diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

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sabato 26 maggio 2012

A Roma coi cinque stelle (mezzo di trasporto a scelta)


Questi qua ci arrivarono marciando...

Il sempre più incredibile leader unico   Beppe Grillo ha appena scritto sul suo blog  (clic)  un post dal titolo Bomba o non bomba arriveremo a Roma (qualora  si decidessero, suggerisco ai movimentisti a nord di Bologna di non prendere il treno... che poi i treni nemmeno arrivano in orario...). Nel breve post il comico in declino sostiene che i recenti attentati, compreso quello omicida di Brindisi, sono forse  il  preludio di una nuova stagione stragista  (secondo me sottintende di  Stato, mandanti Napolitano, D'Alema e Bersani...) volta a impedire il cambiamento politico, sostanzialmente l'inarrestabile ascesa del movimento cinque stelle da lui ispirato. Fino a ora non c'è nemmeno un commento negativo... (ho riguardato, qualcuno c'è, naturalmente stigmatizzato da tutti gli altri)
Vabbè,  mi meraviglio poco: questi grillini (questi italiani?) più di tanto non capiscono; o peggio, capiscono benissimo, e meglio di così, fascisti e qualunquisti, non sono.

Ps: bisogna avvertire il paese di un pericolo:  se il movimento continua a crescere a tassi di 5% tra pochi giorni non ci saranno più elettori di altri partiti, e per dargli  ancora  più  forza bisognerà importare elettori dall'estero, vieppiù aggravando i conti dello Stato.

giovedì 24 maggio 2012

La nuova era di Pizzarotti e Grillo.

Il Sindaco eletto ( quello con in mano il ramoscello) riceve in visita  di cortesia l'ispiratore del movimento


Fino ad oggi, se volevi partecipare alle selezioni di personale degli enti pubblici, dovevi avere i requisiti giusti e attenerti a precise regole di presentazione della candidatura. Da oggi in poi si rivoluziona tutto:  la domanda  va presentata al proprietario del marchio di cui si è servito l'eletto al governo della pubblica amministrazione: son notevoli passi avanti rispetto alla passata invadenza dei partiti... Leggete qui (clic).

Secondo punto. In termini giuridici, può l'ispiratore di un movimento politico decidere che un preciso candidato, tale Valentino Tavolazzi (ex direttore genereale del comune di Modena, da pochi mesi allontanato dal movimento 5 stelle, sostanzialmente  per insoburdinazione al capo), non ha i requisiti politici per ambire a ricoprire un ruolo pubblico per il quale invece possiede i requisiti di legge? Chiaramente Tavolazzi querelerà il comico in declino e otterrà un sacco di soldi. Ma gli italiani,  si sono bevuti il cervello a tal punto?

Ps: e poi comico è una parola troppo grossa per Giuseppe Grillo, che massimo massimo è un satirico. Tra le due qualità artistiche ci passa come tra un ottimo  scrittore e un pessimo  critico.

Ps2: si dice che il nuovo sindaco di Parma intenda batter moneta. Potrebbe chiamarla Eliogabalo.


mercoledì 9 maggio 2012

Cultura a 5 stelle


In questo post (clic) Paolo Nori, che è nativo di Parma, dove il candidato sindaco Federico Pizzarotti è  storicamente andato al ballottaggio, analizza la sezione cultura nel programma del Movimento 5 Stelle in quella città. Niente di che, si tratta di  normale delirio, in linea con gli altri punti del programma, locale  e nazionale. Mi domando anche io come sia possibile che a rappresentare il nuovo in un paese che dovrebbe essere moderno anche linguisticamente ci siano persone che si esprimono così. Aridatece i loschi magnaccioni di una volta...  che si esprimevano vergognosamente uguale, ma almeno sapevi che erano vecchi, e potevi sempre sperare nell'avvento del  nuovo...

domenica 22 aprile 2012

Spazio ai giovani

giovane adepto che studia il programma del profeta


Lo sanno tutti, sto coi giovani. In questo caso, con il giovane D'Alema, 63 anni, contro il decrepito Beppe Grillo, 64 anni. Però D'Alema sbaglia  a dire che il comico declinato è una via di mezzo tra il primo Bossi e il Gabibbo: lasciamo perdere l'inarrivabile Bossi, ma il Gabibbo, intellettualmente parlando, è un gigante che se farà un partito riceverà voti almeno doppi a quelli dell'arricchito genovese (secondo me senza bisogno di fare nessuna campagna elettorale: questa sarà la novità politica annunciata da Alf Ano? Scherzaci...)

Di soldi, volevo parlare, proprio di soldi.  Si è recentemente saputo che Lucio Dalla - un cantante importante, ma Cristo, un cantante - avrebbe lasciato un patrimonio di 100 milioni di euro (e allora Celentano, quanto lascerà? Non è che sequestrando il 50% del patrimonio di cantanti, comici, atleti, presentatori e showgirls si risanerebbero le casse dello Stato?). Beppe Grillo pare dichiarare  attorno ai 4 milioni di euro all'anno, ma il suo reddito vero sarà di sicuro più alto, perché le rendite finanziarie non vengono conteggiate; soldi  sudati, dicono i suoi tifosi o adepti, che fanno finta di ignorare che per ricchezza, il loro guru,  tra i politici in attività, è secondo soltanto a Berlusconi. Vabbè... Per parlare di comici ancora in attività, l'ultimo bilancio conosciuto della società di Roberto Benigni superava i 60 milioni di euro di fatturato, in gran parte evidentemente legati a sue prestazioni professionali. I principali direttori dei giornali, in parte finanziati dallo Stato, guadagnano anche loro milioni di euro all'anno. Questi i numeri. Ma gli italiani, gran parte degli italiani - questi lestofanti che non meritano di paragonarsi neanche al più babbeo dei componenti della  Banda Bassotti - si indignano se un parlamentare guadagna 5.000 euro al mese,  se il Presidente della Repubblica, che è capo dello Stato, capo della magistratura e capo delle forze armate,  guadagna poco più di 200.000 euro all'anno (immagino lordi); si indignano se Massimo D'Alema, uno degli uomini di potere italiani più influenti nel mondo, possiede in leasing una barca a vela, che potrebbe magari pagarsi con i diritti d'autore dei suoi libri (che nemmeno pubblica con Mondadori...). Peggio ancora, a fronte di finanziamenti diretti e indiretti alla chiesa cattolica per miliardi di euro, usati anche per dirigere il consenso a favore dei partiti e dei politici più manigoldi, gli italiani si indignano per il finanziamento di poco più di cento milioni di euro all'anno ai partiti, sotto forma di rimborso elettorale. Che popolo di teste di cazzo!

Ps: Marco Travaglio dato per sicuro per la carica di allenatore della squadra maschile  di indignazione acrobatica, che parteciperà alle prossime olimpiadi.