diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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domenica 15 gennaio 2012

Esperimenti di nuova democrazia giudiziaria in Nazione Indiana

 Simpatico momento di pausa durante la riunione in corso della Suprema Corte Indiana. Al centro il  riservato Presidente della Corte (dovrebbe essere Helena Janeczek)

Nella riserva di democrazia culturale evoluta  Nazione Indiana, si sta svolgendo un processo dove mi fanno l'onore di essere  l'unico imputato. Il post si chiama, assai carinamente, Seminatori d'odio, e si trova facendo clic qui. Mi sembra di aver capito che in quella salvifica Nazione, secondo le sempre più novative e fantasmagoriche concezioni  giudiziarie, il diritto dell'imputato è limitato, essendo che quello che dice il procuratore è la VERITA'. Questo, del resto,  è più o meno l'insegnamento di uno dei loro principali guru, Roberto Saviano, che spesso si appoggia sul DOGMA  " come dimostra l'inchiesta "... Ma una volta, cari indiani, quando c'erano le leggi vecchie, e quando gli intellettuali  leggevano  Kafka e Dostoevskij (e Foucault), l'inchiesta non dimostrava un bel nulla...

Il seguente è il post autodifensivo,   ancora al vaglio della corte indiana; con  qualche estemporanea aggiunta appena fatta:

(secondo tentativo di autodifesa nel PROCESSO: ieri sera lo stesso testo non è passato, ma penso, come dice l'ottimo architetto Gianni Biondillo - al quale vanno anche i sinceri rallegramenti per aver vinto il Premio Scerbanenco -  che ci dà la possibilità di fare questo democratico confronto, sia una questione di apparati. Tecnici)

Per ora grazie alla direzione di Nazione Indiana per aver sbloccato il precedente  commento, rimasto però a bagnomaria per troppo tempo. Lo metto qui, se no al centro come era rimasto non lo legge nessuno ( rimango dimissionario, ma spero mi sia consentito commentare questo post, dove l’UNICO aggredito sono io):

" Giusto per dire chi è l’autore dell’enunciato ritenuto criminale da Marco Rovelli, enunciato estratto dalla discussione del primo link a fondo commento, nella quale Larry Massino non fu affatto fuori tema, e nella quale aveva capito benissimo che l’articolo era del sociologo Marco Revelli (tanto da opporgli un ragionamento di un suo pari per ” autorevolezza “, Emanuele Macaluso), ma dopo alcuni infruttuosi commenti, per niente fuori tema, cercò di sbrigarsela perché riteneva poco interessante discutere con Marco Rovelli, la cui enfasi No Tav – e movimentista in genere – ritiene politicamente immatura, diciamo così, in termini dogvelliani, alla Tom Edison Jr.

http://www.nazioneindiana.com/2011/07/03/la-ragione-dei-barbari/

Veniamo ora al procuratore @Rovelli:

ma davvero credi in quello che scrivi? Non ti ricordi di aver definito FUFFA ciò che avevo scritto io? E di aver definito ad minchiam il paragone di Emanuele Macaluso, una persona autorevole non meno del rispettabilissimo Professor Marco Revelli? Davvero andando a leggere il thread dall’inizio non si capisce che l’aggettivo BECERO era riferito al tuo disprezzante modo di argomentare e non al fatto che con te si può discutere in modo becero? Mi sa che non sei un uomo di mondo… se tu avessi fatto i normali tre anni di corso dagli ermeneuti di Cuneo non incorreresti in questi incresciosi incidenti interpretativi. Il fatto è che tu, come capita a tutti (a me quasi mai), ti stizzisci e aggredisci ad personam quando qualcuno difende posizioni che non ti garbano. Io in quel contesto difendevo la posizione della sinistra istituzionale, quella del PD, per intendersi bene, al quale partito si riferisce il giornale su cui hai pubblicato il tuo pessimo articolo (confermo quello che ho scritto ieri sul mio blog: dispiace per chi ci lavora, ma a questo punto prima chiude e meglio è anche per il PD). La cosa peggiore del tuo articolo è che hai ristretto il passaggio in modo davvero mal(destro). Il passo intero è il seguente:

" Non mi ero accorto che l’articolo era dell’esimio Accademico Marco Revelli. L’avevo banalmente confuso con Marco Rovelli. Con l’Accademico Revelli non mi va di polemizzare in modo becero, perché ha una posizione a mio avviso sbagliata, ma metterglisi contro vuol dire ponderare e ponderare, che ora, per quanto mi sforzi, non mi viene " (in corsivo neretto la parte omessa).

