario. Ma in questo caso specifico dice una baggianata facilmente smontabile. Monti è senatore della Repubblica, democraticamente eletto, perché la Costituzione democratica prevede che il Presidente della Repubblica nomini i senatori a vita, in base a meriti speciali, che indiscutibilmente appartengono a Monti. Si dirà che nominarlo senatore a vita il giorno prima dell'incarico è stata una furbata. Certo, non ci sono dubbi. Invece fare una legge elettorale, a pochi giorni dalle elezioni, per cercare di limitare i danni di una sconfitta certa, legge denominata porcata dal suo stesso promotore, è stato un gesto eroico? Emanare decreti in quantità industriale a favore degli affari economici o giudiziari del Presidente del Consiglio, è stato un modo per rafforzare la democrazia? E invitare (ricattare) gli imprenditori a non acquistare spazi pubblicitari dagli editori pessimisti (i suoi concorrenti), come ha fatto anche esplicitamente  Berlusconi? E votare la fiducia al governo  in base a un testo nel quale era sostenuto che  il padredimarina  era in buona fede quando ha detto ai poliziotti di rilasciare Ruby, perché  nipote del presidente egiziano Mubarak, che cosa è stato? Aveva anche detto, pochi giorni prima della caduta, che per il bene della nazione ha rischiato di diventare cieco? È proprio ossessionato dal sesso...Comunque  una cosa gli fa onore:   difendere la reputazione delle ragazze che gli gravitano attorno,  dire chiaramente che  sono ragazze perbene calunniate dai giudici. Le ragazze,  infatti, non sono  colpevoli di nulla: sono solo aspiranti membri del parlamento.
eroe disposto a difendere fino in fondo la civiltà democratica dagli attacchi plutogiudaicimassonici

Comunque anche io sono contro Monti. So che non farà mai le necessarie riforme: anche lui è uno che cercherà di aggraziarsi gli italiani per fare ulteriore carriera ai vertici dello Stato. Per me la soluzione è la Lagarde, direttore del sanguinario Fondo Monetario Internazionale. Mi scusino i massimi indignati e i seguaci del comico in declino: ma davvero vogliono che siano  rappresentanti più vicini al popolo a guidare il paese? Non vi sono  bastati quelli finora?! Magari l’Italia la  governasse la Lagarde in persona! Magari... Politicamente parlando, gli indignati italiani dovrebbero prendere esempio dai coraggiosi  magrebini: salire su un barcone e attraccare in Corsica.


 Dettaglio di indignati quando nei mesi scorsi manifestarono sulla schiena di Giuliano Ferrara,  dalla quale, contemporaneamente, partirono il giro d'Italia e la maratona di New York


Ma siamo davvero così vicini al baratro da impedire pure le svagative uscite delle intercettazioni? Che la Lagarde è una lesbica di merda e io  non voglio  avere nulla a che fare con le donne alle quali non piace il cazzo, non l’aveva detto? A proposito: non aveva nemmeno detto, inevitabile conseguenza enunciativa dei galletti italici, la cancelliera  culona  ce l’ha con me perché non l’ho chiavata? Peccato per lui, si vede proprio che non controlla più nulla,  men che meno i ser vizi segreti, se no ritornava subito in auge, e  il suo spread elettorale si accorciava subito, anche se a lui e ai suoi seguaci le cose che si accorciano mi sa che non gli garbano.

Certo, non è bella come Rosy Bindi, ma meglio di Marina Berlusconi è anche lei

 
Nel paradiso,  al giorno di oggi,  gli ultimi come si piazzano?

Post di Larry Svizzero

domenica 20 novembre 2011

Marketing e distintivo


Scienziati della CIA al lavoro in laboratori segreti per tradurre il libro la  parola contro la camorra,  da cui ricavare sillabe, singoli vocaboli,  finanche intere frasi,  come armi contro le mafie di tutto il mondo (attesa la replica di Marina Berlusconi, che notoriamente non ci sta a questi continui attacchi al padre...)

Dall'aspettativa creata dalla ditta   Repubblica ai suoi numerosi clienti circa  il nuovo formato americ ano del suo prodotto di punta, sembrava l'avvento di un secondo D'Annunzio. Invece, più modestamente, lo scrittore di paura internazionale Roberto Saviano pare abbia parlato alla stampa italiana -  TG5 in prima fila -, a pochi indignati DOC e a qualche italiano presente a New York, come testimonia Christian Rocca qui.

