diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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sabato 16 giugno 2012

I barbari sono La Repubblica e Baricco



Antichi lettori di romanzi decisivi



Paolo Nori ha un caratteraccio, ma  quasi sempre ci azzecca. Oggi in modo particolare, riducendo in brandelli Baricco, e, sia direttamente che indirettamente, il giornale su cui scrive (nonché i suoi lettori), ché non ci voleva tanto a dire che sono una manica di approfittatori che tendono a descrivere la realtà in modo a loro sfacciatamente favorevole, ma tanto favorevole che l'hanno fatta diventare riprovevole e disgustosa alle persone del popolo che più la subiscono, come il nonno muratore dello stesso Nori.

Fate clic per leggere l'articolo sul blog di Nori (articolo purtroppo commissionatogli dal Foglio del parimenti indifendibile   Giuliano Ferrara, che però, a sua parziale discolpa, fa scrivere gente non tanto sopportata dall'editoria e dalla sedicente  cultura di sinistra, come Maurizo Milani, Alfonso Berardinelli e lo stesso Nori).
 
Ps: mi dichairo spontaneamente Sciasciano Berlingueriano. Altresì dichiaro che stimo Massimo D'Alema - del resto delfino di Enrico Berlinguer -, anche perché da sempre odia La Repubblica.

venerdì 10 febbraio 2012

Il Papa, Il Fatto Quotidiano, il complotto: scupp!

Vaticanista del Fatto Quotidiano

Lo scupp del Fatto Quotidiano, ancora una  volta dimostra che i ragazzini che per noia lo comprano, o che si sono abbonati a questa nuova salvifica iniziativa editoriale assegnandogli credibilità, garantiranno un radioso futuro al paese, ribellandosi come i valorosi tunisini, e imitandoli, prendendo un barcone e attraccando all'estero...   Che poi, a pensare a questi esemplari di italiano, vien da pensare davvero che il sottosegretario Martone, la figlia della ministra  Fornero, o chi altri, davvero fanno carriera per i loro meriti... Mah, questa Italia qui da qualunque parte la pigli... Vien voglia di pensare che prima schianta e meglio è!

Ad ogni modo, ho le prove che c’ è un complotto per sgonfiare le gomme a Maurizio Milani. I fatti sono questi. A proposito di schiantare (dalle risate) ero in aereo sulla linea diretta Firenze – Scandicci Castelpulci (dove fu a lungo albergato Dino Campana, che oggi accetterebbe di uscire, come gli proponevano i proprietari nonostante fosse un buon cliente, invece di restare a felicemente morire lì; accetterebbe a  condizione che lo facessero scrivere su un quotidiano tipo quello sopra, dove si può scrivere di tutto). Com’è come non è, sul lato finestrino c’era Romina Power, sempre bellissima;  sul lato corridoio una vecchia zia di Davide Bowie che già dalle prime operazioni di imbarco  stava in trattativa per la tessera del partito radicale transanazionale con Marco Pannella, che la pressava dal sedile della fila successiva, tirando calcetti allo schienale e nocchini goliardici direttamente sulla sua testa: si capiva che avevano fatto amicizia fin dalle prime operazioni d’imbarco: you know Porta Pia? I have legalized Aborto, you know? Divorzio! I  have invented the pittoresk expression of strage di legality. I supported amnistia. Le ripeteva il gagliardo Giacinto  ridendo. I don’t know, ripeteva la vecchina, la quale, va detto, petava abbastanza rumorosa, alzando di tanto in tanto appena appena la mela lato corridoio, e voltandosi verso di me dicendo I'm sorry. Mi sono trattenuto, ma mi è venuto   voglia di dirle don't trouble, non c’è di che, I thought it was the horse, come pare abbia detto anni addietro un importante politico italiano  durante una visita alla regina d’Inghilterra che si scusava, appunto, I'm sorry, per il rumoroso peto di un cavallo del corteo di cui facevano parte. I don’t know, I don’t know. Thou did strike fame? I don't understand. What  Torta Pia? Ahhh!!!  E poi, mi pare d’aver capito, ma può darsi abbia capito male perché questa l’ha detta  voltando la testa verso Pannella dal lato opposto al mio: anywhere, priests and oxen from your! You understand?  Insomma, preti e buoi dei paesi tuoi, voleva dire. Le risate…  Marcone rideva di continuo.  Io stavo in mezzo, abbastanza imbarazzato perché Romina, sempre gentile e sorridente, mi sembrava che mi facesse piedino, facendomi vieppiù arrossire. Ma sarà stato tutto frutto della mia immaginazione malata, che stavo  andando appunto recandomi a curare.  A un certo punto a Marco Giacinto sono cadute le matite. La hostess, una ragazza di Chiesanova, sempre di Scandicci,  con il contratto in scadenza, le ha pazientemente raccolte; poi, con sufficiente grazia beffarda,  ha domandato  serissima  ai due vecchietti se avevano bisogno di cambiare  il pannolone: pannolone wath is this?  I don’t know, ha risposto la prima; il secondo ha riso e ha cominciato a discorrere di Porta Pia con la ragazza, cercando di venderle la tessera del partito trans spaziale. Io nel frattempo dicevo a Romina che doveva fare qualcosa per noi italiani che l’aveva visto anche lei in che condizioni ci si era ridotti.  In modo piuttosto formale ho cominciato a dirle, addirle, una parola: gentilissima signora Romina Power, mi scusi se sono qui a ricordarle che l'Italia per lei ha fatto tanto. Come extracomunitaria, voglio dire, è stata accolta bene, per esempio nessuno le ha chiesto di sottomettersi a vessatorie code in questura per il rinnovo settimanale del permesso di soggiorno e nessuna ronda estetico-patriottica-celtico-romana l'ha mai neanche un po' bastonata, nonostante lei abbia fatto soffrire davvero troppi uomini della meravigliosa e virile stirpe, per via dell'arbitrario innamoramento per il signor Al Bano. Il paese, cara Romina,  le ha dato tranquillità, fama e felicità, gratis, senza mai chiederle nulla. Ma ora è venuto finalmente il momento di ricambiare.  Non titubi, Romina Afroditea. Del resto verrà ricompensata in vari modi per il notevole gesto patriottico. Avrà letto che faccio parte di una prestigiosa Accademia?! La farei nominare socia a honorem. Lei sorrideva, a sua volta  formale: mi deve aver preso per uno dei soliti umoristi che c’è in giro, questi umoristi extracomunitari che rubano il lavoro ai nostri, magari dicendo le battute che i nostri, viziati dal calduccio che dà la società dei consumi,  non vogliono più dire; umoristi in miseria completa,  che importunano la gente ai semafori e ai ristoranti  barzelletta barzelletta. Ma io, duro, le ho detto senza infingimenti che dopo tutto quello che s’era fatto per lei di accoglierla con tanta benevolenza, lei non poteva ora sottrarsi a dare un aiutino a noi. Non la sto a raccontare completa, la perorazione,  per non annoiare. A un certo punto ci si dev’essere addormentati tutti. Ci siamo svegliati di schianto per via che dal principio dell’aereo uno steward malefico berciava: TERAPIA, TERAPIA, TERAPIA!!!

