Larry Massino is back, dispartito, tornato at home. Un caloroso abbraccio a tutto il suo pubblico, Floarea, Davide, Rita, Francesco: meno dei 25 lettori che immaginava di avere Alessandro Manzoni, ma senz'altro più qualificati.

giovedì 30 giugno 2011

Nino Frassica candidato a prossimo tragicomico nazionale (ruolo drammaticamente vacante)



Uno che non si dice mai è Nino Frassica (clic) Perché siamo snob: se uno fa televisione popolare lo schifiamo. Invece è uno che merita attenzione. Mi ricordo bene di quando avvenne, primi anni '80, scoperto da Arbore, che si dice agganciò lasciandogli sulla segreteria telefonica il seguente messaggio: " Sono la segreteria telefonica di Nino Frassica...". Faceva ridere parecchio, in modo intelligente, quasi come il fuoriclasse Troisi (qui ospite di Arbore e Frassica bravo presentatore clic)

Divertiva parecchio anche nei panni di Frate Antonino di Scasazza (clic), entro i quali faceva  il Duomatore, qualcosa a mezzo tra costruttore di Duomi e loro domatore.

Definizione: "Nazione europea lunga" - Soluzione: "L'Ungheria".

mercoledì 29 giugno 2011

Proposta di riforma dei premi letterari


Non ho nulla contro i premi letterari, anzi, mi piacerebbe partecipare a tutti, anche i più infimi,  come mi hanno detto che faceva Roberto Bolano per racimolare quattrini. Secondo me, però,  i premi letterari tornerebbero a essere  qualcosa di utile e popolare se attorno ad essi noi stessi  organizzassimo un giro  illecito di scommesse, a fin di bene, per investire cioè i proventi in produzione artistica, ognuno a favore della propria famiglia, ognuno nel suo mandamento o riunendo le forze attraverso riunioni di capimandamento. I picciotti sarebbero incaricati di vendere i biglietti ai commercianti e a chiunque abbia un'attività economica. L'intero incasso verrebbe in prima battuta gestito da una cupola di secondo livello, semmai in combutta con uomini seri dello Stato che certifichino la legalità delle operazioni. Non so, forse  è una proposta un po’ mafiosa.

Ps: a scanso di equivoci con la Polizia di Stato, il libro di Ennio Flaiano ce l'ho messo perché è stato il primo a vincere il prestigioso Premio Strega, nel 1947.

Corsi di recupero collettivo per commentatori abituali con gravi problemi



Nel mio post che ironizza un pochetto su Roberto Saviano (clic) stamattina c'è questo commento: " Non ti pubblicheranno mai sfigato "

Nel post che omaggia il lodevolissimo impegno di Luigi Manconi (clic) sul problema del trattamento disumano dei detenuti, e su uno dei tanti strani suicidi in carcere, c'è questo commento: " Due froci che spippano. Siete ridicoli "

Ora, io non ce l'ho con il fascismo implicito di questa persona, evidentemente seccata che ci si permetta di criticare il suo idolo. No, penso che vada aiutata da tutti.  Ce l'ho, però, con il fatto che certi idoli dovrebbero abbadare di più ai loro fans; anzi,  dovrebbero fare ancora meglio evitare di nutrirli attraverso le loro opere e le loro pose... ma questo è veramente chiedere loro troppo.

Per disgrazia il tempo non è molto, ma noi quello che si può fare per queste persone svantaggiate si fa. Per ora il corso di recupero, poi vedremo. Si sta pensando anche all'istituzione di serate di commentatori anonimi che si raccontano tra loro i propri disagi. Essendo essi tronati, si potrebbe anche avviare una raccolta fondi attraverso il Teletron.

Ps: nel video, oltre al maestro Maurizio Milani, c'è Daniele Trambusti, un altro raffinato comico ingiustamente isolato dalla cosiddetta vita culturale.










martedì 28 giugno 2011

Programma di governo della sinistra civile


Narratore TQ che spiega al popolo i vantaggi del nuovo programma di governo

Il programma del nuovo  governo della società civile c’è già, imbattibile: raddoppio  dei fondi alla cultura per fare in teatro le letture della figlia di Marina Ripa di Meana dei testi della Dramammaturga spagnola Concita de Gregorio (che dirigerà anche il TG1, lasciando le incombenze spicciole al suo segretario e agente, Walter Veltroni); risolvere con una legge ad hoc la questione del programma tv di Fabio Fazio e Roberto Saviano, i quali potranno andare in onda tutte le volte che gli pare a loro, a reti unificate universali, per mettere in riga l'opposizione berlusconiana e sopraditutto dalemiana; restituire la dignità alle donne, sopraditutto a quelle che l’avevano dovuta dare forzatamente in prestito infruttifero al tiranno attraverso contratti con le sue aziende  editoriali; dare il permesso ai magistrati di intercettare tutti, senza se e senza ma, fin dalla culla; arrestare chiunque, a turno, tanto qualcosa di male l'hanno fatto; fare una legge per abolire le elezioni comunali e nominare  sindaci di grandi città i magistrati che fanno inchieste a cazzodicane; assumere scrittori TQ in tutti gli enti pubblici al fine di produrre nuove narrazioni per maggiormente soddisfare i bisogni del popolo.

Post di Larry Svizzero (TQ me l'ha fatto mettere per forza il cugino titolare del blog, ma non so che vuol dire)

lunedì 27 giugno 2011

Rivoluzione Egiziana

Liberté, Verginité, Fraternité


Squallore massimo: in Egitto adesso si fanno i test di verginità alle ragazze fermate durante manifestazioni,  giustificati dai generali MOMENTANEAMENTE al potere grazie alla " rivoluzione ".

Ulti Mora news (08.44)

Giampaolo Rugarli. Qui una recensione della sua trilogia sul mondo editoriale.

Un giorno si dirà: “ è prorio una brava puttana di famiglia “ (Giampaolo Rugarli)

Non stiamo mica a bambolare i pettini!

Il poeta filosofo Fondane mi pare che era uno che ne capiva di queste robe che vado modestamente a dire

Questi farfallini del circo culturale, accusando la realtà di essere farabutta, non solo scoprono l'acqua calda, ma, disegnandola  come drago imbattibile,  realizzano come inamovibile  la realtà stessa che dicono di voler trasformare,  non provando nemmeno a immaginare  che il più efficace  modo di trasformarla è quello di  ignorarla, oppure,  in subordine, svalorizzarla, riconoscerla solo come racconto tra un novero di racconti esistenti o possibili. Insomma, il loro lavoro di letterati e di artisti, se lo fossero, sarebbe quello di rivelare il contenuto di menzogna della cosiddetta realtà, la quale   altro non è che quella bolla di valore  narrativo imposta ai sudditi da chi conduce la società   a favore dei propri interessi di dominio.

