diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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martedì 31 gennaio 2012

Non succede mai niente (IV)


Quando c'è il merito c'è tutto


Il Presidente Mario Monti dovrebbe cacciare il viceministro Martone. Non tanto per via che dopo avere detto quello che ha detto si è scoperto che è raccomandato. Figuriamoci: la raccomandazione e l'Italia sono la stessa cosa. Quanto perché è un dilettante che non si è fatto raccomandare con le dovute cautele. Una persona perbene, oggi, si fa raccomandare a incrocio, vale a dire che baratta le conoscenze del proprio padre con le conoscenze del padre di qualche persona fidata.


Come si dice? Onore al merito? O il merito è una questione d'onore? Non mi ricordo



SATIRA DA MORI' DA I' RIDERE. Domando allo stimabile Senesi Vauro: rispetto alle secondo lui (anche secondo me) riprovevoli posizioni filoisraeliane e filosioniste, cosa differenzia la deputatessa PDL ed editorialista del Giornale diretto da Alessandro Sallusti, Fiamma Nirenstein, dal suo collega di lavoro in tv e vicedirettore nella carta stampata, Marco Travaglio? Il ben noto giornalista giudiziario, ad esempio, secondo il giornalista Paolo Barnard (che a sua volta ha una posizione politica che non mi piace, specie negli ultimi tempi, nei quali tende assai al complottismo, ma che tuttavia non è stato querelato  per diffamazione a mezzo stampa da Marco  Travaglio), dice questo:

Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo un’organizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani ”.

Fiamma Nirenstein, scrive cose così, come quelle sotto, in un articolo che ha questo titolo Guantanamo, il carcere che ha salvato l’Occidente (clic),  uscito sul Giornale, dal quale del resto proviene Marco Travaglio:

" È facile essere contro la tortura dopo tanti secoli di orrori, dopo che, dagli eretici alle streghe o semplicemente ai nemici, i diversi inquisitori hanno estratto così tante false ammissioni. La giurisprudenza moderna che discende dalla Convenzione di Ginevra, che regola fra l’altro la questione dei prigionieri nei conflitti, ha dunque proibito di farne uso. Ma questo è il vecchio scenario in cui i soldati catturati, deposte le armi, divengono docili prigionieri in attesa della pace. Guardiamo invece alla contemporanea guerra del terrorismo islamico, in cui alcuni uomini di Al Qaida non depongono mai l’arma principale, quella del fanatismo. Essi continuano fino alla fine la loro guerra, anche in detenzione, e sono ben allenati a affrontare la tortura e la morte. Proviamo a immaginare di avere catturato un terrorista che ha appena compiuto una strage. Egli stesso annuncia un nuovo attentato. Potrebbe essere proprio quello all’autobus che porta tuo figlio. Come estrargli la giusta informazione per fermare la strage? E come impedire che il terrorista continui nella sua guerra? "

Mah. Che vi devo dire?


Protesta di un detenuto in attesa di giudizio

Abbiamo un ministro della giustizia che sulle carceri la pensa come Fëdor Michajlovič Dostoevskij, che un paese civile non può avere carceri incivili.  E abbiamo Antonio di Pietro, proprietario della ditta Italia dei Valori (mobiliari e immobiliari), all'opposizione. la Lega Nord allo sfascio. Berlusconi fisso in tribunale. Il comico in declino Beppe Grillo ancora fuori dal parlamento. Napolitano Presidente della Repubblica, con consiglieri i suoi vecchi amici riformisti Emanuele Macaluso e Alfredo Reichlin. Cosa si può volere di più dalla politica?


disegno di Gerry Turano


Oggi inauguro questa rubrica giocosa. Partecipate numerosi. Chi indovina vince una paper ella.

" ...il web è un contenitore senza fine né inizio, ricettacolo di impunità, di pornografia, a volte di violenza e di truffe, spesso di vuote chiacchiere. Ma è anche sapere, occasione di scambio, strumento di civiltà e di conoscenza. Sta soprattutto a noi, ai cosiddetti intellettuali, dare il buon esempio, per fare del web un’arma pacifica, di tolleranza, di apertura verso l’esterno, sempre di più "




A me gli spettacoli di Romeo Castellucci e della Societs Raffaello Sanzio non sono mai piaciuti. Tanti anni fa, ad una recita romana di uno dei suoi soliti spettacoli provocatori lirici spirituali, alla battuta dell'attore “ siamo tutti angeli “ o qualcosa del genere, una spiritosa persona del pubblico, regista ricercativo a sua volta, si alzò gridando: QUA SIAMO TUTTI COMPAGNI! Ci fu una risata generale. Parte del pubblico probabilmente pensò che si trattava di una trovata registica.  Lo spettacolo andò avanti. Noi continuammo a ridere tra i denti, di più fuori (dai denti e dal teatro).  Ciò non significa che io non debba difendere il diritto di Castellucci di fare il teatro come più gli garba, e quello del pubblico di andarlo a vedere. Io non ci vado.