Aggiungo che c'è un altra incongruenza, nell'articolo diffamatorio nei miei confronti  pubblicato dall'Unità (la diffamazione a  mezzo stampa è a tutt'oggi un reato): Bertante scrive nel suo sgangherato articolo che si tratta di 50 commentatori dei blog letterari (falso!); tu, citandolo, dimentichi che lui si riferiva ai blog letterari, che peraltro elenca, e  scrivi che si tratta di " cinquantina  troll – disturbatori della comunicazione in rete – " (saranno di più, molti di più, ma io non lo so, perché internet mi interessa poco),  poi te la prendi con uno solo...  che però non è affatto un sabotatore, ma una persona che intende, in vari modi, fare critica dei processi culturali in corso. Insomma, volevi VENDICARTI  per le critiche che ti ho fatto dal mio blog, e per le critiche che faccio alle varie iniziative culturali della quali fai parte, da Generazione TQ alle Classifiche Dedalus. Questo è.

Larry Massino (no missino)


Link al post su antica  disputa tra  Marco Rovelli e Larry Massino, dove si espresse l'amico del contendente Marco Rovelli con il nick Vick La Rosa, che definì Larry Massino ANTROPOLOGICAMENTE INSOPPORTABILE (clic)

ULTIMORA: SPAL-TARANTO 0-0

sabato 7 gennaio 2012

Alessandro Bertante e il pollaio oclocratico: non c'è niente di più plebeo che pigliarsela coi plebei

 plebe livorosa che si esercita nella bassa insinuazione

Insomma, non è che uno la mattina si alza e scrive quello che cazzo gli pare a lui! Esistono anche i fatti veri... Mi riferisco all'articolo insultante dello scrittore  Alessandro Bertante contro i commentatori dei blog letterari, uscito ieri sul supplemento letterario del Fatto Quotidiano.  

Come avevo previsto discorrendo con amici, si in fiamma la polemica contro i commentatori. Si in fiamma la polemica e si estraggono le armi pe santi, ricorrendo addirittura alla stampa nazionale (tricolore?) per ulteriormente attizzare la fiamma. Per rispondere bisogna per forza estrarre le armi pen santi.
 
Succede che per fatti mii - che non sto ora a rispiegare - da quasi due anni faccio commenti su alcuni blog letterari, più o meno gli stessi che elenca Bertante nel suo articolo (che chissà perché dimentica i civilissimi Minima & Moralia, La poesia e lo Spirito  e La dimora del tempo sospeso) . Non sono e non sono stato un commentatore pacifico, di quelli elogiativi per forza (che d'altra parte quasi sempre rendono ridicolo l'oggetto dei loro elogi, facendomi spesso pensare che  fanno ciò in modo malizioso, che alla fine alla fine  siano loro i veri troll). Per quanto mi riguarda ho cercato di esercitare, sempre nei limiti della buona educazione e di una certa leggerezza,  la libertà critica che dovrebbe, ribadisco dovrebbe, essere elemento fondante di ogni cultura (essa stessa  necessita per sua natura di essere sempre messa in discussione). Ho semplicemente esposto tesi avverse a quelle degli articolisti, non senza captare l'attenzione di persone per niente represse e per niente preconcette nei confronti di nulla. Quindi mi sento tirato in causa in prima persona.

Vediamo cosa dice esattamente lo scrittore e critico Alesandro Bertante. 