Una modesta proposta da Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti contrariato nell'istante in cui ricevette la proposta di dirigere Il Giornale

Il Giornale, in occasione degli svaghi estivi, regala ai lettori DVD con fiction ricavate da importanti racconti o romanzi del passato. Per domani è annunciata la puntata  tratta da  una breve opera del parroco  J. Swift,  scritta nel 1729,  Una modesta proposta,  mirata a impedire che i bambini irlandesi siano a carico dei loro genitori o del loro paese, e mirata a renderli utili alla comunità. In questa proposta, scritta da  Swift proprio per  talenti come Alessandro  Sallusti,  che in questo DVD ne è l’interprete principale, il direttore  interpreta la parte di un benestante giornalista che mangia i bambini poveri, e che, mentre li mangia con gusto, spiega le sue ragioni, a partire dalla tenerezza della carne dei più piccoli, invitando tutti a fare come lui per il bene del paese, ma, sopraditutto, per il bene dei piccoli.  Del resto si eviterebbe loro anche il rischio di essere molestati e arrecare danno alla chiesa cattolica per colpa delle mele marce.

@Larry Svizzero

Di Pietro non è di sinistra

Chi l'avrebbe  mai detto che uno così non è di sinistra?


Di Pietro, in un'intervista al   Corriere della sera, ha dichiarato che non è di sinistra. Chi si crede d’essere, Veltroni?!

Il problema, adesso, è sapere se non è di sinistra come Marco Travaglio, come Roberto Saviano, oppure  non è di sinistra come Beppe Grillo. Ci sono delle differenze... Oppure ancora, direttamente, sotto sotto, non è di sinistra come i condottieri ai quali rimanda la posa?


Copy Larry Svizzero

Epistola prima a Beppe Grillo

Intervento chirurgico poco riuscito

Raccontuccio. Siamo in un ospedale. C'è aria di rivolta. I malati cospirano per i corridoi, applaudono qualunque dottore specializzando che passi, si chiudono nelle stanze, nascosti a parlare per ore. I più rifiutano le terapie dei primari, vogliono dottori giovani, si accontentano anche di infermieri civili, ma di quelle carogne dei professori della vecchia casta non ne vuol sapere niente nessuno. Dalle sale operatorie (no cospiratorie) entrano ed escono infermieri e portantini. A volte si sente gridare. Girano elenchi dettagliati di presunti errori chirurgici degli oligarchi, pubblicati sul giornaletto sindacale dell'associazione malati LO STRAFATTO SETTIMANALE (Di Pietro o Borghezio? O pari demerito?). Bisogna fare qualcosa. Chi deve operare chi? Come? Chi comanda? Chirurgia diretta! Deve decidere il popolo!! Primarie del popolo!!! I chirurghi, gente sorniona,  sono meravigliati   da questa nuova chirurgia diretta; non capiscono come si possa operare senza essere chirurghi, hanno maturato curiosità, ma anche scetticismo: se ne presentano solo due, e non tra i migliori. Si presentano anche tre giovani dottori specializzandi, carini, un centralinista calvo, il presidente della cooperativa portantini, tre malati cronici, e, infine, la candidata più popolare e temuta, la cassiera del bar, Chiara, una bella signora biondo-irriverenza che quando batte lo scontrino a un qualunque chirurgo, urla sempre al barista, in romanesco: " A Fra', 'n cappuccino e 'na brioscia ar macellaio! ". Si è votato. Partecipazione altissima. Le primarie sono andate come dovevano andare: i chirurghi sono arrivati ultimi, appena dietro ai ggiovani... hanno pigliato la loro roba e se ne sono iti nelle loro cliniche private, appena scuotendo la testa. Nel popolo l’entusiasmo è al massimo. E' finalmente venuto il tempo del popolo, è venuto il tempo di Chiara, che aveva scaldato l'elettorato con lo slogan " Nuove terapie e nuovi interventi chirurgici per tutti! ". Gli elettori fanno cagnara nelle corsie, bevono, cantano, abbracciano, pippano di tutto estraendo liberamente dall'armadietto della caposala. Chiara, anche in collegamento diretto con il popolo che Hanno Zero, prima di prendere il suo posto ha fatto un commovente discorso di ringraziamento, sempre in romanesco, finendo con una sibillina frase che amplificata dagli schermi tv ha fatto riflettere il paese intero: “ AMMAZZETE QUANTO SEMO STRONZI!!! “ E poi tra sé: “ Sì, a’mo vinto, ma mo’ chi opera?


Foto ricordo alla presentazione del nuovo partito SODL sala operatoria delle libertà


Il miglior chirurgo del popolo  degli ultimi 150 anni. Quello che parla credo sia il suo assistente


Post di Larry Svizzero

domenica 26 giugno 2011

Giovanni Lorusso, uno dei tanti strani suicidi in carcere

Sui suicidi in carcere interviene sull’Unità Luigi Manconi (clic), un  uomo come si deve, non a caso sardo: gli auguro di diventare   un     giorno   first gentleman, in quanto marito di Bianca Berlinguer.


Enrico Berlinguer con la figlia Bianca

Ulti Mora Flash (08.43)



Risulta che Roberto Saviano sono 48 ore che non firma un contratto.

La psicologa Maria Rita Parsi analizza il fenomeno dal punto di vista degli effetti devastanti  che può avere sulle masse una simile notizia

Michele Misseri si dichiara dispiaciuto per Saviano

Giorgio Clelio Stracquadanio Protettore del popolo operoso



Giorgio Stracquadanio  con una sua dipendente

Trovata l’agenda di Stracquadanio. La sua giornata tipo è così: si alza alle 08.00; non si sveglia prima delle 12.00; alle 13.00 fa il comunicato stampa sulla prostituzione lecita in politica; alle 15 va in tv a spiegare che è stato frainteso, che comunque dopo verrà legalizzata anche la prostituzione di una volta; alle 16.00 fa un riposino fino alle 19.00; alla 19.15 batte, batte, la dichiarazione sul fatto che quelli di sinistra non fanno un cazzo dalla mattina alla sera; alle 19.30 telefona a B per domandare se c’è fica per la serata; alle 20.00 va a mangiare al rignorante; alle 21.00 a molestare ospiti in uno studio tv, oppure a fare rutti al corso di bon ton tenuto dal ministro Brunetta; per finire, va al solito festino, da culo flaccido, a non fare sesso a migliaia di euro a botta con le ospiti, che tanto paga il noto peneficatore, il quale, si sa,  lo fa per penerosità, perché in fondo in fondo è uno che ama l’umanità, come si dice, un ficantropo.



