diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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sabato 27 ottobre 2012

Edoardo Nesi, Luca Cordero di Montezemolo e Matteo Renzi


 Campagna di sensibilizzazione politica. A sinistra elettori di destra in attesa che compaia il  tanto atteso padrone buono

Eddài eddài, le cose vèngano fòra. Lo scrittore pratese Edoardo Nesi si è dimesso da Assessore alla Cultura nella giunta provinciale di Prato, di centrosinistra, dove era in quota PD. Da componente del PD, peraltro, amico dello scrittore Walter Veltroni (qui Massimo D'Alema incoraggia beffardamente il suo storico rivale a fare lo scrittore a tempo pieno, a favore del PD ma a danno... ad ogni modo la letteratura può sopportare), Nesi fu palese sostenitore dello scrittore  Matteo Renzi (qui il debutto letterario del sinda'o novativo), pronunciando un empatico discorso durante la convènscion della Leopolda, lo scorso autunno, non so se prima o dopo l'altrettanto empatico discorso dello scrittore Alessandro  Baricco. Secondo l'Unità, organo del PD, le cose andièdero a questa maniera:

" Uno dei più attesi alla Leopolda è stato lo scrittore pratese Edoardo Nesi. Lo scrittore vincitore del premio strega 2011 ha partecipato alla stesura del "programma" (anche se così agli organizzatori suonerà un po' da partito tradizionale". E l'ha detto in modo esplicito dal palco: "Caro Matteo, ora tocca a te". Leggi: candidarti alla guida del centrosinistra per guidare l'Italia. "Dillo che ai posti di governo deve andare chi abbia moralità e soprattutto competenze specifiche; dillo che non è vero che le vite dei nostri figli saranno peggiori delle nostre, faremo in modo che non sia così. E diglielo ai nostri figli che non devono spuntare i loro sogni per rassegnarsi a una maledetta vita precaria, sotto una cappa nera di pessimismo. Vai sicuro Matteo, tanto sarà difficile far peggio di chi ti ha preceduto. Forza e coraggio, ciao». Un lungo applauso ha chiosato le parole dello romanziere-imprenditore che con "Storia della mia gente" ha raccontato il declino e il cambiamento del distretto industriale tessile di Prato ".


Per completezza dell'informazione, come si dice,  pare giusto ricordare come si espresse Baricco, secondo Il Post che ne riporta il video (qui):

Ieri sera Alessandro Baricco ha partecipato a bing bang, il convegno organizzato dal sindaco di Firenze Matteo Renzi alla stazione Leopolda della città. Baricco è salito sul palco per un breve ed efficace intervento in cui ha parlato delle battaglie di questi anni, dei pochi rischi che si è voluta prendere la sinistra e del tempo speso a " convincere gli altri sulla necessità di cambiare le cose fino a essere arrivato alla conclusione che non si trattasse di gente da convincere, ma da superare ".

Ora, però, Nesi si è dimesso da un incarico politico datogli dal PD, e, contestualmente, si è iscritto al partito di Montezemolo (al quale a questo punto non gli rimane che diventare scrittore anche lui, per il bene del paese), lasciando Matteo Renzi al suo destino. Niente di male, per carità. Si tratta sempre  di gente di destra, sebbene Montezemolo potrebbe anche essere che è più  a sinistra di Renzi (di Nesi di sicuro). Vabbè, destra e sinistra davvero chi se ne frega. Fatto sta che se tu passi con tale disinvoltura da essere uno dei più qualificati sostenitori di Matteo Renzi a uno dei più qualificati sostenitori di Montezemolo, mi autorizzi a pensare che i due leader politici hanno qualcosa in comune, che appartengono alla stessa area sociale, che hanno più o meno  le stesse ricette politiche. Infatti, confrontati i propositi contenuti nei loro programmi di governo, è così. E allora  mi viene maliziosamente da pensare che la moderatezza politica di Renzi, di Montezemolo e Nesi, altro non sia che la base di   un futuro partito dei padroni buoni, gli stessi che Nesi propaganda nei suoi scritti (o forse più buoni ancora?). E mi viene da pensare che il generale silenzio sul curioso trasferimento politico dello scrittore pratese, in piena campagna per le primarie alle quali partecipa il suo (ex?) faro politico, contenga qualcosa di più che una distrazione giornalistica. In buona sostanza, mi sa che Matteo Renzi gli abbia detto, a Nesi, vai avanti tu (che a me mi viene da ridere).