Insomma, considero orribile e a dir poco reazionario l'atteggiamento protestatario di certi politici e di certi credenti (che in ogni caso portano acqua con le orecchie alla compagnia teatrale di Castellucci, mettendola al centro del dibattito sul novativo teatrale, fatto che, come ho già detto, secondo me non merita, ma per ragioni di estetica teatrale, no di blasfemia). Però... C'è un però grosso come un pianeta: come si comporteranno gli intellettuali, mettiamo il sostenitore della Stato di Israele Gad Lerner, che lunedì scorso ha ospitato in studio il regista e la direttrice del teatro, Andrée Ruth Shammah, a sua volta legittima sostenitrice dello Stato di Israele, quando nella stessa situazione si troverà qualche artista considerato inopportuno da frange estremiste della comunità ebraica? Si avrà per esempio diritto (esteticamente non si potrebbe parimenti, ma tant'è) di fare uno spettacolo sulla carneficina di Stato, con la registrazione del martire pacifista  Vittorio Arrigoni che accusa lo Stato di Israele di essere criminale (secondo me abbastanza a  torto, o meglio, non completamente a ragione), e che invita Roberto Saviano, tutt'ora taciturno,  a prenderne le distanze, e che sullo sfondo di una foto di uno dei padri fondatori getta qualche cosa di liquido che evoca la merda?


Mi risulta che il nulla, al contrario del senso, e del bene... non ha mai fatto male  a nessuno



Aspettando Godot. In un articolo, il critico Vivian Mercier scrisse che Beckett "ha realizzato il teoricamente impossibile, un'opera in cui non succede nulla, ma che tiene incollati gli spettatori ai loro posti. In più, considerando che il secondo atto è una ripresa leggermente differente del primo, ha scritto un'opera in cui non succede nulla, due volte." Hai detto nulla!  Che genio che era Beckett.

E poi,  il nulla è parte non còlta del senso, nient'altro.



Scrittori giovani  schierati a difesa dell'autorevolezza critica


Potrebbe essere che certi letterati si sentono sempre attaccati perché sono in guerra permanente?

Giorgio Manganelli in articolo su potere e vilipendio nota che la parola infangare è di ambito militare: “ infatti neanche mamma esercito puoi insultare: più esattamente, ogni tentativo di dar osservazioni anche moderatamente eccitate rientrano nel verbo “infangare”, che pare specifico dell’esercito, così che, anche a provarcisi, è praticamente impossibile infangare qualsiasi altra cosa “.





Chomsky: “ una lingua è un dialetto con un passaporto e un esercito



Giornalista dell'Unità che per prudenza si colloca al centro della corrente


La mamma degli infangatori, notoriamente,  è sempre incinta.
Dice che ce l'ho con l'Unità. Per forza. Se ancora negli articoli di quel giornale si definisce Elemire Zolla intellettuale di destra (clic)... Praticamente consegnandolo legato mani e piedi allo spritualismo che fa da piattaforma estetica e ideologica ai nuovi fascisti. Per via del suo interesse per Tolkien, al quale Zolla fece la prefazione nel lontano 1969.

Ad ogni modo, Zolla, il grande studioso e intellettuale Zolla, la pensava così:

" Oggi mi sento libero, persino esultante perché sono scomparse le due forze che mi avrebbero volentieri chiuso in un campo di concentramento: nel 1945 ebbi la gioia di veder crollare il fascismo e ora di vedere svanire l' Unione Sovietica e il comunismo. Una volta sciolto, lascio i vecchi istituti politici azzuffarsi nel combattimento e ne distolgo lo sguardo? "

Passo tratto da un articolo commemorativo di Cesare Medail sul Corriere della Sera (clic), giornale (di destra?) sul quale Zolla scrisse a lungo.

Insomma, L'Unità, se vuole denunciare gli intellettuali di destra, non farebbe meglio a cercare tra gli intellettuali che razzolano attorno al PD e che a volte pubblicano sull'Unità, o vengono celebrati o intervistati o recensiti sull'Unità?  Tanti scrittori giovani, per esempio, che Goffredo Fofi (a proposito, ce l'ho con l'unità anche perchè non trovo più i magnifici pezzi di Fofi, che la domenica centellinavo qui l'archivio che consiglio a tutti di frequentare, ché ci sono articoli sia belli che bellissimi; invece che non pubblichino più i pezzi di Vincenzo Cerami non me ne frega nulla),  ha definito poco tempo fa, proprio dalle pagine dell'Unità, di destra? L'articolo aveva per titolo proprio questo:

I giovani scrittori sono di destra? (clic)




Rigore, secondo la notoria definizione di un grande  maestro di filosofia, il serbo Vujadin Boškov, è quando l'arbitro fischia. Ma poesia, quand' è? Secondo me, poesia è quando un essere umano emoziona un altro essere umano.



