diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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sabato 27 ottobre 2012

Edoardo Nesi, Luca Cordero di Montezemolo e Matteo Renzi


 Campagna di sensibilizzazione politica. A sinistra elettori di destra in attesa che compaia il  tanto atteso padrone buono

Eddài eddài, le cose vèngano fòra. Lo scrittore pratese Edoardo Nesi si è dimesso da Assessore alla Cultura nella giunta provinciale di Prato, di centrosinistra, dove era in quota PD. Da componente del PD, peraltro, amico dello scrittore Walter Veltroni (qui Massimo D'Alema incoraggia beffardamente il suo storico rivale a fare lo scrittore a tempo pieno, a favore del PD ma a danno... ad ogni modo la letteratura può sopportare), Nesi fu palese sostenitore dello scrittore  Matteo Renzi (qui il debutto letterario del sinda'o novativo), pronunciando un empatico discorso durante la convènscion della Leopolda, lo scorso autunno, non so se prima o dopo l'altrettanto empatico discorso dello scrittore Alessandro  Baricco. Secondo l'Unità, organo del PD, le cose andièdero a questa maniera:

" Uno dei più attesi alla Leopolda è stato lo scrittore pratese Edoardo Nesi. Lo scrittore vincitore del premio strega 2011 ha partecipato alla stesura del "programma" (anche se così agli organizzatori suonerà un po' da partito tradizionale". E l'ha detto in modo esplicito dal palco: "Caro Matteo, ora tocca a te". Leggi: candidarti alla guida del centrosinistra per guidare l'Italia. "Dillo che ai posti di governo deve andare chi abbia moralità e soprattutto competenze specifiche; dillo che non è vero che le vite dei nostri figli saranno peggiori delle nostre, faremo in modo che non sia così. E diglielo ai nostri figli che non devono spuntare i loro sogni per rassegnarsi a una maledetta vita precaria, sotto una cappa nera di pessimismo. Vai sicuro Matteo, tanto sarà difficile far peggio di chi ti ha preceduto. Forza e coraggio, ciao». Un lungo applauso ha chiosato le parole dello romanziere-imprenditore che con "Storia della mia gente" ha raccontato il declino e il cambiamento del distretto industriale tessile di Prato ".


Per completezza dell'informazione, come si dice,  pare giusto ricordare come si espresse Baricco, secondo Il Post che ne riporta il video (qui):

Ieri sera Alessandro Baricco ha partecipato a bing bang, il convegno organizzato dal sindaco di Firenze Matteo Renzi alla stazione Leopolda della città. Baricco è salito sul palco per un breve ed efficace intervento in cui ha parlato delle battaglie di questi anni, dei pochi rischi che si è voluta prendere la sinistra e del tempo speso a " convincere gli altri sulla necessità di cambiare le cose fino a essere arrivato alla conclusione che non si trattasse di gente da convincere, ma da superare ".

Ora, però, Nesi si è dimesso da un incarico politico datogli dal PD, e, contestualmente, si è iscritto al partito di Montezemolo (al quale a questo punto non gli rimane che diventare scrittore anche lui, per il bene del paese), lasciando Matteo Renzi al suo destino. Niente di male, per carità. Si tratta sempre  di gente di destra, sebbene Montezemolo potrebbe anche essere che è più  a sinistra di Renzi (di Nesi di sicuro). Vabbè, destra e sinistra davvero chi se ne frega. Fatto sta che se tu passi con tale disinvoltura da essere uno dei più qualificati sostenitori di Matteo Renzi a uno dei più qualificati sostenitori di Montezemolo, mi autorizzi a pensare che i due leader politici hanno qualcosa in comune, che appartengono alla stessa area sociale, che hanno più o meno  le stesse ricette politiche. Infatti, confrontati i propositi contenuti nei loro programmi di governo, è così. E allora  mi viene maliziosamente da pensare che la moderatezza politica di Renzi, di Montezemolo e Nesi, altro non sia che la base di   un futuro partito dei padroni buoni, gli stessi che Nesi propaganda nei suoi scritti (o forse più buoni ancora?). E mi viene da pensare che il generale silenzio sul curioso trasferimento politico dello scrittore pratese, in piena campagna per le primarie alle quali partecipa il suo (ex?) faro politico, contenga qualcosa di più che una distrazione giornalistica. In buona sostanza, mi sa che Matteo Renzi gli abbia detto, a Nesi, vai avanti tu (che a me mi viene da ridere).

Ps: a proposito di scrittori e partiti dei padroni: della abbastanza opaca delazione dello scrittore parmigiano Paolo Nori (qui), pubblicata sul giornale padronale  Libero, ai danni del sempre più rocambolesco PD, ne parlo un'altra volta.

giovedì 15 marzo 2012

Nuovo epis odio della saga Gian Paolo Serino (richiestissimo)

Foto d'epoca di un convivio tra critici e scrittori. Ha ragione Pietro Citati, erano meglio quelli di una volta.