Ps: a proposito di scrittori e partiti dei padroni: della abbastanza opaca delazione dello scrittore parmigiano Paolo Nori (qui), pubblicata sul giornale padronale  Libero, ai danni del sempre più rocambolesco PD, ne parlo un'altra volta.

domenica 22 aprile 2012

Spazio ai giovani

giovane adepto che studia il programma del profeta


Lo sanno tutti, sto coi giovani. In questo caso, con il giovane D'Alema, 63 anni, contro il decrepito Beppe Grillo, 64 anni. Però D'Alema sbaglia  a dire che il comico declinato è una via di mezzo tra il primo Bossi e il Gabibbo: lasciamo perdere l'inarrivabile Bossi, ma il Gabibbo, intellettualmente parlando, è un gigante che se farà un partito riceverà voti almeno doppi a quelli dell'arricchito genovese (secondo me senza bisogno di fare nessuna campagna elettorale: questa sarà la novità politica annunciata da Alf Ano? Scherzaci...)

Di soldi, volevo parlare, proprio di soldi.  Si è recentemente saputo che Lucio Dalla - un cantante importante, ma Cristo, un cantante - avrebbe lasciato un patrimonio di 100 milioni di euro (e allora Celentano, quanto lascerà? Non è che sequestrando il 50% del patrimonio di cantanti, comici, atleti, presentatori e showgirls si risanerebbero le casse dello Stato?). Beppe Grillo pare dichiarare  attorno ai 4 milioni di euro all'anno, ma il suo reddito vero sarà di sicuro più alto, perché le rendite finanziarie non vengono conteggiate; soldi  sudati, dicono i suoi tifosi o adepti, che fanno finta di ignorare che per ricchezza, il loro guru,  tra i politici in attività, è secondo soltanto a Berlusconi. Vabbè... Per parlare di comici ancora in attività, l'ultimo bilancio conosciuto della società di Roberto Benigni superava i 60 milioni di euro di fatturato, in gran parte evidentemente legati a sue prestazioni professionali. I principali direttori dei giornali, in parte finanziati dallo Stato, guadagnano anche loro milioni di euro all'anno. Questi i numeri. Ma gli italiani, gran parte degli italiani - questi lestofanti che non meritano di paragonarsi neanche al più babbeo dei componenti della  Banda Bassotti - si indignano se un parlamentare guadagna 5.000 euro al mese,  se il Presidente della Repubblica, che è capo dello Stato, capo della magistratura e capo delle forze armate,  guadagna poco più di 200.000 euro all'anno (immagino lordi); si indignano se Massimo D'Alema, uno degli uomini di potere italiani più influenti nel mondo, possiede in leasing una barca a vela, che potrebbe magari pagarsi con i diritti d'autore dei suoi libri (che nemmeno pubblica con Mondadori...). Peggio ancora, a fronte di finanziamenti diretti e indiretti alla chiesa cattolica per miliardi di euro, usati anche per dirigere il consenso a favore dei partiti e dei politici più manigoldi, gli italiani si indignano per il finanziamento di poco più di cento milioni di euro all'anno ai partiti, sotto forma di rimborso elettorale. Che popolo di teste di cazzo!

Ps: Marco Travaglio dato per sicuro per la carica di allenatore della squadra maschile  di indignazione acrobatica, che parteciperà alle prossime olimpiadi.

giovedì 15 marzo 2012

Nuovo epis odio della saga Gian Paolo Serino (richiestissimo)

Foto d'epoca di un convivio tra critici e scrittori. Ha ragione Pietro Citati, erano meglio quelli di una volta.


Di nuovo Gian Paolo Serino?! Mah...