Per altro, secondo il Corriere (qui), che riporta integralmente il discorso, il parte nopeo parte scrittore, avrebbe detto questo: " Il Pil della crim­i­nal­ità orga­niz­zata glob­ale ha toc­cato negli ultimi anni i 1.000 mil­iardi di dol­lari, cifra supe­ri­ore ai bilanci di 150 paesi mem­bri dell’Onu. Il 10% del Pil mon­di­ale va in tasca alle mafie ". Ora, il PIL mondiale è circa 75.000 miliardi di dollari, 1.000 miliardi di dollari rappresenterebbero, calcolatrice alla mano, poco più della pur nobile porzione   1% di tanto po po di torta...  A me pare sconfortante soprattutto questo, che ci si crei  una vetrina mondiale per andare a spacciare dati sbagliati come questo (del resto ricavati come?) ai suoi consumatori abituali, giornalisti emarginati  e in difficoltà come tanti componenti della stampa italiana, che andrebbero soltanto aiutati a disintossicarsi in apposite strutture... 

Va bene, Saviano, va bene... Nessuno glielo farà notare che i suoi dati sono sballati... A chi importa? Però lei, nel suo intimo, saprà che non glielo fa notare nessuno perché la considerano uno studioso poco autorevole, perché la considerano un ragazzo volenteroso, ma, giustappunto, un ragazzo... Oppure, infamia massima, nessuno glielo farà notare, che le sue fonti sono così così, perché la considerano uno scrittore.... Oppure, infine, glielo faranno notare i livorosi critici letterari di Libero e del Giornale, ciò che fa aumentare il prestigio e, sopra di tutto, le vendite...

venerdì 18 novembre 2011

Non succede mai niente (II)

 Italiano che fa tatticamente finta di garbargli la democrazia

Il  governo è fatto. Ora bisogna rigovernare gli italiani. Anche se rigovernare gli italiani  non è difficile, ma inutile: si risporcano subito.

Bozzetto del logo del nuovo PSI (partito social immobilista)

Monti va bene, prima di tutto  si abbasserà subito di brutto lo spread antropologico con la Germania (che purtroppo e per fortuna non è possibile eliminare del tutto); ma da nuovo rivoluzionario social immobilista avrei preferito direttamente la Lagarde: parigina,  più elegante, educata fin da piccola alle leggi del sadismo. Lo slogan del nuovo PSI  dovrebbe essere State bboni!

 Giorgio Gori riflette su come dare una mano al paese

Comunque. Sarà pure vero che son cannibali anche questi, ma per lo meno ci mangeranno compostamente seduti a tavola, quasi certamente con le posate d'argento. E poi ci son numerosi altri vantaggi. Prima di tutto  il sinda’o novativo Matteo Renzi, dopo il forte dolore per  la recente disgrazia  di aver fondato un movimento con ideologo Giorgio Gori,   può iniziare a rifarsi una vita, lasciando la politica a chi la sa fare (lo stesso Serracchiani e company: finché saranno loro i  ggiovani, i dinosauri comanderanno anche da sotterrati al cimitero). Beppe Grillo, il cui spread dal buon senso cresce sempre di più, pure se ne può andare in giro tranquillo con lo yacht. Di Pietro? Può vendere la ditta Italia dei Valori e ritirarsi al paese anche lui, come di solito fanno i signorotti; magari prima può dividerla in  rami d’azienda, valori mobiliari e valori immobiliari, in modo da piazzarla meglio sul mercato e moltiplicare i profitti, come merita: potrà vendere una parte a Scilipoti e una parte a De Magistris, che hanno recentemente fondato piccole promettenti aziende che smerciano anche loro nel settore industriale del disprezzo per la lingua  e per la conoscenza in generale, non solo quella politica. Va da sé che possono tornare al loro originale ruolo pensativo  anche gli indispensabili  intellettuali di Giustizia e Libertà. Infine, ultimo vantaggio, si formerà una vera destra, autoritaria, identitaria  e antieuropea, stracciona ma miliardaria, in una parola fascista, indirettamente sostenuta anche dai rivoluzionari comunisti (quattro gatti spelacchiati ma abbastanza simpatici, illusionisti professionali che da sempre ritengono  di avere la magica  ricetta per aiutare gli operai nella loro lotta di conquista della libertà: far sparire le fabbriche e gli industriali). La quale destra, però, questa volta non avrà scampo: l’accusa di mafia, in Italia, che sia giusto o meno, prevede la confisca del patrimonio. Ben gli sta, ci avevano a pensare prima:  hanno avuto tutto il tempo per cambiare la legge, per promulgare  finalmente una legge come si deve, dove avrebbero dovuto scrivere più chiaramente possibile che fare Mafia è solo un peccato veniale, che in fondo in fondo essere mafiosi  è la stessa cosa che  essere italiani.

