diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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lunedì 16 gennaio 2012

Carlo Fruttero


Non si è spento, né ci ha lasciato, né se n'è andato, né ci ha dato addio, né ha fatto il grande salto, né  è volato in cielo, né ha lasciato la scena: è proprio morto.

Ho vissuto senza aspettarmi molto, anzi senza aspettarmi niente. E se ti convinci che non ci sono speranze e che il mondo è impazzito, da quel momento in poi puoi vivere benissimo. Scherzi, ridi, conversi, perché quel problema lì lo hai chiuso. Non ci puoi fare niente e allora ti resta tutto il bello della vita

Clic qui per leggere l'intera intervista di Antonio Gnoli a Carlo Fruttero, uscita su Repubblica il 16 aprile 2010, in occasione del libro di memorie retribuite, come lo stesso Fruttero amava ricordare,  Mutandine di Chiffon