Ieri se l'è pigliata  con Loredana Lipperini, una delle socie di maggioranza del circo dei blog letterari, dove più che altro  si fanno  acrobazie indignatorie, promozioni e autopromozioni. In questo caso si tratta di tutte e tre le cose insieme.  Per via che Serino rende pubblico uno pseudonimo della Lipperini, che sarebbe Lara Manni, adducendo naturalmente che non è scandalizzato dal fatto che ella abbia uno pseudonimo, figuriamoci, ma dal fatto che ella si sia autopromossa dal suo posto di lavoro, che è la Rai, un'azienda pubblica dove queste cose non avvengono di certo...  Ancora una volta mira alle gambe (delle donne), Serino. Prima Avallone e Murgia, poi Baresani, Policastro e Lipperini; e ancora una volta rivela la mancanza di stile, di concezione critica, di dominio della questione generale.

La  questione generale è che i critici dovrebbero spiegare ai lettori perché certi libri sono da leggere e altri no, se possibile senza nemmeno nominarli, ricollegandosi a chi li ha preceduti nell'esercizio critico, adoperando un linguaggio chiaro.  Quando invece si fa pressione affinché si legga o non si legga un libro, come fanno i principali blog letterari e come fa benissimo Serino, si fa marketing, parola diabolicamente vicina a marchette, che tanto piace al critico barese comasco, che, bisogna ricordarlo,  ha il merito di essere appena stato rinviato a giudizio per estorsione ai danni di una ragazza (la TATTICA è TUTTI COLPEVOLI? Il più pulito ha la rogna?). Magari si fa viral marketing, o meglio, caciara-marketing; come fa per esempio Beppe Grillo, che del resto in Italia è il maestro dei girandolai, di chi non avendo idee cerca di imporle agli altri, e le cambia spesso, per la gioia dei suoi altrettanto insensati seguaci  (adesso pare abbia almeno 2 milioni di voti, il comico in declino; pari a una quarantina di deputati, con la legge attuale, che però, secondo me, gli cambiano sotto il naso... ciononostante, insinuo, nel sistema politico italiano i voti  sottratti a un competitore valgono oro anche quando non ottengono rappresentanza parlamentare... sono robe che ho visto coi miei occhi) 

E il caciara-marketing  si fa anche parlando male, Serino, anche denunciando questo e quello di non avere etica (senti chi parla! Ma con che faccia?), drammatizzando la vicenda letteraria italiana attorno a vari manipoli di autori e critici che assai probabilmente non lasceranno tracce di sé, se non nei registri delle banche dove tengono i loro  conti correnti. Non sfugge a nessuno, infatti, che agli italiani i furbetti piacciono, che più si è sfacciatamente furbi più ti vengono dietro (o ti vengono da dietro, non ricordo). Ai presi di mira da Serino, colpevoli soltanto di sottomissione alle gerarchie, di concorso in cooptazione, al massimo di abuso d'ufficio - malcostumi o piccoli  reati che agli italiani stanno indifferenti - non parrà il vero di essere denunciati da uno peggio assai di loro, un critico  girandolaio, adesso evenutuale estorsore e ricattatore: risulteranno sempre lindissimi, rispetto a lui, e saliranno, saliranno, saliranno...  In questo senso c'è da aspettarsi che nel frattempo le persone prese di mira da Serino negli ultimi anni abbiano aumentato le vendite di brutto, abbiano stretto nuove alleanze, si siano assicurati prebende e premi futuri, abbiano occupato posti stategici 'n gopp  'O Sistema editoriale italiano, abbiano firmato vantaggiosi contratti, in specie giornalistici, scalato cattedre universitarie. Resta loro da contendersi il posto di allenatore della nazionale di indignazione acrobatica, che quasi certamente parteciperà alle prossime olimpiadi (posto che però è da tempo opzionato dalla drammaturga spagnola  Conchita de Gregorio).

Insomma, uaglió, il mio sospetto è che Gian Paolo Serino sia il più furbo di tutti, che sia in definitiva lui  il capo dei furbetti dell'inchiostrino che finge di stigmatizzare; che stia per lanciare addirittura un'offerta pubblica di acquisto (un'Opa, Matt, no una Topa...),  sulla fabbrica di questo sempre più richiesto  inchiostrino, una roba marrone liquida che in un'epoca seria sarebbe invendibile... e pure inannusabile. 