Coda di poveri fuori da una banca mentre chiedono  il bigliettino per entrare  (I' ragionativo gli è questo: se a' poveri 'un gli garba le banche, figuriamoci i poveri alle banche...)
Al mercato in Firenze: “ I giovani?! Sieee! Peggio che anda' di notte! Bisogna 'olégli bene, son perdonabili sempre, ma ‘un capiscan una sega! “ Infatti, se vogliono davvero protestare, debbono assaltare i giornali, non le banche. In Italia sono i giornali, del resto non estranei al poter bancario, a falsificare la realtà. Le banche, poverette, a volte esagerano con  ruberie e  malversazioni, ma prima delle banche cosa c’era? E dopo le banche cosa ci sarebbe? Oggi, se tu non ottieni credito dalle banche sei impossibilitato a vivere, spesso sei obbligato a rivolgerti a mercati paralleli, dove i veri criminali  praticano lo strozzinaggio. D’accordo, le banche fanno schifo, a volte, ma lo strozzinaggio al quale dovrebbe rivolgersi la povera gente, almeno in  momenti di estrema difficoltà, fa schifo sempre.

 Roberto Saviano impugna il calamaio sacro
Come mai il nuovo presidente del consiglio non ha messo la lotta contro i casalesi al primo punto? Che non lo legge Roberto Saviano?! Oppure... Roberto Saviano, ancora una volta, si dovrà sacrificare per il bene pubblico (poi il giovane casertano si potrà rimettere a studiare, ché gli è abbastanza necessario, tanto nemmeno Giustizia e Libertà adesso serve più a nulla). Il supereroe della lotta alla mafia con le parole,  è l’unico che può salvarci. Deve fare appelli ai casalesi, ai malamente  in generale, che notoriamente hanno paura delle parole. Deve dirgli, lo scrittore più civile di tutti, mandando a tutti i capi mandamento un pizzino dalle colonne di Re pubblica,  che  se non comprano i BTP a iosa - ché tanto lo sappiamo che i soldi ce li hanno tutti loro, ce lo ha spiegato proprio lui - non solo va in rovina lo Stato, ma anche le Mafie. Che invece è importante sopravvivano, altrimenti è la rovina anche della letteratura civile e impegnata. 
         la frequentazione dei santi avvicina a Dio


«Sono due o tre anni che avverto questa presenza nuova e importante nella mia vita» Roberto Vecchioni su Dio   
In che mese, di preciso, è cominciata la presenza, non ce lo vuol dire? E in  che giorno? E che stava facendo nel momento esatto in cui  l’ha avvertita? Stava cacando, facendo l’amore, passeggiando? Si stava scaccolando, grattando il culo, scrivendo una modesta canzone come quella con cui  ha vinto San Remo? Son cose importanti da sapere anche queste.
Bustric

Ho sognato gli attori che lavorano di notte sui viali delle grandi città, a cinquanta euro a botta, recitando per uno o pochi spettatori alla volta,  in macchina, se fa freddo, o all’aperto, se il clima è favorevole; a volte, per un compenso maggiore, a casa propria o a casa degli spettatori. Sempre meglio dei finanziamenti pubblici. Fassbinder da qualche parte raccontava che da giovane, coi suoi amici,   facevano teatro fuori dalle birrerie, divertendosi e guadagnando a sufficienza. Bustric, un enorme attore fantasista oggi isolato dal circo culturale, ciò che conferma la sua grandezza (non del circo culturale...),  mi raccontò malinconico che lavorando per strada, in qualunque paese del mondo dove era stato, guadagnava di più che con i cachet dei teatri italiani. Lo stesso, Leo Bassi, che a quei tempi portava in giro anche per l’Italia il circo più piccolo del mondo, e che indipendentemente da qualsiasi istituzione faceva robe fantastiche con il suo teatro, terroristico artodiano ma popolare: adesso ho visto che terrorizza teatralmente specialmente Madrid e la Spagna, utilizzando un autobus a due piani come propria sede. Lo storico del teatro Antonio Attisani mi disse che ci sono posti, in oriente, nei quali attori straordinari, per guadagnarsi da vivere,  si esibiscono nei parchi per 12 ore al giorno, ripetendo fino allo stremo il proprio lavoro. Degli storici mi fido poco, ma in  quel caso non ebbi difficoltà a credergli.  Ora mi domando:  perché in Italia nessuno ha idee del genere? Perché in Italia gli artisti del teatro hanno paura del pubblico? Per chi lavorano? Non ci venissero a dire che fanno la ricerca, perché se no gli si risponde come Eduardo: venissero nei teatri quando avranno trovato qualcosa... Invece, la ricerca l'hanno già fatta quasi tutta i grandi maestri del novecento, da Mejerhold a Brecht a Artaud a Carmelo Bene. Si tratta solo di studiare  e imparare ad applicarne bene i principi: non è che si può ricominciare da zero tutte le volte, reinventando tutto daccapo, per via che ci fa fatica studiare... 
 Leo Bassi

