diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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domenica 18 settembre 2011

Epistola settima agli editori (fuorché uno)

 la Merkel indica la quantità di massa cerebrale contenuta nelle teste di certi suoi colleghi

Vi informo gentilmente che oggi ho aggiunto un nuovo tomo alla mia già volumignosa opera omnia: " Lo strano caso dello scrittore che trovava Angela Merkel più bella di Marina Berlusconi  ".

Non lo sto a mandare a Mondadori...

mercoledì 1 giugno 2011

Epistola sesta agli editori

Scrittore che festeggia la vittoria alla nuova lotteria

Stamattina ciò avuto un Satori. Dicesi Satori quando a uno, riflettendo  all’orientale sulla tazza del cesso, prima che gli viene quello che gli deve venire, gli vengono delle brillanti idee che poco dopo, guardandosi nello specchio mentre si lava i denti,  gli sembrano idee di merda. Invece la seguentemente descritta  è buona, contiene un meccanismo capace di risollevare le sorti dell’intera editoria italiana. Si tratta di questo: smetterla, editori cari,  di selezionare all’antica i libri da pubblicare, che si dura un sacco di fatica e non si guadagna un cazzo; cominciate a farlo mediante quotidiana lotteria, attraverso  il nuovo concorso GRATTA E PUBBLICA.

Primaditutto si eviterebbero gli incresciosi incidenti dei tempi recenti


Aspiranti scrittori che assaltano una grossa casa editrice,
Foto agenzia föradaiballpress.

Il concorso dovrebbe funzionare così: l’aspirante scrittore, o, in subordine, la madre di egli, o i parenti meno stretti, o gli amici, o, addirittura, i nemici più perfidi, si dovranno recare in libreria: facendosi aiutare dai Tom Tom e chiedendo in giro non è difficilissimo, a tutt’oggi,  trovarne una più o meno nei centri delle città e nei centri commerciali. Una volta inside, egli o essi, acquisteranno un qualunque libro, che darà diritto a uno o più tagliandi del concorso gratta e pubblica, che potranno anche essere acquistati a prescindere dai libri stessi, anche negli autogrill, che uno è sopraditutto quando guida e non cià altro da fare che li vengono le fantasie  di scrittore. I tagliandi, per mantenere un minimo di understated culturale,    dovranno contenere oltre alla striscia da grattare  delle scritte con  versi poetici o mini racconti. Lo stesso, l’annuncio che si è vinto o si è perso sotto la vernice dorata da grattare dovrà essere dato in versi primari prodotti all’uopo.  Naturalmente l’aspirante scrittore cialtrone, una volta grattato il tagliando vincente, al fine di far emergere le proprie doti, a volte nascoste nei più reconditi pertugi, sarebbe contento di essere coadiuvato, come ora, da efficienti scrittori veri tenuti a bada, a minor danno,   dalle case editrici, che hanno la nobile funzione di render minimamente commestibile l’opera di chiunque abbia da raccontare le proprie irripetibili avventure.     L’aspirante scrittore dotato di sacrificio o  di natura, pure, come ora, si impunterà  per non vedere sfigurato il proprio lavoro, battendosi in una lotta fratricida con i troppo superiori scrittori veri fatti scomparire dalla circolazione e abbadati dai pazienti editori.

Come vedete, la girandola industrial editoriale funzionerebbe perfettamente, e  le sorti dell’arte letteraria, grazie addio,  non ne soffrirebbero affatto. Al contrario delle casse delle librerie, che diverrebbero ben presto riserve di preziosi dobloni da spartirsi tra librai, editori e messaggiatori; casse  delle librerie che verrebbero rimpinguate ora per ora da inverosimili folle di sparuti aspiranti scrittori costà giunti in cerca di facile gloria, basta anche 15 minuti, giusto per provare il brivido senza intossicarsi. L’unico inconveniente, bisogna dirlo,  se uno gratta il tagliando massimo,  dovrà ciucciarsi la gloria per sempre, non ci sarà nulla da fare. Però, anche qui, sarà come adesso.