La dico grossa: azzarderei a dire che Serino è in combutta con le sue vittime. Come  spiegare altrimenti il fatto che ancora non è stato querelato? Non a caso propaganda da tempo l'immateriale associazione a delinquere di stampo immaginario, Serino; della quale,  secondo me, è il fondatore. Praticamente un genio. Ne sentirete parlare. Non è una minaccia.

Presto la seconda puntata del Simenon sui navigli.

Post e  autore del post poco corretti.


mercoledì 15 febbraio 2012

Sanremo primo giorno (l'Italia è sfatta, ora bisogna disfare gli italiani)

Rocco Papaleo For President: fatte le debite proporzioni, è il primo degno erede di Massimo Troisi

Celentano che se la piglia con i giornali cattolici che fanno politica, tutti i torti non ce li ha mica (in ogni caso, Prisencolinensinainciusol è ancora ol rait, 40 anni dopo...). Però, il prete all'occhiello del comico in declino, portato  a esempio di  virtute e canoscenza, politica non la fa? Celentano gli è distratto: a me mi pare che Don Gallo faccia solo politica (male almeno quanto gli altri). Mi sbaglierò... 

Continuo a non capire chi obblighi certi artisti supremi a occuparsi di politica, ché quando lo fanno non vanno oltre il qualunquismo (comunque peggio dell'esaltazioone di casa Savoia, penosamente e pazientemente sorbita lo scorso anno,  non c'è verso fare; neanche può vincere una canzone più insulsa di quella dell'anno scorso). Il fatto è che facendo i finti tonti si aggiunge caos a caos, che si tende ad aumentare la sfiducia verso le istituzioni, a partire dalla Corte Costituzionale. Mi viene il dubbio che la società caos sia una SPA quotata in borsa, o tante società quotate in borsa,  borsa che guadagna in proporzione all'aumento del  tasso di sfiducia. Politicamente è una borsa socialista e nazionale, BORSA NERA, anzi NERISSIMA... la cantante, sempre  bravina, è invece Dolcenera, il cui nome spero non alluda alla politica (ma, visti i tempi, il dubbio è bene avercelo...). Infatti, gratta gratta, sono tutti socialisti. E ti viene da tirare un sospiro di sollievo. Ma gratti ancora di più e li scopri nazionalisti, terribilmente nazionalisti,  a volte, e auguriamoci non tragicamente, perché la somma di socialismo e nazionalismo  fa 4 precisi... Comunque sia,  al di là dell'arte retorica, il mio è solo un dubbio, perché non sono dietrologo (ma neanche appianologo...). Forse la cosa è più semplice: ci sta che si mettano dalla parte dei burini, i protagonisti dello showbusiness (compresi gli showriters...), perché i burini comprano un po' di tutto, invece i non burini non comprano un cazzo, né vanno ai concerti, al cinema, a teatro, in libreria... (apriamolo il dibattito: che cazzo fanno i non burini?)

Il festival in generale, senza dubbio alcuno,  l'ha vinto la immensa  classe di Rocco Papaleo (non burino).  Il modesto festival canoro, invece,  mi sa che l'ha vinto Pierdavide Carone, il ragazzino diretto da Lucio Dalla. Però io ci ho una certa età, e gli preferisco  la tardona   Chiara Civello. Sfortuna per lei... infatti, se la preferisco io... agli italiani che votano, in media abbastanza burini,  non piacerà di sicuro...


venerdì 13 gennaio 2012

Che paese di poveracci!

Giornalisti e scrittori che analizzano i fatti rispettando la propria deontologia, e, sopra di tutto, il buon senso.

Non sto a dire che anche oggi si conferma l'assenza di razzismo in questo paese, nel quale i giornali on line stamattina riferivano che colpevoli per l'omicidio del povero vigile urbano di Milano, Niccolò Savarino, sarebbero due cittadini di etnia rom, uno italiano e uno tedesco. 

Sottolineare l'etnia a che pro? Quello di vendere qualche copia in più? Lo fanno, prevedibilmente, Il Giornale e Libero, sui quali - nonostante la notizia sia stata smentita dalla Magistratura, come peraltro riporta lo stesso Libero -  si è subito  scatenato l'odio dei lettori commentatori, che invocano come minimo la pulizia etnica... Ma  anche il Corriere della Sera rimarca sull'etnia... E anche l'Unità (che, dispiace per chi ci lavora, ma  prima chiude meglio è anche per il PD...)

