diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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venerdì 27 aprile 2012

Il mercato ortofrutticolo di Milano è gestito dalla 'ndrangheta


                                                        
attuale capo 'ndrangheta milaniano                                


In che paese si vive? Possibile che nessuno quereli il sempre più stupefacente Roberto Saviano? Non  perché scrive articoli deliranti sui codici camorristi clic (tanto nessuno potrà dimostrare il contrario...), giacché gli articoli deliranti li scrivono tutti, uno più uno meno... Ma come si può pubblicare su uno dei principali quotidiani un articolo il quale sostiene che nella capitale economica del paese " la 'ndrangheta gestisce il mercato ortofrutticolo " (che ha verosimilmente un giro d'affari di miliardi di euro)? Perché le migliaia di persone che lavorano al mercato ortofrutticolo di Milano non si sentono offese?  Forse c'è qualcosa di vero? Forse, provo a dare una spiegazione,  i commercianti del mercato evadono un po' il fisco, e pur di non andare sotto i riflettori si fanno accusare in blocco di mafiosità, che alla fine alla fine, in Italia, non è un marchio così infamante... In ogni caso, quali sono le fonti di Saviano? Perché a Repubblica nessuno chiede conto delle fonti informative dei suoi articoli? E se fosse vero, perché la polizia e la magistratura non intervengono? Vedrete che anche questa andrà in cavalleria, come quando durante una conferenza a Trento clic  lo scrittore impaurista disse che le mele del Trentino stavano per cadere in mano alle mafie: poi venne interrogato dai carabinieri e ringambò, disse che era così, per dare enfasi al discorso, per mettere in guardia da pericoli virtuali... Lo stesso adesso, se verrà interrogato, lo scrittore profeta, dirà che era così per dire... si sa che a Milano portano tutti la coppola, che ci sono più lupare che showgirls, che è inutile stare a sottilizzare, se le Mafie non hanno il mercato ortofrutticolo avranno il macello pubblico, o le pompe di benzina o il mercato dell'usato, qualcosa ci avranno di sicuro... Insomma - così dirà Saviano alla prima occasione in tv - siamo noi blogghisti critici, con il nostro atteggiamento legalitario e pregiudiziale nei suoi confronti, a impedire la vera lotta alle mafie; siamo noi i disfattisti, i repressi, i seminatori d'odio; magari ne approfitterà per spiegarci  ancora meglio il suo novativo concetto di legalità,  recentemente espresso:  non mi importa se un imputato risulterà in tribunale non colpevole di un reato, per me rimarrà un non innocente.

Ps: perché la comunità letteraria continua a considerare  importante scrittore chi scrive sciocchezze del genere, che invalidano la capacità di testimonianza degli scrittori sia in termini di profondità d'analisi che di verità?

lunedì 7 novembre 2011

Tope che scappano quando affonda la nave

Antropomorfo livornese che sta più o meno dicendo  ti c'ho ner còre ma ti vo' ner culo


L'onorevole Gabriella Carlucci, passando all'opposizione, ha dichiarato che vuole bene a Silvio Berlusconi. Comunque, è normale che se la maggioranza di  governo ha le (m)ore contate, se ne vadano le bionde. 

Larry Svizzero

 

giovedì 20 gennaio 2011

Ci stanno a fa' fessi: Luciana Littizzetto e Che Tempio che fa


Qualche mese  fa, alla prima apparizione della nuova serie di CHE TEMPIO CHE FA, accolta da un enorme mazzo di ROSE ROSSE, del resto come sempre avvolta dalla grafica di apoteosiche  ROSE ROSSE, assai più grandi di lei nello schermo, Luciana Littizzetto si è esibita nel solito monolegotto statal-pedagogico-irriverente, anche godibile, come sempre. Al termine si è domandata perché le nostre showgirls, reali e aspiranti – soprattutto aspiranti aggiungo io  – quando le intervistano non dicano chiaramente che la danno per fare carriera. Secondo me perché tante di loro fanno davvero la showgirl, mestiere assolutamente infamante ma puritano, almeno se  praticato a livelli secondari, e periglioso assai, perché non garantisce nessuna valida etichettatura sociale e nessun futuro in caso di errori. Anzi, se non riesce in un buon matrimonio,  una showgirl finisce generalmente malissimo, assai peggio della escort o prostituta, sia in termini di considerazione sociale che di posizione economica. Infatti, nella morale comune, le showgirls hanno preso il posto delle vecchie attrici, le quali nei luoghi rispettabili fino a pochi decenni fa non avevano accesso, essendo considerate delle prostitute, le stesse che adesso sono diventate intoccabili per via della cultura. Lo so che il ragionamento è contorto, ma dato che debbono fare un buon matrimonio, se vogliono sopravvivere all’infamia sociale, le showgirls non si possono permettere errori e debbono farsi pagare copioso per le loro difficili prestazioni professionali.