1) " Sono cinquanta, si conoscono tra loro e si odiano ". Sono invece molti di meno, del resto in gran parte spariti negli ultimi mesi, causa irrigidimento censorio da parte dei tenutari, che hanno cacciato anche meritevoli artisti come Sergio Maria Cerruti, ovvero il capo della scuderia Immondizie Riunite (su Nazione Indiana, dove tra l'altro era stato anche un articolista, vale a dire introdotto da un componente della tribù,  come usa lì, lo scrittore Gianni Biondillo, che tuttavia, nella fase della cacciata, non mosse un dito; fu invece causa delle mie dimissioni come commentatore, questa censura,  secondo me inaccettabile, stante la qualità intellettuale  degli  interventi satirici che indispettivano i componenti più impegnati della riserva, come Andrea Inglese e Marco Rovelli). O sono spariti causa  noia, perché gli articoli sono a mio modesto parere di molto peggiorati negli ultimi tempi, non  ne so spiegare la ragione.

2) " Insultano, minacciano, s’azzannano e soprattutto sono convinti che dietro ogni scelta editoriale ci sia il fiato nero di una consorteria di potenti a loro ostile ". A me non pare che le cose stiano così, che questa sia solo una generalizzazione, in quanto tale intellettualmente squalificata. Mi risulta invece che i commentatori qualche volta avversi agli articolisti tendano soltanto a mettere in discussione la fragile impalcatura del rito letterativo patrio, sulla quale questi portatori sani di cultura di cui Bertante fa evidentemente parte sembrano stare così bene (ma non così tanto, se ancora pochi mesi fa lo stesso Bertante, dopo essere stato escluso dalla cinquina dello Strega, dichiarava inviperito: «...In realtà i voti sono bloccati, sono controllati, e il premio, quindi, è assolutamente prevedibile. Se a brevissimo non si cambia il regolamento, magari con una rotazione dei 400 Amici della Domenica, andrà a finire sempre così. Purtroppo, un premio prevedibile non è un premio interessante. Lo Strega, invece, dovrebbe essere un premio in cui vengono premiati i libri»  forse convinto che  dietro ogni scelta editoriale ci sia il fiato nero di una consorteria di potenti a lui ostile... oppure ostile alle sue preferenze letterarie.

3)  " Da quasi un decennio questi cinquanta valorosi impediscono che nasca un serio dibattito letterario in rete, inquinando il lavoro di molte persone oneste e preparate (e penso a Nazione Indiana, Lipperatura, Vibrisse, Sul Romanzo, La parole e le cose, Satisfiction, Scrittori precari) che stanno faticosamente cercando di creare nuovi luoghi di autorevolezza critica ".  Quindi abbiamo capito di chi è la colpa, in Italia, se non c'è autorevolezza critica... Colpa dei commentatori nei blog...  In ogni caso non è dei letterati espressione di questi blog, che non vanno oltre la difesa di quanto producono loro, o loro numi (per non fare nomi Roberto Saviano, Wu Ming, Romano Luperini), oltre rivendicazioni di impegno sociale di impronta generazionale, specie gli autodefinitisi lavoratori e lavoratrici della conoscenza, quelli  della  generazione TQ; o a nuove epiche autolegittimanti che tendono a mettere in primo piano ciò che fornisce il mercato, narrative  nuove quanto il mio scroto, dagli stessi Wu Ming a Roberto Saviano; o da analisi di questo tipo,  di Daniele Giglioli  " come se fossimo così traumatizzati dall’assenza di traumi reali da doverci costringere a inseguirli ansiosamente in ogni situazione immaginaria possibile "... Io penso che la colpa della mancanza di autorevolezza critica sia da attribuire al fatto che c'è poca continuità con le vere voci critiche del recente passato, penso a Pampaloni, Garboli, Manganelli, altri potrebbero aggiungere  Fortini e Sanguineti; o alle non poche voci critiche presenti in ambito letterario,  Goffredo  Fofi, Gianni Celati, Alfonso Berardinelli Massimo Rizzante, Emanuele Trevi, Gabriele Frasca, per fare solo pochi nomi, che si esprimono in maniera calibratissima (temo non troppo a favore di Bertante e soci) sono sommerse dalle tante voci autocelebranti non per  caso allergiche al contraddittorio.