Mi soffermo invece su un'affermazione contenuta nella pontificata odierna su Repubblica (qui) del grande inquisitore Roberto Saviano, che sembra aver  stabilito un nuovo fantastico reato, contiguità culturale con chi delinque. Evito di commentare il delirante articolo liberticida, se no mia  moglie dice che mi piace vincere facile. Dico solo che meno male questo paese è governato da gente che ha studiato legge, e non lettere. Perché se governassero quelli che hanno studiato lettere, come Roberto Saviano, si diventerebbe alla svelta una dittatura giudiziar-popolare, coi processi in piazza. E temo con le esecuzioni in piazza. Non so, uno così una volta veniva ben presto definito fascista e isolato. Ora ha milioni di seguaci e fa il guru nei giornali di sinistra. Per me gli ènno tutti ringrulliti.



Ps: per completezza dell'informazione, apprendo da qui (clic) che a Saviano  hanno recentemente dato la laurea honoris in giurisprudenza. Ma che abbiamo un'Università di merda, su misura per il paese di poveracci di cui sopra, per me  non è una scoperta di ora...

lunedì 27 giugno 2011

Una modesta proposta da Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti contrariato nell'istante in cui ricevette la proposta di dirigere Il Giornale

Il Giornale, in occasione degli svaghi estivi, regala ai lettori DVD con fiction ricavate da importanti racconti o romanzi del passato. Per domani è annunciata la puntata  tratta da  una breve opera del parroco  J. Swift,  scritta nel 1729,  Una modesta proposta,  mirata a impedire che i bambini irlandesi siano a carico dei loro genitori o del loro paese, e mirata a renderli utili alla comunità. In questa proposta, scritta da  Swift proprio per  talenti come Alessandro  Sallusti,  che in questo DVD ne è l’interprete principale, il direttore  interpreta la parte di un benestante giornalista che mangia i bambini poveri, e che, mentre li mangia con gusto, spiega le sue ragioni, a partire dalla tenerezza della carne dei più piccoli, invitando tutti a fare come lui per il bene del paese, ma, sopraditutto, per il bene dei piccoli.  Del resto si eviterebbe loro anche il rischio di essere molestati e arrecare danno alla chiesa cattolica per colpa delle mele marce.

@Larry Svizzero

Epistola prima a Beppe Grillo

Intervento chirurgico poco riuscito

Raccontuccio. Siamo in un ospedale. C'è aria di rivolta. I malati cospirano per i corridoi, applaudono qualunque dottore specializzando che passi, si chiudono nelle stanze, nascosti a parlare per ore. I più rifiutano le terapie dei primari, vogliono dottori giovani, si accontentano anche di infermieri civili, ma di quelle carogne dei professori della vecchia casta non ne vuol sapere niente nessuno. Dalle sale operatorie (no cospiratorie) entrano ed escono infermieri e portantini. A volte si sente gridare. Girano elenchi dettagliati di presunti errori chirurgici degli oligarchi, pubblicati sul giornaletto sindacale dell'associazione malati LO STRAFATTO SETTIMANALE (Di Pietro o Borghezio? O pari demerito?). Bisogna fare qualcosa. Chi deve operare chi? Come? Chi comanda? Chirurgia diretta! Deve decidere il popolo!! Primarie del popolo!!! I chirurghi, gente sorniona,  sono meravigliati   da questa nuova chirurgia diretta; non capiscono come si possa operare senza essere chirurghi, hanno maturato curiosità, ma anche scetticismo: se ne presentano solo due, e non tra i migliori. Si presentano anche tre giovani dottori specializzandi, carini, un centralinista calvo, il presidente della cooperativa portantini, tre malati cronici, e, infine, la candidata più popolare e temuta, la cassiera del bar, Chiara, una bella signora biondo-irriverenza che quando batte lo scontrino a un qualunque chirurgo, urla sempre al barista, in romanesco: " A Fra', 'n cappuccino e 'na brioscia ar macellaio! ". Si è votato. Partecipazione altissima. Le primarie sono andate come dovevano andare: i chirurghi sono arrivati ultimi, appena dietro ai ggiovani... hanno pigliato la loro roba e se ne sono iti nelle loro cliniche private, appena scuotendo la testa. Nel popolo l’entusiasmo è al massimo. E' finalmente venuto il tempo del popolo, è venuto il tempo di Chiara, che aveva scaldato l'elettorato con lo slogan " Nuove terapie e nuovi interventi chirurgici per tutti! ". Gli elettori fanno cagnara nelle corsie, bevono, cantano, abbracciano, pippano di tutto estraendo liberamente dall'armadietto della caposala. Chiara, anche in collegamento diretto con il popolo che Hanno Zero, prima di prendere il suo posto ha fatto un commovente discorso di ringraziamento, sempre in romanesco, finendo con una sibillina frase che amplificata dagli schermi tv ha fatto riflettere il paese intero: “ AMMAZZETE QUANTO SEMO STRONZI!!! “ E poi tra sé: “ Sì, a’mo vinto, ma mo’ chi opera?


