diario in pubblico (si fa per dire, è come quando si fà la pipì in un angolo all'aperto di notte, inutile guardarsi intorno, tanto non c'è nessuno)

Visualizzazione post con etichetta fumo di Londra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fumo di Londra. Mostra tutti i post

martedì 17 agosto 2010

Pro Fumo passivo

C’era una volta quattro tipi: fame, fama, famo e fumo.

Fame vedeva gente esotica: ong, famelica, sottosviluppo, dallupi, nera, fao. Parlavano tanto che   morivano quasi tutti, perché si scordavano di mangiare

Fama se la passava male, perché stava nascendo tutto un movimento per emarginarla, si cominciava ovunque a far battaglie per sconfiggere  il suo problema nel mondo. Amici pochi, solo infamato e famale.

Famo era il più romanesco e  frequentava i suoi, in borgata: famolo, famose, famoso, accapisse, ervento, erbotto.

Fumo ci aveva la passività della scrittura, si era costruito tutto attorno una specie di recinsione, si metteva le penne in testa e viveva in una specie di tenda. All’ingresso del recinso, non più grande di un romanzo scadente camera e cucina,  ci era un cartello un tantino sciovinista  che diceva “ permanenza permessa solo ai fumosi  della nazione “. Le persone che fumo vedeva più che altro per scrivere erano  fumeria, fumino, infumo, nientearrosto e dilondra,   un amico Inglese,   di soprannome fumo di Londra. Dato che scrivevano dandosi arie di  selvaggi, si cospargevano il corpo di pro fumo passivo.


Forse continua...