Giorgio Stracquadanio  ai tempi della sua prima ditta, in società con una allegra signora romana



Copy Larry Svizzero

Diritto di critica

In Italia funziona così: se infaman loro  è critica, se critichi tu è invidia

intellettuali, scrittori civili e comici satirici mentre ribattono colpo su colpo a chi li critica (quello in fondo a sinistra dovrebbe essere Roberto Saviano, e  quello di spalle poco distante da lui dovrebbe essere Daniele Luttazzi)

Ulti Mora (07.10)

Prima di mettersi finalmente a dormire, il Presidente ha dichiarato che contro il degrado morale del paese  bisogna combattere in tutti i modi la piaga della Costituzione. Lo rivela una delle sue assistenti.


 il Presidente mentre firma importanti documenti segreti


 assistenti del presidente durante una pausa di lavoro



Larry Svizzero

sabato 25 giugno 2011

Concita de Gregorio nuovo direttore della NIA?

giornalisti dell'Unità contrariati per le decisioni dell'editore

Concita de Gregorio potrebbe essere nominata provvisoriamente direttore della nuova squadra nazionale di indignazione acrobatica (NIA), che parteciperà prima alle olimpiadi e poi alle elezioni, tra due anni, quando la direttrice sarà  eletta quasi certamente Presidente della Repubblica. Vice il suo cavallo o Roberto Saviano. Nel secondo caso, il cavallo di Saviano sarà nominato ministro della cultura.  

Concita al lavoro con il suo cavallo   quando ancora non sapeva di essere una grande giornalista (insomma, prima di incontrare Veltroni). Sullo sfondo, dietro al signore con la giacca bianca, si intravede Roberto Saviano, quando ancora non sapeva che Carlo de Benedetti l'avrebbe un giorno costretto ad amministrare una delle sue tante ditte, la seconda Repubblica

Ps: c’è poco da fare, dato che c’è tanta gente indignata ci vogliono tanti indignatoi, è una legge di mercato. Una volta c’era tanta gente che sputava e ci volevan tante  sputacchiere.

Ps2: proteggiamo Concita de Gregorio dall'assalto delle testate  sfigate di sinistra che con la scusa della solidarietà politica vogliono pagarla poco.

Copy Larry Svizzero

Luigi Bisignani chi?

persone bisognose che fanno anticamera da Luigi Bisignani

Non capisco come Luigi Bisignani, uno con addosso una sola condanna, peraltro lieve, possa avere tutta quella reputazione.

Larry Svizzero

Nineddoche 9



Si dice tante volte " non vedo nulla ", per esempio quando siamo al buio. Ma ciò non vuol mica dire che non c’è nulla.

Lunetta Savino

venerdì 24 giugno 2011

Giuliano Ferrara si è sottoposto alle rilevazioni di una commissione scientifica incaricata dall'ONU di fare un progetto per aiutarlo, sia psicologicamente che fisicamente, a scendere dal carro dei vincitori

scienziati che analizzano il corpo di Giuliano Ferrara

Din Don: si avvertono i piaggiatori  in trepidante attesa, che il carro del vincitore partirà con imprecisato ritardo, dato che deve ancora  scendere Giuliano Ferrara, ciò che richiede una  pericolosa manovra di numerose gru, nonché il ragionato  intervento di  ricercatori e scienziati della logistica.
Din Don: si informano i gentili piaggiatori che una volta risolto il problema dell'oramai incongruo carico,   il carro, al suo posto, ne potrà accogliere a milioni, e potrà sfrecciare a velocità sorprendenti verso le sue (non) sempre nobili destinazioni.
Din Don: si informano  inoltre le gentili piaggiatore aspiranti showgirl,  che potranno  viaggiare più riservatamente sul carro dei cincitori, dotato di tutti i confort, preservativi profumati e tutto.  
Din Don: cazzo... ancora problemi... si sta discutendo animatamente su chi debba guidare il carro, una persona della società civile - che vuol dire uno che rientri nella categoria professionale  giornalista-scrittore-conduttore - o un politico puro, che vuol dire Massimo D’Alema. Il quale, a tradimento, ha proposto Bianca Berlinguer e ha fregato tutti.
Din Don: si avvertono i signori piaggiatori che Giuliano Ferrara si è rimesso al suo posto, tanto... Le operazioni di scarico - così  sarà anche più serio il progetto dei lavori - riprenderanno al più presto. Ma c’è chi dice  due anni...

Larry Svizzero

Onore a Lele Mora

 protesta davanti a san vittore da parte di un  gruppo di  penefattori e ficantropi, protettori e utilizzatori finali delle  showgirls di Lele. Sotto l'ombrello si intravede uno che di giorno fa anche lui uno dei  mestieri più antichi del mondo, il Presidente del Consiglio.

Ulti Mora: Un plauso a Lele Mora, il quale dal gabbio ha coraggiosanamente dichiarato che se ha fatto reati è giusto che paghi, che non ha paura di finire per anni in parlamento.

Larry Svizzero, che sempre ringrazia il cugino per l'ospitalità

Calcio, fiction e scommesse

scommettitori che festeggiano

Come alcuni sanno, faccio parte di un’Accademia di pensatori buontemponi cospiratori, l’Accademia degli Inaffidabili, che per rispetto della prassi comune si riunisce assolitamente in segreto, in Firenze, via Ricasoli 4 giallo. Che si fa? Nulla, si cazzeggia da professionisti. Ieri sera la discussione è finita sul calcioscommesse. L’esperto di marciume sportivo si è espresso meglio che poteva. Ha detto che si ricordava di  una prima pagina del Financial Times:  la  fotonotizia era su Cannavaro e l’Italia fuori, fatto che a lui pareva inusuale, anche perché il giorno prima non c’era neanche un rigo sulla Francia fuori. Del resto, garantisce lui,  praticamente mai il giornalone in prima pagina devia dai temi politico-finanziari.  Ma  a quel punto, riimmergendosi in una faccenda dolorosa evidentemente rimossa,  ha cominciato a bestemmiare in sanscrito, come fa quando è veramente arrabbiato. Dopo un po’ s’è ricalmato. Ha detto che aveva avuto ragione il Financial  a sospettare il plagio. Ha detto, infatti,  che lui lo scorso anno aveva scritto una sceneggiatura di fantasia su un campionato di calcio, lavorandoci mesi, ambientata in un paese corrotto come mettiamo la Bulgaria, rifacendosi ai film di pugilato americani, quelli dove sempre si raccontava del campione che sottostava ai ricatti dei boss mafiosi, e che alla fine, pur controvoglia, finiva la sua carriera perdendo un incontro che avrebbe potuto vincere facilmente. Ha detto che la partita dell’Italia con la Slovacchia troppo somigliò alla sua descrizione della partita decisiva immaginata nel corrotto campionato bulgaro. Ha detto  che dopo quella cazzo di partita, nessuno  gli ha comprato la storia di immaginazione per trarne un fiction. Quando si dice gli scherzi che fa la realtà...