Epistola prima      http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2010/10/epistola-prima-agli-editori.html

Epistola seconda  http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2010/11/piero-ciampi.html

Epistola terza       http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2010/11/epistola-terza-agli-editori.html

Epistola quarta     http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2011/01/epistola-quarta-agli-editori.html

Epistola quinta      http://accademia-inaffidabili.blogspot.com/2011/05/epistola-quinta-agli-editori.html

venerdì 6 maggio 2011

Epistola quinta agli editori

andrea cambi e alessandro benvenuti in " me medesimo "


Volevo avvertire i gentili editori italiani, i quali avevo informato attraverso precedenti missive, che il tomo in preparazione all’interno della mia opera omnia “ Lo strano caso dello  scrittore che trovava Rosy Bindi più bella di  Marina Berlusconi “ è pressoché completato. Naturalmente, a parte la Mondadori, non sto a spedirlo di qua e di là per farlo finire su pile di migliaia e migliaia di manoscritti che ogni editore riceve in dono tuttigiornicheddiomettentèrra dagli illustri lettori, che sono sconosciuti lettori solo in attesa di essere riconosciuti scrittori con merito, e resi di conseguenza famosi. Infatti capite, pazienti editori, questo tomo, pazienza se è un po’ sgrammaticato, si tratta di un prodotto da consumare velocemente:  mi perdoneranno i colleghi illustri sconosciuti miei pari, ma non posso mettermi in fila; in certi casi non si possono aspettare i normali tempi editoriali italiani, che mi risultano essere di 15 anni per il vaglio di un manoscritto sotto le 200 pagine e 25 anni per quelli sopra. Io, del resto,  non per polemizzare, vaglio proposte da parte di editori  mediamente in sei mesi, come facevate voi una volta con noi scrittori, quando non guadagnavate una lira, come me adesso. Astenersi editori di cultura feroce e bassopagatori.

 

Ps: si valutano anche  proposte opzionali sull’opera omnia di 24 tomi, quasi completa almeno nel suo impianto. I primi due tomi sono narrazioni di ricerca linguistica, in stretto fiorentino antico, Tomàe e Topàe, in omaggio al comico più grande sconosciuto in tutti i tempi. Di essi è praticamente pronta anche una  versione soap  per le tv commerciali, Sopàe e Somàe. 









martedì 25 gennaio 2011

Epistola quarta agli editori



Cari editori, primaditutto vorrei avvertirvi di non fare i furbi. Infatti  ho testé depositato all’ufficio brevetti, dove mi hanno fatto i complimenti tutti gli astanti,  perché la ritengono l’invenzione dell’anno,  la fascetta seguente da applicare ai pocovenduti: “ Libro presente nella lista di proscrizione dell’ Assessore naziberlusconiano Speranzon “. Quindi mi spettano i regolari diritti di copyright.

Veniamo a noi. Il paese tutto sta trattenendo il respiro: passa o non passa? Passa tutto o solo in parte? Passa con lo spirito ma  lascia il corpo? Passa ‘a nuttata, ma aropp' rresta?

E poi l’altra quistione, editori, ancora più fregnante: scende in campo o non scende in campo, come lo zozzo genitore? Ché quelli come il babbo di Roberto Benigni scendevano in campo per povertà! Datosi  che non potevano permettersi il lusso  della casa con il bagno erano giustificati nell’arretratezza, che scatenava a sua volta una certa comprensibile reazionarietà popolare. Ma loro della realcasa di bagni ce n’hanno una caterva, e, sfidando sempre di più la morale comune, che reazionari non sembrano, lo fanno solo per schiribizzo. A proposito, il cavaliere, quando scende in campo, è notorio che si pulisce coi giornali filogovernativi, ma  Marina, che è  imprenditorialmente  più moderna e aggressiva, si pulirà strappando rabbiosamente le pagine dai libri degli autori Mondadori antigovernativi?

