Rocco Papaleo For President: fatte le debite proporzioni, è il primo degno erede di Massimo Troisi
Celentano che se la piglia con i giornali cattolici che fanno politica, tutti i torti non ce li ha mica (in ogni caso, Prisencolinensinainciusol è ancora ol rait, 40 anni dopo...). Però, il prete all'occhiello del comico in declino, portato a esempio di virtute e canoscenza, politica non la fa? Celentano gli è distratto: a me mi pare che Don Gallo faccia solo politica (male almeno quanto gli altri). Mi sbaglierò...
Continuo a non capire chi obblighi certi artisti supremi a occuparsi di politica, ché quando lo fanno non vanno oltre il qualunquismo (comunque peggio dell'esaltazioone di casa Savoia, penosamente e pazientemente sorbita lo scorso anno, non c'è verso fare; neanche può vincere una canzone più insulsa di quella dell'anno scorso). Il fatto è che facendo i finti tonti si aggiunge caos a caos, che si tende ad aumentare la sfiducia verso le istituzioni, a partire dalla Corte Costituzionale. Mi viene il dubbio che la società caos sia una SPA quotata in borsa, o tante società quotate in borsa, borsa che guadagna in proporzione all'aumento del tasso di sfiducia. Politicamente è una borsa socialista e nazionale, BORSA NERA, anzi NERISSIMA... la cantante, sempre bravina, è invece Dolcenera, il cui nome spero non alluda alla politica (ma, visti i tempi, il dubbio è bene avercelo...). Infatti, gratta gratta, sono tutti socialisti. E ti viene da tirare un sospiro di sollievo. Ma gratti ancora di più e li scopri nazionalisti, terribilmente nazionalisti, a volte, e auguriamoci non tragicamente, perché la somma di socialismo e nazionalismo fa 4 precisi... Comunque sia, al di là dell'arte retorica, il mio è solo un dubbio, perché non sono dietrologo (ma neanche appianologo...). Forse la cosa è più semplice: ci sta che si mettano dalla parte dei burini, i protagonisti dello showbusiness (compresi gli showriters...), perché i burini comprano un po' di tutto, invece i non burini non comprano un cazzo, né vanno ai concerti, al cinema, a teatro, in libreria... (apriamolo il dibattito: che cazzo fanno i non burini?)
Il festival in generale, senza dubbio alcuno, l'ha vinto la immensa classe di Rocco Papaleo (non burino). Il modesto festival canoro, invece, mi sa che l'ha vinto Pierdavide Carone, il ragazzino diretto da Lucio Dalla. Però io ci ho una certa età, e gli preferisco la tardona Chiara Civello. Sfortuna per lei... infatti, se la preferisco io... agli italiani che votano, in media abbastanza burini, non piacerà di sicuro...