Mi sono accorto che negli ultimi tempi uso spesso l’espressione “ bell'essere umano “, un’espressione al limite dell'ossimoro.

 In collaborazione con il cugino Larry Svizzero

domenica 13 novembre 2011

Ulti Mora: tutto il mondo in ansia per Giuliano Ferrara

Scienziati in arrivo da tutto il mondo per aiutare Giuliano Ferrara nella difficilissima  manovra di discesa dal carro del vincitore. 

Larry Svizzero

lunedì 24 ottobre 2011

La morte di Gheddafi si beve con neo o senza?


Come mai il giornale Libero pubblica qui la foto di Gheddafi da vivo con neo sotto il naso, mentre il cadavere pare non avere il neo, e nemmeno le foto più famose del colonnello?



mercoledì 14 settembre 2011

Dagli a D'Alema...

Se tu metti Enrico B sulla stringa di Google viene prima Enrico Brignano poi Enrico Berlinguer... A proposito di tempo appiattito sul presente...

La politica mi interessa poco, mi interessa di più l'idiozia, anche la mia, come sa chi frequenta questa casuccia. Ma c'è idiozia e idiozia.


È in atto una campagna di stampa violentissima contro Massimo D'Alema, legittima da parte di certi interessi che per ragioni insondabili sono da sinistra favorevoli alla destra (il Fatto Quotidiano e il comico in declino Beppe Grillo), assolutamente idiota da parte delle anime belle che non vogliono in nessuna maniera capire che i numeri sono numeri. Il vecchio sindacalista riformista Emanuele Macaluso la faccenda dei numeri politici la spiega bene qui, andatevelo a leggere. Spiega con poche chiarissime parole che i partiti progressisti, in Italia, sono destinati a perdere qualunque elezione se non si accordano con i moderati. Macaluso cita un passo di Berlinguer del 1973:  <L’unità dei partiti dei lavoratori e delle forze della sinistra non è condizione sufficiente per garantire la difesa e il progresso della democrazia, ove a questa unità si contrapponga un blocco di partiti che si situano dal centro sino all’estrema destra>.


Massimo D'Alema, che di Enrico Berlinguer fu appunto il cosiddetto delfino, cerca da quasi venti anni  di sottrarre forze al campo avverso, facendo loro spazio almeno virtuale nell'alveo del centrosinistra: prima Di Pietro, che è uno di destra tendenzialmente autoritaria, inutile girarci intorno;  poi la Lega (Bossi cercò fino al 2000 di entrare nell'orbita del centrosinistra, ma fu stupidamente respinto; stupidamente, ripeto,  perché se gli operai votano Lega essa così definitivamente a destra non può essere... anche se colpevolmente, a volte, occupa quegli spazi politici che un tempo occupava il PCI, che, sempre detto alle anime belle, ereditò tanti tanti elettori e militanti iscritti al fascio); infine la sua politica cinica ha favorito l'uscita dal PDL di Casini e Fini. 

I partiti moderati tendenti a destra, alleati al PDL e alla Lega, come sarebbe naturale una volta uscito di scena Berlusconi, arriverebbero tra il 60 e il 70% e... forse addio democrazia. Insomma, senza alleanze o almeno forme di desistenza con i partiti moderati il PD le elezioni le perde, o, se le vince (del resto l'Ulivo sempre la regia di D'Alema ebbe...), fa accozzaglie chiamate impropriamente coalizioni, incapaci di governare perché ricattabili da tutti, anche dai piccoli partiti moderati di destra che fatalmente bisogna ammettere per ragioni... numeriche (si pensi a Mastella), o partiti di estrema sinistra che appena possono consegnano il governo alla destra (Rifondazione Comunista).