4) " In nome di una bizzarra interpretazione del concetto di libertà d’espressione, i cinquanta valorosi si distinguono per l’astio e per la spontanea tendenza alla bassa insinuazione, sempre riferita a questioni private dell’autore preso di mira. Difficile che parlino del contenuto, spesso lo ignorano apertamente, rivendicando questa loro scelta in modo sdegnoso ". Questo succede, ma spessissimo al contrario... vale a dire che i commentatori vengono infangati e calunniati dai tenutari. A me è successo con Loredana Lipperini, come già spiegai qui  nel blog clic;  del resto lo sanno tutti, in rete, che da un certo punto in poi ella censura le persone avverse alle sue tesi o a quelle degli scrittori per i quali parteggia (Wu Ming e nuovi epici). I commentatori astiosi ci sono, intendiamoci, ma non sono quelli abituali: fanno qualche commento e spariscono, perché in genere  trovano poca sponda.

5) " Ma ciònonostante s’esprimono con una violenza verbale sconcertante. I più cattivi e i più laidi sono anonimi, ovvero si nascondono sotto diverse e mutevoli identità, con le quali partecipano contemporaneamente al tafferuglio. Perché la rete è l’unico luogo del vivere civile dove l’insulto anonimo sia considerato sintomo – sgradevole ma certo dinamico – di democrazia e non un’infamia come da qualsiasi altra parte ". Non è vero nemmeno questo: ancora una volta posso testimoniare che l'insulto proviene più spesso da parte degli articolisti, o da loro fiancheggia tori. C'è poi un altro fenomeno, nelle discussioni che si generano nei litblog: quello dei commentatori più o meno fedeli alla linea che maltrattano i nuovi venuti; ce ne sono pure di quelli che arrivano improvvisamente, appunto inventando nomignoli, per insultare chi mantiene una posizione critica verso le tesi o le opere degli articolisti, come sempre più spesso avviene sul blog Le Parole e Le Cose  (ovviamente non per colpa dei gestori, anch'essi incapaci di gestire l'increscioso fenomeno).

6) " Per loro non esiste più nessun valore letterario condiviso ma solo mafie e raccomandazioni, favori e reciproci servilismi. Non esiste un canone estetico ma tutto è confuso in un calderone di provocazioni, ripicche e frustrazioni mai risolte. Si commuovono solo di fronte alla piattezza dell’orizzontalità, quella desolante mediocrità che ha concesso anche a loro di avere una voce. Ma sullo sfondo è facile riconoscere il ben noto linguaggio qualunquistico dell’Italia gretta e provinciale, quella deriva etica e civile che ci contraddistingue da anni e che è diventata oramai impossibile da sopportare ". Questa non la commento. Bertante sembra  riferirsi alle crescenti polemiche sul premio Dedalus, sempre più in difficoltà, del quale è anch'egli congiurato, le cui classifiche di qualità non vengono tenute in considerazione nemmeno dai blog letterari ai quali fanno in genere riferimento i grandi lettori. 

Per concludere (per ora): da commentatore, siccome sono testardo, mi sono studiato la questione bene, prima di espormi e esprimermi sugli articoli; per questo ho girovagato a lungo negli archivi, cercato di capire chi si esprime, sia come post attore che come comment attore, e con quali intenti. Credo di aver acquisito una certa competenza in materia per affermare che non è vero quello che Bertante afferma con tanta sicurezza. No,  Bertante non dice la verità, come sa chiunque frequenti i sempre più afflosciati  blog 2.0. Non dire la verità, nel contesto di un supplemento letterario comunque prestigioso,  non foss'altro perché diretto da Riccardo Chiaberge, equivale a farsi grossi coi lettori distratti della stampa quotidiana dicendo bugie (a proposito di autorevolezza critica, se ci fosse un'etica condivisa dovrebbe anche equivalere a  tirarsi la zuppa sui piedi...). Secondo voi il disinteressato scrittore Bertante a quale scopo lo fa? E perché non ha aperto la discussione su un blog letterario, cioè in una  sua sede naturale?

Ps: "
concordo con Gilda Policastro qui sopra. mi preme aggiungere che la quantità di persone moleste, livori e demenzialità assortite che infestano lo spazio commenti di ogni post non fa molto bene a “le parole e le cose”. in sostanza, tutto questo pollaio oclocratico formatosi di recente rischia di distogliere l’interesse dagli interventi (di qualità molto alta, in genere). l’adozione della censura, applicata con senno, mi sembra solo da elogiare.