Insomma, editori cari, in questo momento di rimescolamento delle carte, giornalistiche o librarie, c’è necessità di fare uno scatto, bisogna finalmente diventare industriosi fino in fondo, come indica la guida suprema Wu Ming, convergere con il mondo capitalistico reale e smettere di farsi le seghe scrittor-rivoluzionarie. Convergere per esempio con il mondo del  calcio, fondere i bisness, amalgamarli.

Eh sì, si rivitalizzerebbe tutto e si smetterebbe di essere più scrittori che lettori. Il calcio è più serio, mica si fa con  22 spettatori seduti sugli spalti e 50.000 giocatori che scendono in campo (che poi, vorrei vedere con cosa si pulirebbero!): non s’è mai visto, bisogna ricominciare a rispettare le proporzioni!

Aldo Busi diventa il  nuovo fantasista dell’Inter, che a Moratti  gli è piaciuto subito quando l’ha visto ballare dalla raffinata Barbara D’Urso canticchiando la filastricca per bambini Cazzo in culo non fa figli ma brodo per conigli. Uno come Busi potrebbe tornare utile anche per  tenere unito lo spogliatoio. In cambio alla Mondadori passa il portiere dell’Inter, quello che domenica scorsa li ha fatti perdere a Udine. Sarà addetto principalmente al respingimento dei pressanti scrittori inediti: fa qualche paperella, ma para quanto necessario.

Si sa già che per fare spregio a i’ Sinda’o novativo Renzi,  che non gli fa costruire la cittadella, i Della Valle compreranno per la Fiorentina solo  scrittori bolliti, ormai passati d’epoca, di ieri:  ieratici, ierofanti, ierogami e ieropositivi.

Veronesi, coproprietario di Fandango, moderno anche lui,  approfitterà sicuramente  del parapiglia  per rinnovare la scuderia di gostiraiter di Veltroni  (per i non toscani, i gosti son quegli uomini rozzi di origine burina ma di cervello fino, che se in possesso del necessario suffisso raiter scrivon discorsi furbi per i politici). E con la geniale intuizione che lo caratterizza, lo scrittore di caos coi nervi a posto  comprerà due o tre calciatori di mezza tacca, che scrivono coi piedi, ma proprio per questo  peggio di quelli che scrivono attualmente i discorsi di Veltroni non possono essere. Per esempio l’ultimo, quello de paura  traggica dove dice che bisogna dimezzare il debito pubblico entro dieci anni, che vuol dire in pratica aumentare le tasse a tutti almeno del 10%, passare cioè da un prelievo medio del 43% al 53%, che fa immaginare file di cadaveri sui marciapiedi di tutte le città per decenni, glielo deve aver  scritto  lo scrittore pulp Niccolò Ammaniti.


Elido Fazi, non è che ci piglia Saviano e dopo  ci viene a significare che lo scrittore di paura internazionale non sa scrivere equielà come ha fatto con Melissa P con la quale si è arricchito?  (Melissa P che diventerà quasi certamente  la nuova capa di Mondadori, per me una bellissima novità, senza ironia davvero)

Elisabetta Sgarbi, anche lei, nu pazziamm! Non è che poi il parte nopeo e parte scrittore  ce lo consegna già incaprettato con la mela in bocca al suo famelico fratello?

Infine, non fate scherzi, editori democratici. Non è che una volta che vi pigliate i meglio scrittori Mondadori-Einaudi diventate economicamente appetibili e  con una scusa o quell’altra inquattroequattrotto rivendete tutto al satrapo  Berlusconi? Sennò risiamo daccapo!

PS: intanto io non mi son lasciato prendere dallo sgomento e mi son messo avanti. Ho infatti spedito il progetto del mio nuovo inedito per la collezione primavera estate di Mondadori, che dopo il fuggi fuggi dei rivoltosi sarà costretta a considerare qualunque proposta. Il titolo è azzeccato: “ Lo strano caso dello scrittore che trovava Rosy Bindi più bella di Marina Berlusconi “. Si tratta di una serie di foto grottesche con didascalie idealistico-crociane. Sono sicuro che a Segrate lo troveranno di loro gradimento. Sarà un sicuro best seller.