Post e autore del post in fase di correzione (Ah, Basaglia!) Hanno collaborato il cuginetto umorista in erba  Larry Svizzero e il critico letterario italo portoghese Larry Giuseppe Do Santos

mercoledì 23 novembre 2011

La tassa sugli immobili, o dell'immobilismo progressivo

 
Logo scartato per il nascente Partito Social Immobilista


Immobili. Se si vòle sopra vivere, da facitori di parole o di fatti d'arte, bisogna stare immobili. Mi ricordo che lo scrisse Kafka, da qualche parte.  Se è per questo anche il Conte Maurice Polydore Marie Bernard Maeterlinck, ancora prima... D’altra parte non si era denominata Accademia degli Immobili quella dei fondatori del teatro della Pergola in Firenze? Uno dei primi teatri cosiddetti all’italiana, mica pippi di fave! Che però, contrariamente alle meglio intenzioni dei promotori -  che nessuno vòle mettere in dubbio - enorme danno feciano, passato del verbo fecere,  e fanno al civile convivere, nonché, sopra di tutto, all’estetica teatrale... che anderebbàno, condizionale del verbo aìre, bombardati e fatti saltare in aria, i cazzo di teatri all'italiana, altro che occupati... Come diceva di voler fare il pur esteticamente moderato Carlo Cecchi al teatro del Cocomero, sempre  in Firenze, per realizzare sulle rovine un'epocale messa in scena dell'Amleto, prima di dolorosamente fallire (dolorosamente per via dei numerosissimi talenti (...) e dobloni  da restituire ai superbi creditori... se no meglio di fallire, nella vita, si dichiarò  d'accordo anche il nobile lastrigiano,  ‘un c’è verso fare).  Comunque, gli antichi Accademici Immobili, che si feciano purtroppo fregare dagli architetti,  si dèttano un  motto che meglio ‘un  pote’ano: in sua movenza è fermo.
 
Io pure, nel mio piccolo, sperimentai l’immobilismo progressivo, per non morire. Mi spiego (ma non mi spiezzo).  Una volta successe che mi ero suicidato, perché ci furono dei giorni capricciosi che non mi garbava più vivere. Allora, volere o volare,  me ne stetti comato immobile  attaccato al respiratore. Che però, mi pareva... mi pareva  che  li sentivo, professori e parenti...  ché mi dovevano, per esercizio di moderna carità, organicamente estrarre! SFORTUNATO! Te lo di'o io! Sfortunato  chi poi avrebbe dovuto sopportarmi dal di dentro, ché gli avrei rotto i coglioni notte e giorno, eccome se glieli avrei rotti: sarei diventato organico, sì, come predicava Gramsci, intellettualmente organico... Ma organicamente insopportabile!  Altro che... 

In verità una volta successe che dovetti sperimentarlo  due volte, l’immobilismo progressivo: quello già detto del letto di rianimazione attraccato al respiratore; e un secondo, nello stesso tempo, in un’altra volta ma nella stessa porzione di spazio, in cui facevo gli incubi di essere circondato dai peggio rettili, rettili in qualità e quantità inverosimili, di più, assolutamente di più  dei rettili classificati nelle tassonomie dei rettili, di più anche di quelli solo virtualmente   possibili, per dire quanti erano, rettili per niente innocui come vogliono far credere i dispiaciuti ma responsabili consulti dei  coraggiosi professori e  parenti, rettili di tutte le dimensioni e forme, ché a me nulla, a parte certe volte i parenti,  mi sta sui coglioni come i rettili, ché infatti si dice parenti rettili...  anzi, una cosa sì, mi sta sui coglioni più dei  rettili, i professori di rettili. 

Rettilacci dotati di  maledetta e improvvisa mobilità... Che però, la voglio trasmettere a tutti l'esperienza:   in quel quasi definitivo viaggio,  se stavi fisso immobile, rigorosamente senza respirare -  è questo il segreto -  i rettili non ti aggredivano; magari sì, ti passavano addosso, ti si avvolgevano, ti si strusciavano, ma alla fine, prima o poi, se ne andavano... e te, se te lo ricordavi,  potevi tirare il fiato. Anche se era più prudente restare fisso in apnea, perché presto presto, potevi starne certo, non si sa da dove,  ne arrivavano degli altri... 