Ps: i tre ometti del sedile davanti a noi non si sono mai voltati. Ma mentre avveniva tutto quanto descritto, si mettevano d‘accordo per agire nel parcheggio dell’aeroporto, appena atterrati. Insomma, tramavano per forare le gomme dell’auto a Maurizio Milani, notoriamente pigro e probabilmente finanche accidioso, peraltro  seduto nell’ultima fila e destinato a scendere per ultimo dall’aereo. 

Post di Larry Satasecca (ambasciatore e portarisata dell'Accademia)

mercoledì 29 giugno 2011

Corsi di recupero collettivo per commentatori abituali con gravi problemi



Nel mio post che ironizza un pochetto su Roberto Saviano (clic) stamattina c'è questo commento: " Non ti pubblicheranno mai sfigato "

Nel post che omaggia il lodevolissimo impegno di Luigi Manconi (clic) sul problema del trattamento disumano dei detenuti, e su uno dei tanti strani suicidi in carcere, c'è questo commento: " Due froci che spippano. Siete ridicoli "

Ora, io non ce l'ho con il fascismo implicito di questa persona, evidentemente seccata che ci si permetta di criticare il suo idolo. No, penso che vada aiutata da tutti.  Ce l'ho, però, con il fatto che certi idoli dovrebbero abbadare di più ai loro fans; anzi,  dovrebbero fare ancora meglio evitare di nutrirli attraverso le loro opere e le loro pose... ma questo è veramente chiedere loro troppo.

Per disgrazia il tempo non è molto, ma noi quello che si può fare per queste persone svantaggiate si fa. Per ora il corso di recupero, poi vedremo. Si sta pensando anche all'istituzione di serate di commentatori anonimi che si raccontano tra loro i propri disagi. Essendo essi tronati, si potrebbe anche avviare una raccolta fondi attraverso il Teletron.

Ps: nel video, oltre al maestro Maurizio Milani, c'è Daniele Trambusti, un altro raffinato comico ingiustamente isolato dalla cosiddetta vita culturale.










domenica 7 novembre 2010

Accademici inaffidabili

Faccio parte dell’ Accademia degli inaffidabili leggeri, di rito Buthaniano, derivante dalla recente scissione dall’Accademia degli affidabili pesanti di rito ortodosso. Ci si riunisce ogni giorno, di notte,  e si parla a lungo dei temi che ognuno propone, per ora con massima libertà. I miei temi non vengono presi tanto sul serio, ma non me ne dispiaccio troppo, in ogni caso ora è meglio di prima della scissione, quando venivo sistematicamente escluso da tutti gli affidabili pesanti, che non limitandosi a insultarmi e diffamarmi, a segnalarmi negativamente ai loro limitrofi, a partire da amici e parenti, arrivarono perfino a picchiarmi, farmi arrestare e incarcerare  (purtroppo non scherzo!).  Che si fa all’Accademia? Mah, nulla, ci si vede, così... si cospira, in segreto, via Ricasoli 4, come si  fa a  Firenze da sempre.  La scorsa notte, per esempio,   si  è discusso sull’adesione unilaterale e spontanea alla vaga proposta di rifondazione del Granducato di Toscana, recentemente formulata dal nobile di antico lignaggio, il giovane Costantino, che si proporrebbe ovviamente come nuovo Granduca.  Quando è stato il mio turno  mi sono dichiarato d’accordo, ma ho posto due pregiudiziali: la prima di lasciare Prato alla Padania, senza se e senza ma; la seconda di lottare nell’ombra per imporre al Granduca, quando sarà,  Maurizio Milani come Segretario di Stato. Già, Maurizio Milani, il più poetico dei comici italiani, che nei suoi due minuti demoliva qualunque populismo e peronismo possibili e immaginabili: epurato,   sacrificato all’estetica del  popolo, appunto, il popolo peronista, fascista, purtroppo anche di sinistra, che sarebbe meglio dire peperonista, il quale, pare,  Milani non lo digeriva appunto all’ora della cena domenicale di CHE TEMPIO CHE FA,  popolo peperonista che  cambiava infatti canale quando Milani appariva nella trasmissione  dell’IMPERATORE DEGLI  AFFIDABILI PESANTI Fabio Fazio. 

 
                  Maurizio Milani