S’è messo a ridere, ha detto che il gol della sicurezza azzurra, quello sloveno del 3 a 1, non è in nessun modo credibile, non era possibile neanche immaginarlo in una sceneggiatura di fiction, è un goal che non si vede neanche ai campetti. Ha detto che un risentimento sciatico non impedisce al portiere più forte del mondo di parlare coi giornalisti per 10 giorni, né di assistere i propri compagni dalla panchina nella partita Italia - Nuova Zelanda. Ha detto che se giocatori e allenatore continuavano ad accusarsi l’un l’altro, di aver avuto PAURA, se ne facevano accorgere... che potrebbero aver interpretato abusivamente una sceneggiatura di fiction della quale non detenevano i diritti. ECCHECAZZO! Ci domandava, a noialtri soci anziani,  se non sia il caso di intentare alla Federcalcio una causa per abuso di copyright.


mogli di ladri di sceneggiature che festeggiano


Alla fine il socio esperto di marciume sportivo, che è uno nella stessa condizione economica del conte Mascetti,   s’è messo invece a piangere per il mancato guadagno. Esausto ha cominciato a inneggiare in aramaico, come fa quando intravede una via d'uscita. Ha cominciato  a immaginare una sceneggiatura di fiction delirante dove uno scrittore rapinato di un lavoro già pronto si vendica  scrivendo una controsceneggiatura sui ladri di sceneggiature....  Ma era l’ora di andare a dormire, l’abbiamo lasciato a cospirare ed esultare  da solo, con la cresta appoggiata sul tavolo.

giovedì 23 giugno 2011

Cambia il vento


 esperti meteo fanno rilevazioni eoliche

Il PD  esprime sconcerto di fronte alla campagna pubblicitaria lanciata dal comitato nazionale «Se Non ora quando», evidentemente volta a ricordare la propria esistenza in vista della selezione dei componenti la   squadra di indignazione acrobatica che parteciperà alle prossime olimpiadi.

PS: dalla foto potrebbe anche non essere una donna… anzi, sarebbe bello fosse che so, Scalfarotto, Civati, Renzi… Forse uno più magro come Fassino…


Larry Svizzero ospite del cugino alletterato

Le cinque giornate di de Magistris, il nuovo monnezzaro di Napoli

 Ipotesi di discarica provvisoria
Domando umilmente:  i cinque giorni coi quali il sindaco del popolo di Napoli De Magistris libererebbe la città  dai rifiuti, sono cinque giorni di sua specifica produzione o sono gli stessi cinque giorni ormai usurati che ogni tanto tira fuori il  presidente del consiglio, a sua volta usurato?


Ripubblico un post di giovedì 3 febbraio 2011, compresi tre bei commenti

Munnezza mezza ricchezza (emergenza rifiuti a Napoli)

Sarà stupido, incivile  e superato  al giorno di oggi guardare alle cose dal punto dei vista dei soldi invece che dal punto di vista della società civile più aggarbata, ma i soldi contano, a volte contano solo i soldi.  Si dice che per l’emergenza rifiuti a Napoli, che ha più o meno un milione di abitanti,  si sono spesi negli ultimi 15  anni 8 miliardi di euro. Secondo me molto di più. Ma anche fossero solo 8, essi sono andati a sostenere il reddito di una città che alla luce dei fatti  ha più inventiva di altre. Si tratterebbe di 8.000 euro a cittadino, che in un modo o nell’altro sono circolati nell’economia regolare, hanno copiosamente contribuito al formarsi del reddito di ogni famiglia napoletana, attraverso posti di lavoro o commesse aziendali. La cifra,  in un sistema di smaltimento rifiuti razionale, si ridurrebbe forse a un quinto. Questo è il motivo, secondo me, per cui quello che si vede in tv non è altro che un furfantesco  spot pubblicitario di un’azienda che produce ricchezza dalla munnezza, ricchezza ridistribuita più di quanto si voglia far credere, sicuramente ridistribuita più di quanto fa l’Impregilo  inceneritoria di cui voleva forse parlare San Saviano a vienghi via con me, perché chiunque abbia un po’ di cervello, quando Saviano, appena dopo una drammatica pausa, disse  camorra, si stava aspettando che dicesse Impregilo, Impregilo, non camorra, oppure camorra e Impregilo, che sono loro che ci guadagnano di più, camorra e Impregilo, o l'una o l'altra, oppure, sia l'una che l'altra.

Che la camorra è quello che è, economicamente parlando  un sistema criminale di produzione  e distribuzione di ricchezza. E anche l’Impregilo  è  quello che è,  uno dei gruppi industriali più potenti d’Europa, con rispetto parlando. La stessa Impregilo  che pare, pare - magari secondo gli allarmi del sindaco di Salerno De Luca, che vuole sì l’inceneritore, ma con tecnologie di ora, le migliori sul mercato,  del quale vuole lui stessa e la sua amministrazione commissionare la costruzione - costruisca inceneritori cosiddetti termovalorizzatori ma che inceneriscono e buttano tossine nell’aere con tecnologie superate, tecnologie che non riuscirebbe mai a piazzare nel resto d’Europa,  trattando la Campania da terzo mondo, con la complicità del suo maggior agente di commercio, Berlusconi. Invece quell’altra ditta che chiamano camorra agisce  con la complicità del popolo, che quando c’è da fare schifezze non si tira mai indietro. Sembra dire il popolo ai governanti:  sfaccimm, nu cacat 'u cazz, ratec ‘ ddànari, l’nceneritur e ‘a raccòrt differenziàt facitel’ a ‘u nord vustr!
Pubblicato da Larry Massino a 00:39
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3 commenti:

Anonimo ha detto...

    ho qualche dubbio ma comunque sia i' sudicio è sempre lì, ma i'contadino icche ne pensa, mi garberebbe sapello
    anonima
    03 febbraio 2011 09:35
Anonimo ha detto...

    AVITA MURI'
    di Peppe Lanzetta [ 05/02/2008]


    Palle palle palle
    c'avite cuntate sulo palle
    pe' 14 anni v'ata futtute 'o sanghe nuoste
    e l'avite annascuse dint'a l'ecoballe
    Giugliano dice basta, a Taverna do' Re nun ce sta cchiu' posto
    levate 'e mane 'a cuollo a Pianura, levate 'e mane, si no e' guerra

    Palle palle palle
    c'avite cuntato solo palle
    c'avite abbuffate 'e scorie tossiche, veleni 'e ogni tipo, munnezza
    comme a vuje metalli pesanti e 'a mamma 'e tutte 'e Diossine
    ma s'adda aiza nu viento ca' nun tene nomme e v'adda affunna'
    a tutte quanti e nuje attuorno facimmo 'o coro: Assassin, Assassin!

    Scennitece 'a cuollo bestie, gente senza scrupoli ca' avite
    approfittate do' potere
    pe' fottere guagliune 'e 15 anni, mamme e pensionati
    E' fernuta 'a zezzenella mo' o popolo ve sbrana, cu' a famme
    ca' se ritrova
    ‘ndo scuro ve magne vive, 'o piezzo cchiu' gruosso
    ca' ve rimmane e' nu stentino

    Palle palle palle
    c'avite cuntate sulo palle
    perfino 'o Vesuvio s'e' sfasteriate 'e ve senti'
    sta priparanno 'o cchiu' grande rutto ca' mai fatto
    e avite fa' 'o giallo, comme 'o sorice vicino a gatta

    'a munnezza e' ricchezza
    chesto ve l'avite mparato buono
    'a munnezza e' tesoro
    chesto l'avite sempe saputo
    ma chisto mo' e' nu vico ca' nun sponte e a fore ce stammo nuje,
    passatece pe' cuollo, 'o tenite o curaggio?