D'Alema è il massimo politico italiano. Sua fu anche la regia dell'elezione di Giorgio Napolitano, così come è lui da vicepresidente dell'internazionale socialista a tenere le fila dei rapporti con il socialismo europeo e con le massime istituzioni mondiali, a partire dall'ONU, nel quale riuscì a far passare la prima moratoria contro la pena di morte; infine D'Alema è l'unico politico italiano  di peso ad avere un dialogo aperte con Hezbollah libanesi e Hamas palestinesi, altrove, anche nel PD, considerati terroristi: non vorrei che questa fosse la vera causa di tanti livore nei suoi confronti da parte di tanti critici apertamente filoisrealiani come Eco e il solito Marco Travaglio. Come  politico, in linea di principio, come già dissi, D'Alema è affidabile quanto uno stupratore seriale. Ma questa storia che i politici debbono essere buoni e alla pari dei cittadini è una balla colossale, offende sia l'intelligenza che l'idiozia. I politici non debbono commettere reati, alla pari di qualunque altro; ma poi,  debbono saper fare politica, come i chirurghi debbono saper fare le operazioni, non stare vicini ai malati; per loro conta essere  capaci di prevalere nelle lotte di potere, che sono violente e si svolgono sopra di tutto in maniera sotterranea, dentro e fuori dai partiti. Sarà  antipatico, ma è così.


Quindi, è idiota pigliarsela con lo scienziato D'Alema che, al fine di vincere le elezioni,  o almeno di cercare di farlo, dice cose moderate per creare spazi politici che includano appunto  i partiti moderati. Come ha fatto l'altro giorno, bizanteggiando un po' attorno al matrimonio fra gay, pur chiarendo alla fine che lui è da sempre favorevole alle unioni civili, quindi a riconoscere diritti alle coppie di fatto, non solo gay.  Qui un riassunto della vicenda pare a lieto fine. Per ora...

Sì, se si ha la coscienza a posto è proprio  idiota pigliarsela con Massimo D'Alema senza sapere che così facendo si favorisce la  destra, magari pensando di  creare spazio a partiti di sinistra di eterna opposizione.

PS: la pur pessima Moratti, con un'alleanza aperta a Udc e FLI siami (pl) sicuri che a Milano perdeva?

PS2: è certo che il bravo Vendola, il quale complessivamente ha preso meno voti nel 2011 che nel 2006, senza la desistenza UDC  le elezioni per la presidenza della regione Puglia le perdeva (e addio leadership...).

PS3: e la poligamia? Non è venuto il momento di allargare il diritto alle famiglie poligamiche? La minoranza musulmana conta meno delle minoranze omosessuali? Che dice la Costituzione?

lunedì 25 luglio 2011

Indro Montanelli, il più grande giornalista italiano secondo il piccolo Marco Travaglio (1)

 convention di giornalisti grandi e piccoli del '900

In questo filmato qui, intervistato da Enzo Biagi, il grande Montanelli parla con relativo orgoglio della moglie eritrea, un animalino  docile  dodicenne già formato, la definisce,  che, durante il suo comando di un si immagina delicato battaglione di feroci invasori nazionalisti e fascisti, si era comprato insieme a un cavallo e un fucile, a un buon prezzo: conto totale  500 lire.

mercoledì 20 luglio 2011

Ossimoro: verità giornalistica

 redattore de Il Giornale mentre fa esercizi all'aperto


Sbagliando, assolutamente sbagliando, durante tutta la mia vita, ho voracemente letto i giornali. Anche adesso, che davvero potrei farne a meno, passo almeno mezz'ora al giorno sui siti dei giornali. Perché? Forse lo faccio solo per vedere questi stupidi dove vogliono arrivare; come Totò, rido, mi faccio offendere e schiaffeggiare, tanto mica sono Pasquale! (clic per vedere il filmato).