Non so, forse... Ammetto anche io che sarebbe bello arrivasse una prostituta e dicesse: mica sono davvero una showgirl,  sono una troia, nel mio appartamento si girano a volte filmini all’insaputa dei notabili presenti, con i quali il capo della mia scuderia  deve fare affari d’oro, perché mi paga parecchio bene. Ma non succederà, non è successo mai, e del resto il punto non è questo. Il punto è che la supposta prostituzione non c’è, altrimenti le tariffe sarebbero radicalmente più basse. Il mondo, infatti, è pieno di belle e oneste venditrici di sesso che sanno prima di tutto stare al loro posto. Qui si scelgono le showgirls perché cì è bisogno di ballare, nel senso di dire balle, cantare, nel senso di confessare l’incoffessabile, recitare, nel senso di interpretare una parte in commedia.  Ci è bisogno, insomma,  di far sapere a tutti quanti  quello che non si sta facendo. Ma a che fine? 
 


Qui siete tutti grandi. Mica crederete davvero che il vecchio presidente del consiglio in condizioni di salute pietose e operato di prostata sia questo portento di uomo?  Dalle mie parti quando uno è così malmesso di salute si dice che lo tèngano 'n piedi co' filetti. Egli è invece, sapete tutti, il  primo fabbricante di showgirls del paese, l’uomo proprietario di uno dei più grandi imperi mediatici del mondo: non è un elettricista qualunque, volete  non sappia quando, come e perché si registrano delle telefonate? Dato che lo sa benissimo,  dato che gli show-writers non gli mancano nemmeno quelli chedebbonocamparepuroloro, essendo di sfuggita proprietario puro delle case editrici più importanti, fa scrivere una fiction, diciamo si modernizza anche politicamente e si mette anco lui a fare la nuova narrazione che dice Niki. Con il fine, secondo gli indizi più evidenti,  di confondere le acque, prima di tutto  mettere in cattiva luce la magistratura, qui, incroyablement, quasi da far pensare di essere allafineallafine collusa con il presidente del consiglio più fetente che ci sia mai stato,  neanche questa volta pare aver le prove di nulla. A meno che non vogliano incriminarlo per inquinamento di immaginario nazionale. Ma il reato ancora non c’è... Purtroppo,  aggiungo ancora io, perché se ne vedrebbero, eccome se se ne vedrebbero... Ma adesso, come sa chi ha letto il bel romanzo della foto di oggi, si può solo sperare che gli show-writers  impazziscano e perdano il controllo della realtà che stanno quotidianamente inventando.

D’altra parte, nommenevoglia la Littizzetto, non  è che si può essere  ipocriti fino al punto di non ammettere, neanche a sé stessi, che non è in base a logiche di merito che si ottengono i primi piani giornalistico-televisivi, le conduzioni e partecipazioni a programmi tv e nemmeno la partecipazione fissa da anni ai maggiori programmi. Per esempio, sa dirmi la Littizzetto - una  discreta attrice comica degli anni ’90, selezionata come aspirante showgirl proprio dalle tv del signore di cui si è parlato, magari proprio da lui, perché quando la signora debuttò a Italia 1 il tycoon ancora si occupava quotidianamente di casting, lo so per certo come fossi un testimone, metteva e levava, metteva e levava, metteva e levava, come pare faccia ora... - sa dirmi la Littizzetto perché io non abbia il diritto di vedere esprimersi comici della mia epoca nelle FUNZIONI di punta della tv, per esempio lo stesso Maurizio Milani che invece è stato cacciato da CHE TEMPIO CHE FA?  O anche genti magari più nuove. Sarà perché Milani, essendo un umorista del suo tempo, è davvero irriverente e indigesto ai veri SACERDOTI del TEMPIO, mentre  la Littizzetto è SUORA più controllabile, riverente e digestiva? Davvero crede la Littizzetto di occupare il  primo posto tra i comici italiani per meriti, e che nessun altro ha meriti paragonabili ai suoi? Non sarà che ella è funzionale e meno rischiosa di altri per i suoi datori di lavoro, la stessa ENDEMOL  di cui è casualmente proprietario il Presidente del Consiglio stesso - che magari andasse a puttane invece che a showgirls... -  che potrebbe sempre casualmente avvantaggiarsi dal diffondere atteggiamenti  anticlericali in tv, dei quali la nostra è MAESTRA? Non sarà che anche il mestiere di attore e comico, in questo PAPPONEPAESE, è un’etichetta di copertura? Non so, irriverenza per irriverenza,  ipotizzo.