    Ma 'o Stato addo e' stato
    cca' tutte quante sapevano lo fatto loro
    e nisciuno parlava, pure 'o silenzio era oro
    ma 'o latte mo' e' asciute a fore
    e ve tradisce pure chi nun v'avesse tradi', 'o core

    Palle palle palle
    c'avite cuntate sulo palle
    emergenza emergenza emergenza
    e zittu zittu v'abbuffavano 'e panze
    emergenza emergenza emergenza
    avita rimmane' chiuse bloccate 'nda n'ambulanza 'e tre 'a notte
    a 100 metri a nu pronto soccorso e nisciun v'adda pute' salva'

    Commissario a coppo e commissario a sotto
    L'Europa ha pagato e vuje avite futtuto
    Capri se rigneva 'e Yacht e Mundragone affugave 'nda munnezza
    avite acciso 'a speranza da' povera gente, pure l'acqua c'avite
    inquinato
    'nzieme 'o poco e muzzarella, 'na fronna 'e nzalata e nu chilo
    'e mele annurche
    Ma nu juorno 'e chiste pure 'a terra s'adda ribella',
    'a natura c'adda vummeca' 'nfaccia tutto 'o marcio
    ca' avite seppellito 'e notte comme a tanti mariuoli 'ndo scuro
    avite fa' 'a fine de' pecore d'Acerra, avite muri' fulminate
    cu'e mazzette 'e soldi mmane, manco 'o tiempo 'e v'e pute' cunta'
    pecche' chello che conta
    e' sulo chello che simmo 'ncoppo 'a sta terra
    e vuje site gente 'e niente, avita muri'
    accise da' stessa vosta guerra

    Palle palle palle
    chesta avite miso dint' a l'ecoballe
    a differenziata l'avite fatte dint'e sacche voste, a cca' 'e piezz
    ‘e 50, a cca' chill e 100, a la' chill' e 500...
    mo' parlate 'e solidarieta'

    Je ve facesse affuga' mmiezo a tunnellate 'e sacchette putrefatte,
    nzieme 'e surice 'e zoccole ca' ve ballano 'o tango attuorno
    e a vuje nisciuno v'adda stennere 'nu dito...'o lamiento vuosto
    s'adda' perdere 'ndo rummore 'e l'infinito...
    03 febbraio 2011 10:39

Contadino della sua terra ha detto...

    Gentilissima signora senza nome, sempre che qua non vi volete mettere pure voi a giocare a nascondino, e questo fatto lo può capire il signore Larry, chè pure a me mi piace a fare questo gioco, dovete sapere che, quando mi metto a ragionare di certe cose, la testa non capisce niente più, perchè non lo sa come si può fare a mettere le cose un poco, no tutto, più a posto.Poi, mi sta ricapitando un momento un poco curioso che non mi sto divertendo tanto a vedere le cose storte. Però: a me mi pare veramente da manicomio che uno può sapere da dove vengono le uova, e pure il nome della gallina che le fa, e un'industria che si vuole mettere a dare il lavoro alle persone non deve dire che schifezza che si avanza da questo lavoro e dove la va a buttare. E quello che non mi fa rifiatare, quando, come mo, ci penso, è che se io ero un giudice tanto preciso e potente che potevo fare pentire tutte le fabbriche disoneste e i camorristi, tutt'assieme, combinavo un guaio ancora più peggio; e che nu giudice che, per non fare più peggio di come stanno le cose, si mette a cambiare la situazione un poco alla volta, non me lo riesco a immaginare. Buona notte a tuttu quanti.
    04 febbraio 2011 00:16

mercoledì 22 giugno 2011

Gian Carlo Fusco



So che tutti hanno letto questo fondamentale romanzo e questo fondamentale scrittore. Però ce lo metto lo stesso. Sono convinto che alla nostra cultura mancano questi cristi qui, che magari andrebbero anche loro  dalla Dandini e Fazio a farsi applaudire, ma qualche volta ci sorprenderebbero, non solo per le loro idee e opere, ma perché non potrebbero resistere alla tentazione di togliersi la dentiera e immergerla nel bicchiere d'acqua che si riserva di solito agli ospiti nello show chiacchierativo. Intendiamoci, non è che i Fusco mancano perché non ne sono rinati: ne sono rinati a bizzeffe! Purtroppo vengono ignorati. Mica per censura. No, questi qua che gestiscono il circolo culturale sono DEMOCRATICISSIMI, mai e poi mai isolerebbero persone di talento solo perché non fanno parte di nessuna bisignaneria. Mai e poi mai, 'tacci loro!



Loredana Lipperini è libera (di restringere il concetto di libertà?)

rieducatori di commentatori scorretti in moderazione

Già sulla tazza del cesso, quasi tutte le le mattine, da quando successe il fattaccio che fui censurato nel suo blog, mi interrogo sul fatto se ho qualcosa da dire a Loredana Lipperini, ché glielo dico da qui e non sto a disturbarla a casa sua. Di solito non mi viene nulla. In mente. Stamattina sì.

Confesso che girovagando girovagando, dato che notoriamente non ci ho un cazzo da fare tutto il giorno, qualche volta ancora entro nel suo negozio centrale, anche se mi astengo dal commentare, a parte una sola volta, un commento appena appena sarcastico, che fu pubblicato, ed è ancora lì. Ci vado, nella nota boutique,  perché a volte vi si incontra ancora gente in gamba. Per esempio l'altro giorno c'era un commento bello di una giovane critica e scrittrice notoriamente aristocratica, la raccontessina  Gilda Policastro, in questo post che si intitola appunto Libertà. Ci vado per vedere di che  si chiacchiera e quali sono i modelli ultimi della collezione scrittori a go go  primavera estate 2011. Ultimamente va molto la tinteggiatura di libertà, la libertà di qui la libertà di là. Essa - per la paladina degli scrittori oppressi dalla crisi e dal governo, che non riescono più  a pubblicare fino alla fine del mese  e devono farsi aiutare dalla famiglia, dalla famiglia, dalla famiglia - consiste principalmente nel cacciare dalla bottega chiunque si mostri avverso alle tesi principali degli articoli e alla ristretta mentalità della  comunità di commentatori abituali (se si fa per uso personale, lo sanno tutti, non è reato, purché in modica quantità). Ieri vi fu buriana abbastanza.  Infatti stamattina la Lipperini, sempre a proposito di libertà, ci propina la sua perfetta sintesi: " Un’avvertenza: per alcuni giorni i commenti al blog saranno tutti moderati, e potrò renderli visibili in modo non continuativo, purtroppo.  E’ la seconda volta, in sette anni, che avviene nella storia di Lipperatura, e questo vi dà l’idea della situazione. Pazientate ". Moderati vuol dire che passa solo quello che vuole lei. Insomma, vuol dire CENSURA. Che prima faceva solo togliendo i commenti che non le garbavano, ma almeno evidenziandosi come censora, perché prima apparivano poi puff...