Testo e autore in fase di correzione.

domenica 21 novembre 2010

Epistola terza agli editori



Da un po’ di tempo penso che anche voi  editori siete bottegai come gli altri, senza offesa parlando. Fingendo di aprirvi allo sperminato popolo degli scrittori, con la vostra lotteria fantasmagorica per esordienti,  fate in realtà opera di raffinato marketing. Sembrate dire:  dai, vedrai che ti pubblichiamo, ma nel frattempo tieniti in allenamento  e compra i libri che stampiamo.  


Libri non ne compro! Anzi, aveva ragione Massimo Troisi, alla cui regola mi attengo scrupolosamente non solo in fatto di letteratura, quando diceva: “ io non  leggo mai, non leggo libri, cose, perché... che comincio a leggere mo’ che so’ grande?... che i libri so’ milioni,  milioni... non li raggiungo mai! Avete capito? Perché io so’ uno a leggere, loro so’ milioni a scrivere... so’ milioni di persone... tatata!... mentre ne  leggo uno n’hanno scritti già milioni!... allora dico: che me n’importa a me! “  

PIU’  EDITORI PER TUTTI!


Le vie del signore sono finite di Massimo Troisi
http://www.youtube.com/watch?v=6N3WnPSKjL0

lunedì 1 novembre 2010

Epistola seconda agli editori (Piero Ciampi)

A proposito di rapporto tra editori e artisti, Piero Ciampi scriveva canzoni così.



IL MERLO (Ciampi - Marchetti - R. Ciampi)




Merlo, mi canti qualcosa? tristezza fra noi.
Sono disteso sul letto e qualcosa non va.
Tu, merlo, cantami una canzone
da portare all'editore
perché sono senza una lira.


Merlo, ripetila ancora, è bella, lo sai?
ripeti lento che vado al piano a suonare.
Sono contento di non aver dato
alcun seguito a quel peccato
di volerti un giorno mangiare.


Io sono felice per questa collaborazione,
corro a fissare la sala per una incisione.
Beviamo insieme un po' di champagne,
il mio cuore mi dice che va,
i problemi finiscono qua.

http://www.youtube.com/watch?v=CULUsd9GUiI 

giovedì 7 ottobre 2010

Epistola prima agli editori



Nota biografica



Larry Massino è uno pseudonimo, che non so neanche se va bene nel letterativo italiano odierno ma sì forse. Forse non  va detto qui, ma la persona che se lo è dato ne possiede numerosi altri di questi pseudonimi, Larry, Larry Portoghese, Larry Inferiore, Larry Generico,  John Lenient, Frank Stella, Tom Marinelli evvia evvia. Come saprete, nel dna degli pseudonimi c’è talvolta il vezzo di avere eteronomi, che almeno un po’ condividano o contrastino le sue idee, a quel punto diventate le idee dell’ortonimo, che  a sua volta condivide o contrasta quelle del suo principale, sempre per caratteristiche precipue del dna. Allora il novero dei nomi si allarga tanto, ma non sto qui a farli, perché tanto sono eteronimi piuttosto anonimi.

Comunque, il fulcro, la persona anagrafica, è un ex barista, professione abbandonata non definitivamente a  17 anni, perché a quei tempi non c’era verso, praticando quel pur nobile  mestiere, aver successo con le ragazze. Così almeno gli pareva. A ripensarci fu forse una scusa. Di ragazze infatti nemmeno dopo aver abbandonato la professione sebbene non del tutto definitivamente. Ragazze  solo in seguito piuttosto carine ma poche credo sopra di tutto  in ragione statistica dovuta alla maggiore età sopraggiunta da un pezzo.