Foto ricordo alla presentazione del nuovo partito SODL sala operatoria delle libertà


Il miglior chirurgo del popolo  degli ultimi 150 anni. Quello che parla credo sia il suo assistente


Post di Larry Svizzero

domenica 26 giugno 2011

Giorgio Clelio Stracquadanio Protettore del popolo operoso



Giorgio Stracquadanio  con una sua dipendente

Trovata l’agenda di Stracquadanio. La sua giornata tipo è così: si alza alle 08.00; non si sveglia prima delle 12.00; alle 13.00 fa il comunicato stampa sulla prostituzione lecita in politica; alle 15 va in tv a spiegare che è stato frainteso, che comunque dopo verrà legalizzata anche la prostituzione di una volta; alle 16.00 fa un riposino fino alle 19.00; alla 19.15 batte, batte, la dichiarazione sul fatto che quelli di sinistra non fanno un cazzo dalla mattina alla sera; alle 19.30 telefona a B per domandare se c’è fica per la serata; alle 20.00 va a mangiare al rignorante; alle 21.00 a molestare ospiti in uno studio tv, oppure a fare rutti al corso di bon ton tenuto dal ministro Brunetta; per finire, va al solito festino, da culo flaccido, a non fare sesso a migliaia di euro a botta con le ospiti, che tanto paga il noto peneficatore, il quale, si sa,  lo fa per penerosità, perché in fondo in fondo è uno che ama l’umanità, come si dice, un ficantropo.



Giorgio Stracquadanio  ai tempi della sua prima ditta, in società con una allegra signora romana



Copy Larry Svizzero

sabato 25 giugno 2011

Luigi Bisignani chi?

persone bisognose che fanno anticamera da Luigi Bisignani

Non capisco come Luigi Bisignani, uno con addosso una sola condanna, peraltro lieve, possa avere tutta quella reputazione.

Larry Svizzero

venerdì 24 giugno 2011

Onore a Lele Mora

 protesta davanti a san vittore da parte di un  gruppo di  penefattori e ficantropi, protettori e utilizzatori finali delle  showgirls di Lele. Sotto l'ombrello si intravede uno che di giorno fa anche lui uno dei  mestieri più antichi del mondo, il Presidente del Consiglio.

Ulti Mora: Un plauso a Lele Mora, il quale dal gabbio ha coraggiosanamente dichiarato che se ha fatto reati è giusto che paghi, che non ha paura di finire per anni in parlamento.

Larry Svizzero, che sempre ringrazia il cugino per l'ospitalità

mercoledì 22 giugno 2011

Loredana Lipperini è libera (di restringere il concetto di libertà?)

rieducatori di commentatori scorretti in moderazione

Già sulla tazza del cesso, quasi tutte le le mattine, da quando successe il fattaccio che fui censurato nel suo blog, mi interrogo sul fatto se ho qualcosa da dire a Loredana Lipperini, ché glielo dico da qui e non sto a disturbarla a casa sua. Di solito non mi viene nulla. In mente. Stamattina sì.