Da quando c'è internet, a proposito di libertà, si propaganda che la comunicazione è più facile  e queste palle qui, che internet sostituisce le piazze evvia evvia. Con il cazzo che è così. Quando io andavo in piazza, ancora bimbetto, c'era tanta gente che odiava i capelloni, i comunisti, i fascisti, le femministe, gli zingari, i vagabondi, i froci, ma nessuno si sognava di dire da oggi, per alcuni giorni, sono costretto a non fare entrare in piazza i froci o chi altro! I fascisti facevano le spedizioni punitive e menavano, ma poi erano loro a  dover scappare  dalla piazza per andare a nascondersi (per altro di solito le pigliavano...). I comunisti più idioti mettevano a volte il servizio d'ordine all'ingresso della casa del popolo (sopraditutto quando arrivarono gli extracomunitari,  che effettivamente rompevano un po' il cazzo facendo risse non solo fra di loro e maneggiando coltelli e roba in questa maniera): peccati veniali... Più chiaro di così non posso essere.

L'articolo di stamattina di Lipperatura si intitola Piccole Patrie, e contiene  un articolo del filosofo Remo Bodei, il quale si interroga sulla incapacità di stare insieme degli uomini nell'epoca della  globalizzazione. L'articolo abbastanza banaletto del rispettabile filosofo  finisce così: " Il grande paradosso odierno è, appunto, che quanto più il mondo tende ad allargarsi e ad integrarsi, tanto più sembra che a queste aperture si reagisca con chiusure dettate dalla paura e dall´egoismo, con la rinascita di piccole patrie ". Piccole patrie, si dice, piccole patrie,  nelle quali l'ingresso non è libero a tutti, come una volta in piazza,  ma moderato dalla difensora della razza letteraria pura, Loredana Lipperini (che mi sa che non ha capito tanto l'articolo di Bodei che lei stessa ha pubblicato...).

«Un uomo, che fosse solo nell'universo, non avrebbe nessun diritto, ma avrebbe degli obblighi».  (Simone Weil, 1943)

martedì 21 giugno 2011

Probabile nuovo direttore Unità

la Sòra Cecioni si consiglia con la precedente direttrice

Antonio Rezza - L'orrore di vivere

Arrestato Lele Mora - Governo saldo


immagine scabrosa porno di assistente omosex di Lele Mora che lo massaggia proprio in quel punto
Arrestato Lele Mora? Si vede che siamo ancora in una fase interlocutoria: il padredimarina non è ancora finito. Quando vorranno colpirlo definitivamente, arresteranno Santoro e Travaglio.

Copyright Larry Svizzero

Victor Cavallo giornalista dell'Unità...

poeta comico beat

Qui Victor in una breve clip, nei panni di un moderno giornalista dell'Unità,  dal film " Lontano da dove " di Francesca Marciano e Stefania Casini

Veniamo da vicino e andiamo vicino(V.Cavallo)

domenica 19 giugno 2011

Concita De Gregorio lascia la direzione dell’Unità al FQ non ci va di certo Renato Soru la stima che ha telefonato a Pippo Civati che è comunque colpa di D'Alema che Dagospia è peggio dell'Ora ma la Mondadori un posto per lei secondo me lo trova Fulvio Abbate esulta.


Ammiratori di Concita che discutono amabilmente coi dirigenti del PD


post di Larry Svizzero, in fase di correzione, sia il testo che il suo autore

I fatti. La Dottoressa Concita De Gregorio ha lamentato, in due successivi editoriali sull'Unità, di essere oggetto di un attacco della macchina del fango, messa in moto questa volta da Roberto D'Agostino e dal suo sito, che altro non sarebbe che una moderna versione di antiche veline dei Servizi secondo le precise parole della ex direttrice dell'Unità. Sticazzi. Alla faccia del Giornalismo di serie A... Scommetto che D'Agostino querela... però dopo essersi consultato coi suoi avvocati, perché se il più pulito ci ha la rogna... meglio essere prudenti... nelle intercettazioni ultime potrebbe essere che c'è roba imbarazzante anche per lui... se no la direttora è completamente impazzita... ma per gli idioti lettori-elettori-cittadini italiani, ancora non è dato sapere. Vedremo. Secondo la De Gregorio qui e qui, D'Agostino avrebbe scritto panzane sulla sua uscita dall'Unità qui e qui.
 
Da non sempre difficilmente comprensibile blogger, sono costretto a intervenire in questa disgustosa  querelle. Secondo la direttora - che essendosi  fatta le ossa lavorando  nientemeno che al VERNACOLIERE non tollera le facezie, perlomeno quelle sul suo conto -  chi scrive sul sito Dagospia avrebbe sostituito Bisignani due o tre fra le migliaia di aspiranti sottopancia che quotidianamente fanno "filtrare", come si dice in gergo, quattro menzogne miste a un dettaglio reale che dia credibilità all'insieme nella speranza di ottenere - gli aspiranti servi - qualche credenziale che assicuri loro quel che non può dargli la credibilità e il talento che non hanno. Pur non sapendo cosa siano i sottopancia, e non avendocela affatto coi servi, semmai coi padroni, faccio minimamente parte della servitù aspirante, essendo un abituale commentatore nel sito Dagospia, che mi piace abbastanza, ed essendo del resto stato un abituale commentatore del Blog della De Gregorio, che si chiama Invece, prima di essere stato censurato tre o quattro volte, facendomi capire che l'Unità non è casa mia, essendo io una semplice persona di sinistra Invece che un unto dal signore (Veltroni...). L'altro giorno ho quindi commentato l'attacco spropositato delle De Gregorio a D'Agostino, accusato di essere un moderno Mino Pecorelli, ma senza esibire prova alcuna, alludendo a sapienze arcane, come, appunto, faceva Pecorelli... Lo stile, di ambedue, va detto, è basso basso: il primo fa male a chiamarla Lady Cecioni, per denigrarla, alludendo al cognome casereccio del simpatico marito, che semmai è lui il Mr De Gregorio.... (Concita, del resto, sarebbe una perfetta signora Cecioni della sinistra fru fru, ma intesa come signora Cecioni della mitica Franca Valeri); la seconda fa male a mostrare tanto livore nei confronti del sarcasmo a volte pecoreccio di D'Agostino  e della sua servitù (ma Pizzi è addirittura il più importante antropologo italiano, in stile leopardiano, intendo dire che le sue foto, peraltro  spesso leopardate... di gente che magna, sono una sintesi perfetta del moderno carattere italiano). Comunque, sono pèni loro. Io ho commentato sul sito cazzaro, al quale scrivo abbastanza frequentemente, sempre per cazzi mii, in questa maniera: “ Caro D'Agostino, ora capisco meglio la mancanza di pubblicità nel suo sito, che mi risulta frequentatissimo: non ce la mette per far rabbia a Concita de Gregorio, che se no l'accusa di fare le peggiori nefandezze neanche Pecorelli. Come funziona: se uno ha delle fonti devono essere per forza limpide? Allora chi ha detto alla purissima De Gregorio che Bisignani ha un ufficio a palazzo Grazioli? Comunque, mi state tutti sul cazzo, con rispetto parlando, s'intende “. Se non altro ho dato l'occasione a D'Agostino di mostrare una certa dose di stile, pubblicando una lettera del genere dopo averla vagliata (come qualunque rubrica di lettere al direttore, funziona che tu scrivi, lui pubblica quello che gli pare);  che INVECE la direttora, che pure vagliava gli interventi esterni, o chi per lei, mi censurò questo intervento, critico sui finanziamenti alla cultura, prima apparso poi sparito, diventato poi un post del mio blog qui.