Ebbene, restai mi sembrò intere epoche a meditare, ché a me che non volevo più vivere, per evidente contrappasso,  anche i singoli battiti, traditori,  mi si divisero in a loro volta intere epoche, epoche che non c'era in nessuna maniera verso di riempire. La presi bene... Decisi di inventarmi qualcosa di filosofi'o.   Da immobile per forza, mi pascevo di pensare che  stavo immobile due volte, in contraddizione tra di loro. Una volta per espressione di una certa eleganza, un certo aristocratico distacco da una vita concreta assolutamente insopportabile. Un’altra per plebeo istinto di sopra vivenza. 

La storia l'anderèbbe avanti parecchio, ma mi fermo, pevvia che gli è l'ora di desinare.
 
Tutto questo per dire che chi fa danno alla società, specie nella società dell’arte, che è l'unica di cui ha senso occuparsi, son quelli sempre a giro,  i mobili, no gli immobili, che stanno sempre bòni pe' conto suo. Perciò,  tassare questi ultimi, come, si sente dire sempre più insistentemente, in questi  giorni faranno i governanti novativi,  lo trovo ingiusto. Lottiamo, inaffidabili compagni dell'Accademia,  affinché almeno sotto una certa soglia l'immobilità sia mantenuta detassata.

Però guardarsi dai finti immobili!

lunedì 6 settembre 2010

Intervista immaginaria a un attore bravo

E' contento dell'accoglienza che ha ricevuto il film?
 
Sono sempre contento di un film che interpreto, anche quando viene accolto male, dato che ho scelto di farlo.

Cosa risponde a chi vi contesta perché  il film è prodotto dalla casa di produzione  del presidente del consiglio?
 
In Italia il cinema lo produce gran parte Medusa. Io non posso farci niente: mi limito a provare disprezzo per le menzogne  diffuse e propagandate dal sistema editoriale del  presidente, per lui medesimo, per la gente di cui si circonda, per lo stile di vita che propaganda anche usando i suoi figli,  che condanno parimenti, perché essendo adulti potrebbero sottrarsi. Mi limito a odiarlo per  il suo modo di governare, e votare per altri partiti. 

Non teme ritorsioni per questa sue dichiarazioni, diciamo un po' forti?
 
Le temo, ma non posso fare a meno di farle, perché non posso fare a meno di avere un'etica: senza etica, dice il maestro Peter Brook, non c'è arte.  

Non si domanda perché Medusa produca un film così critico verso il sistema di potere del suo proprietario, il presidente del consiglio, che dalla distruzione della sua immagine ha da perdere molto, soprattutto all'estero?
 
Me lo domando,  ma non so darmi una risposta. Alla fine credo che se Medusa produce e distribuisce questo e altri film critici, vuol dire che non  sono così nocivi al proprietario... che così facendo, se non  altro, copre il suo autoritarismo, quello contenuto nelle sue azioni e più ancora quello che credo sia nei suoi sogni. O forse sono i dirigenti di Medusa che fanno tutto fregandosene del pensiero politico del proprietario? Non credo, ma penso che qualcosa sfugga loro lo stesso
 
E poi c'è il marketing, parlatene male purché se ne parli.
 
Non so cosa sia il marketing, faccio l'attore, meglio che posso.
 
Lei è una persona di sinistra?
 
Non so, direi di sì, se per sinistra si intende ridistribuzione della ricchezza, che è quello che vuole il popolo, dal quale io provengo essendo figlio di un operaio.
 
Altrimenti?
 
Beh, quando  il popolo lo si distoglie con la bandiera dei diritti, con gli inquisitori che diventano politici moralisti, coi satirici urlanti, allora mi vengono dubbi sulla onestà di alcuni politici che vengono percepiti come nuovi... In particolare odio la retorica antipartito e antiprofessionale: la politica è il mestiere più difficile che c'è, perché dovrebbero farla dei dilettanti, se non per inconfessabile sete di potere?
 
Non ha paura di deludere facendo queste dichiarazioni?
 
No, perché i diritti, per esempio,  sono già  contenuti nella ridistribuzione della ricchezza, mentre non vale il contrario. Quando si dimentica questo, credo si facciano gli interessi della destra,  che è cinica. Alla fine alla fine agli urlatori dice: “ va buò, pigliatevi sti diritti e nu scassate 'o cazz coi profitti! “

Torniamo al cinema. Lei è un attore considerato impegnato. Come vive questa cosa?

Bene, perché so quanto impegno ci metto a fare il mio lavoro. Se invece la sua domanda si riferisce alla partecipazione alla vita politica dico che non ci partecipo tanto, che se ce la faccio evito di informarmi, evito in particolare la tv, preferendo ascoltare  musica, leggere, andare al cinema o a teatro. 

La ringrazio.

Grazie a lei. E anche  al proprietario della testata per cui lavora, chiunque sia, del quale, benché mi dia la parola,  penso preventivamente tutto il male possibile, fino a prova contraria... (risata)