Di nuovo Gian Paolo Serino?! Mah...

Ieri se l'è pigliata  con Loredana Lipperini, una delle socie di maggioranza del circo dei blog letterari, dove più che altro  si fanno  acrobazie indignatorie, promozioni e autopromozioni. In questo caso si tratta di tutte e tre le cose insieme.  Per via che Serino rende pubblico uno pseudonimo della Lipperini, che sarebbe Lara Manni, adducendo naturalmente che non è scandalizzato dal fatto che ella abbia uno pseudonimo, figuriamoci, ma dal fatto che ella si sia autopromossa dal suo posto di lavoro, che è la Rai, un'azienda pubblica dove queste cose non avvengono di certo...  Ancora una volta mira alle gambe (delle donne), Serino. Prima Avallone e Murgia, poi Baresani, Policastro e Lipperini; e ancora una volta rivela la mancanza di stile, di concezione critica, di dominio della questione generale.

La  questione generale è che i critici dovrebbero spiegare ai lettori perché certi libri sono da leggere e altri no, se possibile senza nemmeno nominarli, ricollegandosi a chi li ha preceduti nell'esercizio critico, adoperando un linguaggio chiaro.  Quando invece si fa pressione affinché si legga o non si legga un libro, come fanno i principali blog letterari e come fa benissimo Serino, si fa marketing, parola diabolicamente vicina a marchette, che tanto piace al critico barese comasco, che, bisogna ricordarlo,  ha il merito di essere appena stato rinviato a giudizio per estorsione ai danni di una ragazza (la TATTICA è TUTTI COLPEVOLI? Il più pulito ha la rogna?). Magari si fa viral marketing, o meglio, caciara-marketing; come fa per esempio Beppe Grillo, che del resto in Italia è il maestro dei girandolai, di chi non avendo idee cerca di imporle agli altri, e le cambia spesso, per la gioia dei suoi altrettanto insensati seguaci  (adesso pare abbia almeno 2 milioni di voti, il comico in declino; pari a una quarantina di deputati, con la legge attuale, che però, secondo me, gli cambiano sotto il naso... ciononostante, insinuo, nel sistema politico italiano i voti  sottratti a un competitore valgono oro anche quando non ottengono rappresentanza parlamentare... sono robe che ho visto coi miei occhi) 

E il caciara-marketing  si fa anche parlando male, Serino, anche denunciando questo e quello di non avere etica (senti chi parla! Ma con che faccia?), drammatizzando la vicenda letteraria italiana attorno a vari manipoli di autori e critici che assai probabilmente non lasceranno tracce di sé, se non nei registri delle banche dove tengono i loro  conti correnti. Non sfugge a nessuno, infatti, che agli italiani i furbetti piacciono, che più si è sfacciatamente furbi più ti vengono dietro (o ti vengono da dietro, non ricordo). Ai presi di mira da Serino, colpevoli soltanto di sottomissione alle gerarchie, di concorso in cooptazione, al massimo di abuso d'ufficio - malcostumi o piccoli  reati che agli italiani stanno indifferenti - non parrà il vero di essere denunciati da uno peggio assai di loro, un critico  girandolaio, adesso evenutuale estorsore e ricattatore: risulteranno sempre lindissimi, rispetto a lui, e saliranno, saliranno, saliranno...  In questo senso c'è da aspettarsi che nel frattempo le persone prese di mira da Serino negli ultimi anni abbiano aumentato le vendite di brutto, abbiano stretto nuove alleanze, si siano assicurati prebende e premi futuri, abbiano occupato posti stategici 'n gopp  'O Sistema editoriale italiano, abbiano firmato vantaggiosi contratti, in specie giornalistici, scalato cattedre universitarie. Resta loro da contendersi il posto di allenatore della nazionale di indignazione acrobatica, che quasi certamente parteciperà alle prossime olimpiadi (posto che però è da tempo opzionato dalla drammaturga spagnola  Conchita de Gregorio).

Insomma, uaglió, il mio sospetto è che Gian Paolo Serino sia il più furbo di tutti, che sia in definitiva lui  il capo dei furbetti dell'inchiostrino che finge di stigmatizzare; che stia per lanciare addirittura un'offerta pubblica di acquisto (un'Opa, Matt, no una Topa...),  sulla fabbrica di questo sempre più richiesto  inchiostrino, una roba marrone liquida che in un'epoca seria sarebbe invendibile... e pure inannusabile. 

La dico grossa: azzarderei a dire che Serino è in combutta con le sue vittime. Come  spiegare altrimenti il fatto che ancora non è stato querelato? Non a caso propaganda da tempo l'immateriale associazione a delinquere di stampo immaginario, Serino; della quale,  secondo me, è il fondatore. Praticamente un genio. Ne sentirete parlare. Non è una minaccia.

Presto la seconda puntata del Simenon sui navigli.

Post e  autore del post poco corretti.