Confesso che girovagando girovagando, dato che notoriamente non ci ho un cazzo da fare tutto il giorno, qualche volta ancora entro nel suo negozio centrale, anche se mi astengo dal commentare, a parte una sola volta, un commento appena appena sarcastico, che fu pubblicato, ed è ancora lì. Ci vado, nella nota boutique,  perché a volte vi si incontra ancora gente in gamba. Per esempio l'altro giorno c'era un commento bello di una giovane critica e scrittrice notoriamente aristocratica, la raccontessina  Gilda Policastro, in questo post che si intitola appunto Libertà. Ci vado per vedere di che  si chiacchiera e quali sono i modelli ultimi della collezione scrittori a go go  primavera estate 2011. Ultimamente va molto la tinteggiatura di libertà, la libertà di qui la libertà di là. Essa - per la paladina degli scrittori oppressi dalla crisi e dal governo, che non riescono più  a pubblicare fino alla fine del mese  e devono farsi aiutare dalla famiglia, dalla famiglia, dalla famiglia - consiste principalmente nel cacciare dalla bottega chiunque si mostri avverso alle tesi principali degli articoli e alla ristretta mentalità della  comunità di commentatori abituali (se si fa per uso personale, lo sanno tutti, non è reato, purché in modica quantità). Ieri vi fu buriana abbastanza.  Infatti stamattina la Lipperini, sempre a proposito di libertà, ci propina la sua perfetta sintesi: " Un’avvertenza: per alcuni giorni i commenti al blog saranno tutti moderati, e potrò renderli visibili in modo non continuativo, purtroppo.  E’ la seconda volta, in sette anni, che avviene nella storia di Lipperatura, e questo vi dà l’idea della situazione. Pazientate ". Moderati vuol dire che passa solo quello che vuole lei. Insomma, vuol dire CENSURA. Che prima faceva solo togliendo i commenti che non le garbavano, ma almeno evidenziandosi come censora, perché prima apparivano poi puff...

Da quando c'è internet, a proposito di libertà, si propaganda che la comunicazione è più facile  e queste palle qui, che internet sostituisce le piazze evvia evvia. Con il cazzo che è così. Quando io andavo in piazza, ancora bimbetto, c'era tanta gente che odiava i capelloni, i comunisti, i fascisti, le femministe, gli zingari, i vagabondi, i froci, ma nessuno si sognava di dire da oggi, per alcuni giorni, sono costretto a non fare entrare in piazza i froci o chi altro! I fascisti facevano le spedizioni punitive e menavano, ma poi erano loro a  dover scappare  dalla piazza per andare a nascondersi (per altro di solito le pigliavano...). I comunisti più idioti mettevano a volte il servizio d'ordine all'ingresso della casa del popolo (sopraditutto quando arrivarono gli extracomunitari,  che effettivamente rompevano un po' il cazzo facendo risse non solo fra di loro e maneggiando coltelli e roba in questa maniera): peccati veniali... Più chiaro di così non posso essere.

L'articolo di stamattina di Lipperatura si intitola Piccole Patrie, e contiene  un articolo del filosofo Remo Bodei, il quale si interroga sulla incapacità di stare insieme degli uomini nell'epoca della  globalizzazione. L'articolo abbastanza banaletto del rispettabile filosofo  finisce così: " Il grande paradosso odierno è, appunto, che quanto più il mondo tende ad allargarsi e ad integrarsi, tanto più sembra che a queste aperture si reagisca con chiusure dettate dalla paura e dall´egoismo, con la rinascita di piccole patrie ". Piccole patrie, si dice, piccole patrie,  nelle quali l'ingresso non è libero a tutti, come una volta in piazza,  ma moderato dalla difensora della razza letteraria pura, Loredana Lipperini (che mi sa che non ha capito tanto l'articolo di Bodei che lei stessa ha pubblicato...).

«Un uomo, che fosse solo nell'universo, non avrebbe nessun diritto, ma avrebbe degli obblighi».  (Simone Weil, 1943)

martedì 21 giugno 2011

Arrestato Lele Mora - Governo saldo


immagine scabrosa porno di assistente omosex di Lele Mora che lo massaggia proprio in quel punto
Arrestato Lele Mora? Si vede che siamo ancora in una fase interlocutoria: il padredimarina non è ancora finito. Quando vorranno colpirlo definitivamente, arresteranno Santoro e Travaglio.

Copyright Larry Svizzero