Fanno a chi è peggio, facendo tutto fuorché informazione, parteggiando in modo veramente imbarazzante a favore degli interessi dei propri editori, confermandomi nell'idea che viviamo in un assurdo regime politico-editoriale. Ma nessuno batte Il Giornale diretto da quello che recita la parte di individuo italiano più ignobile del dopoguerra - uomo che naturalmente invidio anche più di quello che sostiene che chi lo critica lo fa, appunto,  solo per invidia, Roberto Saviano. Ieri il direttore aveva sostanzialmente incolpato i giudici rossi di aver istigato al suicidio il Vicepresidente del San Raffaele Mario Cal, permettendosi qualche mese fa di turbarne la sensibilità interrogandolo come persona informata dei fatti circa un buco finanziario di appena 900 milioni (per ora!). Oggi una delle firme più autorevoli, Paolo Granzotto, si mostra contento di una discutibilissima esumazione del cadavere di Salvator Allende, quaranta anni dopo, una cui prima analisi proverebbe che non è stato freddato dai golpisti, come si è sempre saputo, ma che si sarebbe suicidato. Bah, penso che la veridicità di certe notizie è pari alla notizia che ci davano i nonni da bambini circa le capacità di volare degli asini... Rimane che il golpe ci fu e fu sanguinario, ma non per Granzotto, che esulta per la finalmente scoperta verità del suicidio, che va contro alle speculazioni di quei froci di comunisti... che anzi, ne approfitta, lo stesso Granzotto,  per rimarcare negativamente che l'Italia dei Soviet fu l'unico paese al mondo a non riconoscere il governo cileno, chiudendo l'ambasciata a Santiago e lasciando insediato a Roma l'ambasciatore precedente al golpe, nominato da Allende; certo, Granzotto dice che non vuole giustificare il golpe, solo spiegarlo, perché Allende, secondo lui, ebbe la colpa di averlo di fatto suscitato,  avendo  rovinato economicamente il paese con le pratiche socialisteggianti (invece risollevato, economicamente e moralmente, dal fantastico dittatore Pinochet, sostenuto da militari e CIA?).

Io rido, voglio vedere dove vogliono arrivare... tanto, non solo non sono Pasquale, ma nemmeno sono in Italia... se proprio vogliono fare un golpe, lo facciano entro sette settimane. Il loro slogan potrebbe essere FINGERE O MORIRE! Oppure DIO, PATRIA E FANGHIGLIA. O anche VI SPEZZEREMO LE RENI, O, IN SUBORDINE, LI
SPEZZEREMO ALLA VERITA'!


Il parrucchiere racconta le novita', mentre dovrebbe solo pettinare. Il giornalista e' pieno di spirito, mentre dovrebbe solo raccontare le novita'. Sono due tipi che mirano in alto. (Karl Kraus)

sabato 2 luglio 2011

Nuovo direttore Unità: problemi tecnici

Ingegneri specializzati che cercano di risolvere i problemi tecnici dell'Unità

Sul sito internet dell'Unità di oggi c'è un curioso comunicato, in stile perfettamente patafisico, se preferite marxiano, nel senso di Groucho Marx, che vi consiglio di leggere qui (clic)

 giornalisti del cdr dell'Unità che manifestano preoccupazione


Dice il comunicato, offendendo l'intelligenza dei lettori -   in definitiva di tutti gli italiani, seccati di essere trattati come idioti da 'o sistema editoriale - che la nomina del nuovo direttore è rimandata per problemi tecnici. Per problemi tecnici?!!! Boh. Conoscendoli un po', gli eredi di Gramsci, penso che si stiano amorevolmente scannando, che è la cosa che sanno fare meglio di tutte,  e che stiano cercando di accaparrarsi l'osso per succhiare quel poco che è rimasto. Spero che sia l'antipatico e aristocratico D'Alema a prevalere nella zuffa, come sempre intelligentemente, imponendo la sua candidata. Certo, se nominassero direttore dell'Unità Lucia Annunziata... Sarebbe una bella fregatura per la martire Concita de Gregorio e per i suoi devoti, perché non c'è alcun dubbio che la Annunziata porterebbe al giornale un'autorità che ella non aveva quando arrivò per volontà di Walter Veltroni, quello che se è vero che Dio fece il mondo dal nulla,   vuol dire che il mondo  appartiene fin dalle origini a lui e a  quelli come lui;   non a caso il mondo fa abbastanza schifo, perchè è  stato incresciosamente progettato a loro immagine e somiglianza. La Annunziata direttrice dell'Unità, sarebbe anche un duro colpo per l'editoria militare di parte avversa... E sarebbe un durissimo colpo, forse mortale, per la deleteria cultura impauristico indignatoria capitanata dal valoroso co mandante Marco Travaglio (l'altro non lo nomino, perché mi so' rotto 'o cazz, il terzo è Beppe Grillo).

editore dell'Unità mentre fa i conti con i suoi amministratori

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