Scriveva B.Brecht, più o meno,  che  si è reazionari quando si descrivono i problemi senza mostrare le soluzioni ai problemi. Si è  quantomeno dalla parte degli oppressori, aggiungo io. In questo senso la dottoressa Concita de Gregorio è involontariamente reazionaria, come l'antiberlusconismo di cui è paladina in mezzo  a tanta sinistra milionaria.

Grazie addio i granitici dirigenti del PD hanno deciso che insieme al berlusconismo deve finire l’antiberlusconismo, che ci hanno alla pari oppressi tutti quanti  per tanti anni (in realtà, secondo me, i dirigenti del PD mirano a “ correggere " la linea editoriale di Repubblica e il Fatto Quotidiano, per via che l'Unità la leggono quattro gatti).

Anche Roberto D’Agostino è reazionario, anzi, lui è forse  imperial-faraonico, e non fa nulla per nasconderlo. Ma D’Agostino - allievo di Francesco Cossiga, e ho detto tutto,  nel bene e nel male - non va in tv a fare il paladino della povera gente, che oggi come oggi sono i precari e i disoccupati (altro che dignità e dignità, il più delle volte persa avendo venduto i propri contenuti editoriali al magnate Berlusconi attraverso Mediaset, Mondadori, Einaudi, Medusa ecc e voluta ipocritamente indietro dalla piazza di sinistra...); il pur perfido D’Agostino, non si perita di dire in tv, circa il caravanserraglio politico-editoriale, che quelli che si vedono non contano un pisello, che sono solo fantocci, che chi conta veramente non si vede. Non per essere dietrologico, ma penso che le cose stiano così più di quanto sembri. Nei miei deliri arrivo perfino a pensare che il patrimonio di B non appartenga a B, se non in minima parte, che appartiene ai suoi finanziatori occulti, prima nell'edilizia poi nell'editoria (vedremo). Per questo, secondo me, spende e spande e, storicamente, paga i suoi collaboratori più di quanto meritino.

Comunque, allafineallafine, se è vero che sono sempre i migliori che se ne vanno... la dottoressa Concita de Gregorio non se n’è andata di sua volontà. Questa è la mia impressione. Ancora ieri, dopo aver infangato D'Agostino ben bene,  scriveva orgogliosamente nel suo editoriale che non sapeva nulla, che il suo contratto non era in scadenza ecc ecc. Oggi, INVECE, in perfetto stile sovietico, appare sull'Unità un comunicato congiunto proprietà direzione che annuncia la fine della direzione di Concita De Gregorio. Bella figura di merda.

Fulvio Abbate festeggia su Telederruti qui e qui

qui  come la pensa Giovanni Valentini, uno dei padri (af)fondatori del moderno giornalismo italiano, sull'editore Renato Soru, del quale è stato collaboratore in quanto direttore del portale di news di Tiscali. Anticipo questo brano da una storica intervista:  è un piccolo padroncino sardo che non ha avuto altri obiettivi che fare denaro. Nulla di male, ma almeno non si spacci per uomo di sinistra.



venerdì 17 giugno 2011

Teatro libero


Leggo sul Corriere dell’immaginazione circa la  contestazione dei teatranti contro l'invasione dei giornalisti sui palcoscenici dei teatri pubblici, nonché  contro l'invasione degli attori scartati o in pausa dalla tv e dal cinema. Mi pare una bella cosa. Anche la proposta di fare comitati di autogestione capaci di sperimentare nuove forme organizzative che sottraggano gli artisti dal vile ricatto della protezione  politica. Si potrebbe partire da una graduale  autoriduzione dei finanziamenti in cambio di una completa detassazione delle attività delle sale teatrali, SIAE compresa. Si potrebbe partire anche dalla completa deregolamentazione delle sale sotto i cento posti,  com'era fino al 1980. Non tutti sanno, infatti, che  in quelle sale venne alla luce il miglior teatro italiano del secondo novecento, dato che ce n'erano più di mille quando a seguito di un incendio in un cinema, dove sciaguratamente morirono diverse persone - ripeto, in un cinema - le sale alternative  furono  regolate in maniera assassina dai politici, che agirono da perfetti censori, secondo me in maniera avveduta. Prima di quella legge risultata liberticida  si poteva bene o male far teatro in un garage, in un capannone, in una cantina, in un cortile e ovviamente in vecchi sgangherati teatrini o cinematografi. Mentre il teatro ufficiale della noiosa pros(opope)a di Stato  arrancava, fu in questi spazi che fecero i loro migliori spettacoli Carmelo Bene, Carlo Cecchi, Leo e Perla, Remondi e Caporossi  evvia evvia, pure i più importanti comici, da Benigni e Troisi in poi (e Victor Cavallo, minore e minoritario, ma non inferiore a nessuno). Fra poco arriveranno i nostri al governo, che ci vuole a far passare una legge così banale?

giovedì 16 giugno 2011

Bloomsday



Dino Gavina mi parve valido, lo elessi immediatamente a virtuale sostituto del nonno che non avevo mai avuto. Era colto, aveva conosciuto e conosceva tutti quelli che erano da conoscere; in più pareva buono ed era  assai spiritoso. Nel suo ufficio c'era un foglio appeso al muro che mi colpì, con su scritto, più o meno: questa azienda rimane chiusa il 16 giugno perché si festeggia il Bloomsday.

A noi tra poco ci toccherà festeggiare il Savianoday...

mercoledì 15 giugno 2011

Grazie addio ha vinto la politica e ha perso il populismo


 operai al lavoro per mettere la prima pietra del ponte di Messina entro il 2050


A me questo fatto che gli italiani sono idioti  quando votano come  non ci garba, ma diventano un grande popolo quando invece votano come  ci garba, ‘un mi torna.