Testo e autore del testo in fase di correzione
  
Francesco Marotta ha detto la sua nel suo blog clic


sabato 12 novembre 2011

Nuova censura da parte di Nazione Indiana (o fazione?)

 Anarchico indignato roso dal dubbio: non sa se andare a destra o a sinistra

Il tenenterubrica su Unità, nonché collaboratore del Manifesto e del litblog di sinistra movimentista Nazione Indiana (son movimentisti ma lavorano quasi tutti nelle università o nelle più importanti case editrici;  in più scrivono quasi tutti su  Unità, Manifesto, Fatto Quotidiano, Corriere della Sera e testate minori, a volte anche per la rivista del da me stimato Massimo D'Alema, ché quando lo dico da questi mi piglio delle inverosimili infamate... uno dei capi del rinascente socialismo europeo...), e per altro componente fondatore degli scrittori impegnati di generazione Tq - no D'Alema, ma quello di cui si parla in questo pezzo - oltreché essere stato leader del gruppo musicale degli anarchici che fanno le canzoni di lotta,    oggi cantante anarchico in proprio, per esempio a sostegno delle manifestazioni anti Tav, dove recalcitra al comando del progresso infinito (gli è reazionario? la canzone linkata gli è  reazionaria!), autore di canzoni se dicenti anarchiche che a me, che son progressista semplice,  'un mi garbano 'n nessuna maniera (nel settore cantanti anarco comunisti mi accontento dei vecchi Enzo del Re e Leo Ferré, curiosa assonanza), e più ne ha più ne immetta scrittore patentato anche da Feltrinelli, voglio dire, il celebrissimo  Marco Rovelli, secondo me l'ha fatta grossa grossa. Infatti comincia un articolo sul non sicurissimo avvento di Mario Monti alla guida della (a)nazione italiana - articolo dal chiarissimo titolo  il totalitarismo dell'era presente - paro paro al comunicato stampa che sullo stesso forse avvento ha fatto ieri il capo di Forza Nuova Roberto Fiore. Del resto l'articolo è tutto nell'inizio, il continuo sono porcherie senza fonte,  o generalizzazioni contro il sistema delle banche, che circolano nei siti ambigui se non apertamente complottisti come  Don Chisciotte, nel quale, detto en pus sant, Paolo Barnard si sta negli ultimi giorni esibendo dimostrandosi peggio, assai peggio del suo  nemico intimo Marco Travaglio (che è tutto dire...): non me l'aspettavo, ovvero, non volevo aspettarmelo, perché so bene che il controllo degli anti sistema, in Italia almeno, ce l'ha la peggiore destra, ne siano o meno coscienti gli autori di certi articoli; se andate a vedere bene,  alla fine alla fine i contenuti a volte apparentemente nobili degli anti sistema coincidono con gli interessi delle peggiori destre, che sono quelle autoritarie, identitarie, clerical-tradizionaliste   e  nazionaliste.


L'articolo di Rovelli comincia così: “ Siamo arrivati al capolinea. Adesso inizia un’altra corsa. A guidare l’aereo più pazzo del mondo c’è Mario Monti. Già international advisor di Goldman Sachs (il cui ruolo nello scatenamento della crisi globale è noto), e membro di Trilateral e Bilderberg, insomma il gotha del capitalismo mondiale “.

Il comunicato stampa di Roberto Fiore  è il seguente:  “ Il Parlamento Italiano sta in queste ore consegnando il Governo a Monti, uomo di Goldman Sachs e della Trilateral, rappresentante degli stessi poteri forti della finanza che hanno creato il dissesto economico mondiale e che speculano da anni a danno del popolo italiano

Ieri sera glielo ho fatto notare, all'anarco comunista Marco Rovelli, che le sue idee coincidono con quelle di un brutto ceffo come Roberto Fiore, mandandoglielo a dire attraverso il mio umile maggiordomo, dato che mi dimisi da commentatore del blog Nazione Indiana nei mesi scorsi, in solidarietà con Sergio Soda Star e la sua scuderia, censurati e cacciati per via che sfottevano, per altro con una classe senza pari, artisticamente parlando,  tra gli altri il permaloso  Marco Rovelli... in quei giorni seriamente impegnato nelle proteste contro i cantieri Tav, che però il giornale fondato da Gramsci  su cui tiene rubrica ritiene infondate, perché i capi del PD la Tav la vogliono. Insomma, gli è sempre un casino con questa cazzo di sinistra italiana... Va bene, che il suo articolo coincideva con quello di quell'altro glielo ho fatto notare in questa maniera, credo educata:

Il Maggiordomo di L.M.
Pubblicato 11 novembre 2011 alle 21:03 | Permalink
Il tuo commento è attesa di moderazione.
Dice di riferire che sembrate pensarla come Forza Nuova:
“Il Parlamento Italiano sta in queste ore consegnando il Governo a Monti, uomo di Goldman Sachs e della Trilateral, rappresentante degli stessi poteri forti della finanza che hanno creato il dissesto economico mondiale e che speculano da anni a danno del popolo italiano” fa sapere in una nota Roberto Fiore leader di Forza Nuova ”.
Giusto per dire…

Rispondette così:

marco rovelli
Pubblicato 11 novembre 2011 alle 21:51 | Permalink
Giusto per dire, capita che si creino curiosi corto circuiti. Che non hanno alcun significato. Se a voi basta, piuttosto che scendere nei contenuti – contentatevene pure. A vostro maggior rallegramento vi faremo pure il braccio teso.

Allora io entrebbi nei contenuti:

Il Maggiordomo di L.M.
Pubblicato 11 novembre 2011 alle 22:56 | Permalink
Il tuo commento è attesa di moderazione.
Dice di riferire che essendo egli un immobilista progressivo non può che essere contro il movimento, sopra di tutto quando non sa fare analisi che lo distinguano dai peggio fascisti che c’è in circolazione.
Però una proposta al movimento, la vuole fare: dite che non volete pagare i debiti fatti dai vostri padri a vostra insaputa. Giusto, incazzatevi, fate pagare loro. Ma nello stesso tempo dovreste chiedere allo Stato di alleggerire il debito tassando fortemente le vostre stesse eredità. Voglio dire, rinunciate a parte consistente dei patrimoni accumulati dai vostri genitori quando lo Stato accumulava il debito pubblico distribuendo risorse a favore del benessere generale, nonché della sopravvivenza dei governanti e dei partiti. Ipotecando un 25% del patrimonio delle famiglie, cari indignati del movimento, l’Italia diventa il paese più virtuoso del mondo.
Ps: Monti non è nient’altro che un esattore, lavora per conto dei creditori dell’Italia. Ma è disponibile a trattare con i politici più ragionevoli i modi per restituire ciò che è stato ricevuto in prestito. Solo che se non ci va bene questo, viene direttamente gli squali del fondo monetario internazionale… Dopo vienghino gli eserciti… temo.
Ps2: secondo lui, più a sinistra del PD, adesso, non ci è nulla. Per via che è l’unica vera struttura partito presente: il resto è leaderismo, più o meno pe(pe)ronista…
Ps3: per questa via rischiate di arrivare a dire che c’è il complotto demo pluto giudaico massonico…
Ps4: Rovelli, ma lei non scrive pure su Unità?


Allora lui, anarchico a quella maniera, ché gli anarchici alla libertà ci tengono, non solo alla propria,  altro non potette fare che scalciare, che lo sa fare bene:

marco rovelli
Pubblicato 11 novembre 2011 alle 23:47 | Permalink
Larry Massino, le dissi tempo fa che non l’avrei più gradita nei miei post futuri dato il suo atteggiamento insultante.
Lei peraltro aveva promesso di non farsi più vedere da queste parti.
Poiché lei non mantiene le promesse, le mantengo io.

Circa il tasso di atteggiamento insultante delle mie missive, lascio al giudizio dei pazienti  lettori e del signor  tempo, mi hanno tetto paziente anch'egli... Non senza dire, fuori dai denti, che gli intellettuali improvvissati sanno poco di tutto, ma di economia proprio zero.

Tralascio pure il fatto che qualunque persona ragionevole del mondo dovrebbe in queste ore festeggiare per la fine del fetentissimo, che mi sa che se si va avanti di questo passo si dichiarerà anarchico anche lui, anzi, il miglior anarchico degli ultimi centocinquant'anni. 

giovedì 12 agosto 2010