Ps: (polizia di strato) secondo voi,  vista l’insistenza con la quale vengono esibite  rose, in particolare ROSE ROSSE, reali e grafiche,   in tanti programmi tv, a volte del tutto ingiustificatamente,  saranno  simbolo di qualcosa che ha a che fare con il potere? Si astenga il nommenevoglia abbastanza paranoico Paolo Franceschetti, compreso il cucuzzaro.

martedì 4 gennaio 2011

Fatevi adottare da un VIP: Simona Ventura

 Se a  te che sei proprietario dei diritti di questa foto ti sta sui coglioni che l'ho messa qui basta che lo dici e io la lèvo. Non facciamo i scemi!

L’altro giorno è venuta a casa Simona Ventura, per l'appello a essere adottato che avevo lanciato in un  blog   ad alcuni personaggi famosi che notoriamente adottan volentieri. E' una persona a posto,  misurata, poco invasiva. S'è messa a sedere in cucina, modesta modesta. Vuoi qualcosa da bere?  Sì, secciai della coca cola in frigo!  Figurati, Simona, la tengo sempre.  Si è fatto subito amicizia. Insomma, quella cosa lì: Come va? Come stai? A casa tutti bene?  Il nonno si è ripreso? Il pannolone? La badante è tornata? La conversazione scorreva bene, ci siamo trovati subito simpatici. Mi ha ovviamente chiesto cosa ne penso di Roberto Saviano. Non ho risposto, tanto Simona lo sa che sono sfottente. Anche se non l’ha detto ho capito subito che si è affrettata a venire a casa solo quando ha saputo che stavo orientandomi sulla tradizionalissima  Maria De Filippi. Non poteva certo sapere che avevo fatto quel nome, nei giorni precedenti, in un altro blog ancora,  solo per far rabbia a un criticone. Invece, mi è sembrato di capire, del fatto che mi ero rivolto a suo tempo anche a Romina Power e Aldo Busi, in termini di gelosia non gliene importava  granché. Senza troppi formalismi siamo passati subito ai fatti. Lei  era arrivata coi fogli e tutto,  e li ha tirati fuori appena ha capito   che  come adottando gli andavo bene. A quel punto, però, visto che la tenevo per il manico,  ho cominciato a fare capricci, a mettere condizioni. Sicché, parla parla, alla fine si era trovato un compromesso su tutto: lei m'aveva concesso tanto, anche di agevolare un eventuale fidanzamento con la fantastica attrice  comica Francesca Macrì. Ma le ultime due clausole s'è messa male. Io mi sono impuntato: se voleva me doveva lasciarmi spazio libero per invitare a far casino tutti i mercoledì, tanto lei lavora, numerosi  individui per rimpatriata. Su Lino Banfi  ha avuto da ridire parecchio, perché gli avevano detto che è parecchio di destra politicamente. Ho  garantito io. Di Lunetta Savino, la Ventura, sciagurata,  non si ricordava nemmeno il nome.  Gli altri ne conosceva pochi: tanti sono roba da leggere, m'ha detto chiaro chiaro che non è il suo campo. Però va bene, ha detto, se non ci saranno proteste del condominio, che quando sente parlare di gente di cultura non la piglia tanto bene... Siamo passati alla seconda condizione:  interdire dalla sua casa le seguenti persone: Lele Mora e Fabrizio Corona, both, Flavio Briatore e moglie, both, qualunque moglie di giocatore che abbia militato nella Juventus, qualunque!, Luciano Moggi, Daniela Santanché,  Manuela Arcuri, Barbara D'urso Barbara Chiappini Barbara Palombelli Barbara Alberti Barbara De Rossi Barbara Mente, tutti i giornalisti di Libero e Giornale esclusi i collaboratori esterni, Dario Fo e Franca Rame,  Marina B e Letizia Moratti e altri nomi altisonanti che ora non mi ricordo perché li dicevo per capriccio. L'ho fatta ridere abbastanza.  Mi ha confessato che aveva temuto fossi un tipo da FazioDandini, che lei non ci ha tempo da perdere. Pazientemente ha preso una penna e s'è messa a spuntare. M'ha detto che non potrò ricevere in alcun modo la presentatrice Monica Setta. Le ho detto per chi mi hai preso brutta stronza. Su Luciano Moggi ho dovuto cedere io, ma non mi dispiace troppo, anzi l'ho messo tra gli invitati del mercoledì. Ma su un nome, su uno in particolare, ci siamo arenati: s'è discusso fino a mezzanotte, non c'è stato verso mettersi d'accordo. Siamo rimasti di prenderci una pausa di riflessione, se ne riparla tra una quindicina di  giorni. Vi terrò informati.