Primaditutto bisogna dire che ha vinto la politica antica, hanno vinto i partiti, perché se non ci mettevano organizzazione e faccia la CGIL, il PD, perfino Casini, Polverini,  Zaia  e Maroni il quorum se lo sognavano i comitati, comico in declino Grillo e tribuno di Pietro. Secondariamente, acqua pubblica vuol dire semplicemente che i politici continueranno ad amministrare i servizi pubblici utilizzando le aziende municipalizzate come borsellino dei partiti, assegnandosi stipendi da magna magnager e assecondando i bisogni lavorativi dei loro a volte sfaticati clienti-sostenitori, nei loro bacini elettorali; i costi  degli sprechi verranno spalmati sulle bollette dell’acqua e dei servizi che forniscono le aziende pubbliche: questa è la democrazia, bellezza! Comunque, sempre meglio che spalmare sulle bollette i profitti a prescindere dei  capitalisti senza capitale, così come avviene per i pedaggi delle autostrade regalate dallo Stato ai più funambolici prenditori italiani.

L’Italia vera, sempre di più, a me pare rimanga  del tutto ignota, sia  a chi la dirige sia a chi la commenta, magari da Parigi, come fa la comunque ottima Barbara Spinelli, che come suo padre tende a pensare che una classe dirigente ben selezionata è l’unico strumento di salvaguardia dalla barbarie (lo penso puro io), anche se ogni suo singolo componente  fregherà un po’, se non altro  al fine di essere rieletto. In ogni caso, chi non è scemo sa benissimo che fregare 'o veramento, alla grande, sui pubblici denari, frega la burocrazia, della quale, guarda un po',  nessuno parla.

Credo che bisogna finalmente smetterla di esaltare la bontà del popolo, da una parte politica e dall’altra, dato che è lo stesso popolo composto da persone disposte a  qualunque schifezza morale pur di accaparrarsi un qualche privilegio (salvo pochi integerrimi, che  più che altro ne fanno una questione estetica, e salvo i tanti che non hanno rapporti diretti con il potere). Bisogna che chi ha voglia di far politica  torni invece ad occuparsi di cose noiose: di istituzioni,  di miglioramento dei  meccanismi giuridici che sottostanno al loro funzionamento, di controllo sulle deliberazioni di chi amministra. Bisogna trovare il modo di permettere ai vari interessi in campo di confliggere tra di loro alla luce del sole, altrimenti lo faranno, lo fanno, sempre di più all’ombra, nell’occulto, a volte vicino alle organizzazioni criminali. Bisogna trovare il modo di occuparsi di banche, perché mentre i poveri cristi si affannano a tirare avanti, esse finanziano imprese fallimentari di questo o quel notabile, per decine e centinaia di milioni di euro, senza un cazzo di garanzie, mentre se tu hai una favolosa idea di impresa neanche ti guardano in faccia, mentre tu se  vai sotto sul tuo conto corrente di un euro ti applicano tassi usurari e ti rovinano.

PS: le centrali nucleari andavano fatte, era un modo per ingraziarsi la Francia che ce le avrebbe vendute, perché gli sono rimaste sul groppone, giusto 5: ora, dato che detiene almeno un quinto del debito pubblico italiano, troverà il modo di vendicarsi. D’altra parte, costruire le centrali era un modo per aggirare le norme della comunità europea contro i finanziamenti dello Stato alle imprese private, ed era un modo per creare lavoro. Il problema, semmai, revisione di un capitolato dopo revisione di un capitolato, era non farle finire mai, non farle partire mai... quelle cazzo di centrali! In questo noi italiani siamo campioni del mondo, popolo e classe dirigente.
centrale nucleare costruita a regola d'arte in Italia  

mercoledì 8 giugno 2011

Adoro il lavoro ma detesto la fatica: Enzo del Re se n’è andato.


Adoro il lavoro ma detesto la fatica. Adoro il lavoro ma detesto la fatica. Adoro il lavoro ma detesto la fatica. Adoro il lavoro ma detesto la fatica. Dispiace che un artista che lancia slogan come questo, sui quali si potrebbero costruire nuove civiltà, un artista delicato come Enzo del Re, se ne sia andato, ancora abbastanza giovane dal punto di vista anagrafico e giovanissimo dal punto di vista artistico. Dispiace pure che viveva, come si dice,  in perfetta solitudine, considerato nella sua cittadina, Mola, alla quale dava lustro in tutto lo stivale, poco più che un... molestatore. Dispiace soprattutto perché il governatore novativo Niki Vendola, che governa la Puglia da appena sei anni, non abbia fatto in tempo a inserirlo nell’onda del rinascimento pugliese, costruendogli una piccola casa dei suoni popolari, dove poter lavorare con lentezza, come piaceva a lui, dove poter tramandare il proprio innovativo lavoro sulle tradizioni musicali e sul  dialetto, del resto sulla scia del grande Matteo Salvatore. Mi auguro che per pudore non gliela costruiscano dopo, una casa, quelli del culturale, a fini miserabilmente propagandistici. Anzi, se gliela dovessero costruire, mi propongo come organizzatore  di un gruppo di artisti teppisti per demolirla coi fiori, con le mazze e con  gli sputi.

Certo, Enzo del Re era un minoritario per vocazione, si occupava di temi  minori come lavoro, operai, movimento, suoni del popolo, lingua e dialetto. Quando negli anni ’70 aveva raggiunto un po’ di popolarità, faceva le serate con il cachet di una giornata di lavoro di un metalmeccanico. Insomma, faceva robe così, assolutamente elitarie. Si fosse occupato di crisi esistenziali degli architetti, come tutti gli artisti impegnati, si sarebbe meritato un posto d’onore nei salotti indignati della tv italiana. Ma così com’era...
Io per gli sfruttatori non voglio fare niente. Per la classe lavoratrice, alla quale mi onoro di appartenere, sono disposto a sacrificare la ma vita, ma per i padroni non voglio fare un cazzo.
Qui, una bella intervista audio a Enzo del Re, realizzata da radiondattiva, dalla quale è tratto il ragionamentino appena sopra.


Qui un mio recente post su Enzo del Re

domenica 5 giugno 2011

La rivolta o è collettiva o è... commerciale

Il giornalista Michele Saviani, protagonista della soap  sul mondo dell'editoria " un pasto al sole ",
qui alle prese con un grattacapo di infiltrazione camorristica sul muro del suo bell'appartamento a Palazzo Palladini, situato in  Posillipo

Le questioni Grillo, Saviani, Travaglio, io comincio a leggerle così: è il sistema che si produce in laboratorio  questi simulacri di opposizione, anche a loro insaputa, simulacri di fatto impotenti e alla fine alla fine facilmente controllabili, piuttosto che permettere alla società di maturare e praticare  un’opposizione vera, che scaturirebbe in una vera rivolta.

A parti rovesciate, meglio il paterno Berlusconi, simulacro di un leader di destra e eternamente ricattabile, che un vero leader di destra, davvero autoritario,  maturato nelle coscienze degli italiani peggiori, che sono purtroppo elettoralmente maggioritari e che non aspettano altro.