Vincenzo Cerami l’ha fatta grossa. L’ho sorpreso qualche giorno fa a fare gli esteriorismi sui in pubblico, precisamente sull’Unità, qui, giornale che una volta era più istituzionale e non permetteva che certe maleducazioni venissero fatte in faccia ai propri (e)lettori. Di che si tratta? Nulla, sul piano dei contenuti l’antico allievo di Pasolini fa un discorso sacrosanto sulla purezza degli artisti, novero al quale lui stesso, però, non appartiene più da tanto tempo, essendo già stato ministro ombra di sua Entità Veltroni, nonché sceneggiatore al soldo di varie produzioni filmiche di carattere meramente industriale e commerciale, a partire dall’orribile Pinocchio di Roberto Benigni, di cui è stato fino a poco tempo fa fornitore abituale di onesti luoghi comuni alla portata dei ragazzini, gli unici in grado di sopportare il fetore proveniente dell’odierna offerta cinematografica (se è per questo, a proposito di purezza dell’arte, Cerami è anco inventore dei manuali d’amore di Giovanni Veronesi). In buona sostanza, Cerami se la piglia con gli artisti che per andare incontro al vil danaro e al demoniaco successo tradiscono il dono della creatività che Dio ha fatto loro. Di chi parla? Non fa nomi. Ma è chiaro come il sole che scrive a qualcuno di preciso, fregandosene del fatto che le poste hanno negli ultimi anni di molto migliorato il servizio e fregandosene di disorientare gli onesti lettori di un giornale di tanta tradizione. Insomma, vista anche la non più giovane età dello scrivente, si tratta di pannoloni sporchi, che secondo il precetto popolare si dovrebbero lavare... lo dico perché secondo me anche comportamenti kamikaze come questo, compiuti dai più alti generali dell'armata della cultura, sono indice del degrado del nostro civile convivere, sorta di esibizione di macchine del fango esclusive, letteralmente esclusive perché non riguardano la totalità dei lettori ma solo una piccola parte in grado di interpretare il codice adoperato; macchine del fango per raffinati amatori, bolidi non alla portata di tutte le tasche, esibiti fondamentalmente per sfoggiare il proprio prestigio sociale.
A proposito di macchine esclusive e di prestigio sociale, auguri al film del figlio di Cerami, Matteo, naturalmente regista cinematografico per meriti sui propri. E, dato che ci sono, auguri anticipati anche al bel film della figlia di Veltroni, ormai prossima al diploma e al debutto di sicuro successo nel magico mondo del cinematografo.