Il proprietario di Larry Massino nella vita  gli sono successe tante avventure forti più reali che immaginarie.  Non è questo il punto. Si avvicinò al letterativo per via che cominciò a frequentare una biblioteca dove  ci andavano i suoi amici studenti seri. Allora si mise a leggere anche lui anche più dei suoi amici studenti seri. Con il passare degli anni leggi oggi leggi domani senza smettere mai che i suoi amici pure lo isolarono causa fanatismo, si mise in testa che poteva scrivere romanzerie anche lui, ma con calma, che non gli correva dietro nessuno. Infatti non scrisse nulla. Nel frattempo cominciò a avere successo con le ragazze dato  forse il montante fasciente intellettivo, ragazze in genere  di segmento alto che in gran parte disdegnava, sciaguratamente, oggi se ne rende ben conto, anche nell’interno stesso della biblioteca dove piuttosto elegante vagabondandyggiava tutta la giornata oramai da anni.

Le letture finalmente  si diradarono. Intorno a lui facevano tutti teatro si mise anche lui a fare teatro. Fare teatro richiede parecchio impegno e anni di dedizione. Ci mise parecchio  impegno e anni di dedizione. Non sa se ha fatto capolavori nel teatro ma qualcosa ha fatto come organizzativo autore  e regista di attori quasi sempre geni sgangherati. Dopo alcuni lustri le circostanze lo hanno portato a allontanarsi e isolarsi anche da questa disciplina.

Pare  venuto il momento buono per scrivere anche lui, almeno per rispondere agli altri che fai scrivo, per permettere a sua moglie di rispondere che fa tuo marito scrive, per permettere alla suocera che fa suo genero è triste scrive. Qualcosa  ha scritto. Fosse mai che  il suo punto di svista disinteressi a qualcuno.  In ogni caso, e precauzionalmente,  non ha  ancora deciso di chiudere  del tutto  con la  professione di barista abbandonata non definitivamente a  17 anni. Ai giovani si sente di dare il seguente consiglio: non abbandonate mai definitivamente le vostre ex professioni. Agli anziani in coppia si sente di dare il seguente consiglio: non lasciatevi ormai. Agli anziani soli si sente di dare il seguente consiglio: andate a imbroccare ai giardinetti anche gay va bene purché tra la vostra età.  Ora la smette coi consigli  per non annoiare, ma  come ogni romanzista dell'attuale dispone di consigli copiosi per qualsivoglia categoria umana in qualunque fase della vita, dagli elettricisti apprendisti ai diaconi in  pensione, che squacchera naturalmente nelle sue prose  in forma occulta di riflessioni pacifiche sul vivere contemporaneo.

Finisco  ribadendo  una momentanea  antipatia verso la figlia maggiore dell’attuale presidente del consiglio, che secondo me non è nemmeno  carina come in tanti vogliono far credere.  L’antipatia generica, mi si obbliga  a dirlo, non è del tutto condivisa dall’ortonimo Larry Massino né da tanti dei suoi eteronimi, che, date le attuali ristrettezze,  amerebbero non darsi la zuppa sui piedi.

Se la sintetica  lettera di presentazione fosse di vostro gradimento, contattateci. Tutte le  richieste di lettura di manoscritti ricevute verranno archiviate e sottoposte a paziente analisi da parte del nostro comitato familiare. Purtroppo i tempi di risposta non potranno essere brevissimi e di questo ci scusiamo anticipatamente. Gli editori  verranno contattati direttamente nel caso la loro richiesta  sia risultata interessante. Se entro sei mesi dalla missiva non verranno contattati, vorrà dire che la loro richiesta  è stata purtroppo rifiutata si mettano l’anima in pace. Gli editori sono infine pregati di non chiamare la famiglia  per avere informazioni sullo stato di lettura della loro  richiesta di lettura.

Vi siano graditi i nostri anticipati saluti.



PS: data la precaria situazione,  la famiglia esamina richieste di collaborazione come ghostwriter, anche da parte di scrittori famosi che non hanno tempo per scrivere.