diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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lunedì 21 febbraio 2011

Arrivederci, Presidente (omaggio a Massimo Troisi)



Benigni o non Benigni,  a me l’inno di Mameli mi sta proprio sul cazzo. Anche il concetto di patria, indeclinabile ovunque, a maggior ragione in questa familistica terra, che se davvero volessimo riscattarci dovremmo chiamare matria, questa sciocca Italia. Che sarà  pure bella, ma anche la bellezza, da un certo punto in poi... stroppia, soprattutto quando la usano i servi per nasconderci sotto le nocive polveri prodotte dai loro panciosi padroni. Comunque non era Benigni, quello di Sanremo, era un clone. Lo so di sicuro: quello vero, che chissà dove lo detengono, non reciterebbe mai come un guitto di provincia, non gli riesce, facendo  le pause per la risata o per l’applauso del pubblico. 

Vabbè, lasciamo perdere il pippone propagandistico con i SSavoiardi bòni e gli angiolini cattivi... sono cose che capitano,  che gli showmen servili  in questo disperato paese debbono fare. Ma, mettiamo, che ci sia la libertà di rinascere e torna  uno che non era servo,  Massimo Troisi, in tempo anche lui per parlare a una celebrazione davanti alle autorità, davanti al Presidente stesso. Che direbbe? Penso qualcosa del genere, nel suo  quasi italiano tipico,  ma marcando bene sui  suoni della sua antica lingua d’origine:

L’Italia? È... bella l’Italia. L’Italia è proprio... bella... ME-MO-RA-BI-LE. Evvero, Presidente, che l’Italia è bella? Ma chi la governa no, Presidente, mica è così bello?! Evvero presidente? Ma come mai?  Come mai Presidente l’italia è così bella, ma chi la governa...   mica è la colpa vostra, pe’ carità, Presidente! Voi mi sembrate una brava persona che pure, non vi mettete scuorno se ve  lo riferisco, llà fuori dicono che non contate niente. No, quello è che chiunque la governi è così, da sempre, Presidente. E mica solo il governo, nossignore: pure le opposizioni!  L’Italia è bella, però. Ma il popolo, Presidente? Lo vogliamo dire o no che  il popolo non è tanto bello?! Facesse pur’isso, lu popolo, nu tantino schifo! ‘o peggio d’o peggio popolo d’Europa, na munnezza ‘e popolo, Presidente. Veramente... Presidente,  bisogna dirlo onestamente: sempre ha fatto.. una ... ...zza ME-MO-RA-BI-LE. Però l’Italia, quello l’ITALIA è bella, Presidente: ME-MO-RA-BI-LE. Al centro!!! Al centro, Presidente... Il centro delle città, per esempio,  è bello dappertutto, ma il resto è una ... ME-MO-RA-BI-LE. Come  mai, Presidente? Come mai tutta questa ...zza ME-MO-RA-BI-LE? Che devo dire, Presidente? Che devo dire? Sarà il destino della bellezza che attorno attorno ci cresce la munnezza, Presidente... io infatti quando che vedo magari 'na femmina bella sapete che faccio, Presidente? Me ne scappo... ma no pe' issa, quello le femmine belle so’ criature diddio che mi piacciono assai. No, me ne scappo perché non mi fido mai di quello che c’è tutt’attorno a 'na femmina bella. Sbaglio qualcosa, Presidente? Mò me ne vado, Presidente,   permettetemi   solo di vi dare un  consiglio: se non volete avere a che fare con la munnezza, Presidente, tenetevi più che potete alla larga dalla bellezza! Pur’io faccio così e mi trovo bbuono. Arrivederci, Presidente.

Cantava il ragazzaccio Rimbaud prima di mettersi a commerciare armi e forse schiavi: ho preso la bellezza sulle ginocchia e l’ho trovata amara... o amareggiata, non ricordo...

http://www.youtube.com/watch?v=SbquOj7evrE&feature=related